libri: “PARTENOPE”  di Maria Gargotta
11 Settembre 2026
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libri: “PARTENOPE” di Maria Gargotta

“E poi, c’erano loro, le voci che non si sentono ma che ci sono, le voci nascoste, quelle dei sotterranei, dei misteri insondabili, che salgono dai basoli di lava, dalle pietre dissestate, da lontananze di secoli, come quella di Ciccio Mastriani, tanto letto e tanto amato e tanto dimenticato”. Napoli e Francesco Mastriani sono i ‘veri’ protagonisti dell’ultimo romanzo di Maria Gargotta, Partenope – Le voci segrete di uno scrittore, Edizioni Vulcaniche.
Come chiarisce Francesco D’Episco- po, nella prefazione, “questo imprevisto e intrigante romanzo [è] dedicato a un autore napoletanissimo” [Mastriani, appunto] che ha in comune con l’autrice un amore smisurato per questa città.
La vicenda parte dall’arrivo a Napoli di una ragazza francese, Margaux, giornalista e scrittrice, che casualmente scopre sul banco di uno dei tradizionali bouquinistes di Parigi un romanzo di un autore napoletano, Francesco Mastriani (1819-1891). “Un libro è un faro, di quelli che accendono luci a intermittenza verso traguardi che, anche se sconosciuti, avverti come sicuri”.
La lettura coinvolgente produce nella donna un desiderio irrefrenabile di scoprire di più sullo scrittore e su una città che non conosce ancora: ha inizio così la scoperta di ‘Partenope’, della sua unica ed inimitabile atmosfera, della vicenda – fin troppo trascurata – di un autore che alla sua terra ha dimostrato amore e intorno alla quale ha composto opere straordinarie.
La scrittura di Maria Gargotta si muove agilmente su un doppio piano narrativo: la storia di Margaux e la vicenda di Francesco Mastriani che la stessa Margaux traduce in romanzo. Conosciamo così il fascino che Napoli suscita nella giovane parigina, l’incontro con un professore universitario, Gabriele, esperto di Napoli e di Mastriani, la scoperta – sorprendente – dell’identità, mai conosciuta, di suo padre. “Guardò di nuovo il mare dinanzi a lei e le parve immenso, misterioso e incomprensibile, lo specchio della città … Partenope si era impadronita di lei, del suo sentire, cancellando anni di lucida razionalità francese, di prudenza diffidente”.
Come in precedenza accennato, nel corso del soggiorno napoletano – anzi proprio grazie ad esso – Margaux può dare inizio alla stesura di un romanzo sulla vita di Mastriani, ricreando nelle pagine atmosfere e suggestioni che forniscono un ritratto vivo e appassionato dello scrittore: “Eppure a Francesco la realtà, quella che interessava a tutti, compresi i suoi compagni di scuola, non suscitava alcuna curiosità. Si perdeva piuttosto tra le parole che gli raccontavano altre storie, altre vite, e con esse sognava tempi e spazi che la fantasia di autori diversi e lontani aveva ricamato, gli pareva a tratti, solo per lui”.
Purtroppo Mastriani, incompreso ostinato autore, innamorato della sua Napoli, non ha ottenuto il dovuto riconoscimento: “… i suoi romanzi, figli amati e partoriti con la felicità del genio e la passione della parola, sarebbero rimasti seppelliti nel silenzio assordante di un buio misconoscente e ignorante”. Questo romanzo, allora, vuole essere un contributo al risveglio della memoria dello scrittore che ha saputo ascoltare le voci della sua città. E Margaux “aveva ascoltato anche lei le voci segrete, che parlano all’anima”. (D. C.)

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