L’acqua torni nel dibattito politico
11 Novembre 2025
laFonteTV (4253 articles)
Share

L’acqua torni nel dibattito politico

L’acqua è il primo indicatore del cambiamento climatico, una risorsa vitale oggi sotto pressione. Con siccità estreme e inondazioni sempre più diffuse in tutto il mondo, la gestione idrica è essenziale. Come emerso al recente forum del Cercle de Giverny 2025 in Francia, la gestione sostenibile delle risorse idriche e l’adattamento ai cambiamenti climatici sono stati i temi chiave del dibattito.
L’acqua è indispensabile nella nostra vita quotidiana; ne facciamo affidamento per bere in sicurezza, per l’irrigazione agricola, per i processi industriali, per la produzione di energia e altro ancora. Tuttavia, l’acqua è una risorsa sotto pressione ed è il primo indicatore del cambiamento climatico. Siccità, tempeste, erosione costiera, inondazioni.
In Europa, le variazioni climatiche causano notevoli differenze nella distribuzione di acqua dolce rinnovabile, che vanno da 120 m³ pro capite all’anno a Malta a 70.000 m³ pro capite all’anno in Norvegia, secondo il Water Information System for Europe (WISE). Il cambiamento climatico sta esacerbando queste disparità, riducendo le risorse in aree già aride. Ogni anno, circa il 34% della popolazione dell’UE è colpito da carenze idriche, particolarmente avvertite in estate.
In Francia, le risorse di acqua dolce, che dipendono per il 94% dalle precipitazioni, stanno diminuendo: tra il 1990-2001 e il 2002-2022, le risorse di acqua dolce sono diminuite del 14%, in particolare nel sud della Francia, a causa dell’effetto combinato dell’aumento delle temperature, della riduzione delle precipitazioni e dell’intensificarsi della siccità. Quando l’acqua scarseggia, settori economici come l’agricoltura subiscono perdite di rendimento causate dalle restrizioni all’uso dell’acqua legate allo stress idrico. Le centrali termoelettriche e idroelettriche non sono in grado di produrre la stessa quantità di elettricità, il che a sua volta fa aumentare i prezzi dell’energia (Agenzia europea dell’ambiente, 2021). Per questo motivo, la Commissione europea ha fissato un obiettivo per migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua di almeno il 10% entro il 2030 e incoraggia gli Stati membri a definire i propri obiettivi in base alle circostanze nazionali.
In Italia, come mostrato nelle valutazioni riportate nel Rapporto dell’ ISPRA del 2023 attraverso un modello di stima, il Paese ha toccato nel 2022 il minimo storico, dal 1951 a oggi, di disponibilità annua di risorsa idrica (-50% rispetto alla media annua riferita al trentennio climatologico 1991-2020), situazione aggravata anche da valori di temperature sopra la media, che hanno aumentato la quota di evapotraspirazione. È analizzata nel rapporto anche la grave e persistente siccità che ha interessato l’Italia nel 2022 e che, in alcune aree del territorio, si è manifestata già a fine 2021 ed è perdurata fino ai primi mesi del 2023.
In particolare, in Molise, il deficit di precipitazioni rispetto alla media del trentennio 1991-2020 è stato di -8,3%. Registrato nel 2022 si è ovviamente ridotto notevolmente circa la disponibilità della risorsa idrica rinnovabile che in Molise nel 2022, rispetto al trentennio 1991-2020, è diminuita del 36%.
L’acqua non è solo una risorsa scarsa, ma è anche al centro delle transizioni ecologiche e sociali. Di fronte alla scarsità d’acqua, quali soluzioni si possono trovare per anticipare, innovare e investire?
Per affrontare la sfida della gestione sostenibile dell’acqua e ridurre le conseguenze dello stress idrico, è fondamentale mobilitare tutti gli stakeholder (autorità pubbliche, territori, aziende, cittadini, associazioni, ecc.). Il problema va affrontato sia sotto il punto di vista di disponibilità e quantità della risorsa che dal punto di vista della qualità e riduzione degli inquinanti. Non c’è più tempo!
Eppure, ancora oggi, mentre i cittadini molisani subiscono chiusure notturne, l’acqua torna ad essere emergenza, tema di dibattito e scontro politico, ma nulla più. Non si conosce la reale capacità idrica del nostro territorio, la distribuzione della risorsa per i vari usi, i motivi per cui il Molise non conclude le opere per la diga di Arcichiaro o perché non abbia mai potuto usufruire delle acque di Occhito. Sembra quasi che la Regione abbia abbandonato l’idea di governare la risorsa cedendo addirittura la gestione di Chiauci al consorzio di bonifica di Vasto/San Salvo. Una regione ricca di acqua ma che lascia ad altri la programmazione. Tutto ciò non è più ammissibile, non è più accettabile.
L’acqua torni centrale nel dibattito politico attraverso iniziative civiche perché “Non c’è più tempo!” L’acqua non è solo una risorsa scarsa, ma immaginiamola al centro delle transizioni ecologiche e sociali.☺

laFonteTV

laFonteTV