libri: “la sventura”  viaggio attraverso i danni della sinistra al potere di Fabio Balocco e Romano Lupi
8 Aprile 2026
laFonteTV (4062 articles)
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libri: “la sventura” viaggio attraverso i danni della sinistra al potere di Fabio Balocco e Romano Lupi

Ho letto in anteprima un libro necessario, che mancava, e dal contenuto indigesto. Ci siamo interrogati molte volte con pochi amici sul come siamo arrivati a questo punto. La Sventura risponde a molti interrogativi. In un momento storico come questo, con al governo dell’Italia la peggiore destra dal dopoguerra, un libro sui danni provocati dalla sinistra può sembrare un controsenso.
Ma il saggio di Fabio Balocco – avvocato, difensore dei più deboli, ambientalista e blogger presso Il Fatto Quotidiano, autore di diversi libri dedicati all’ecologia e all’emarginazione sociale – e di Romano Lupi – filosofo, storico e giornalista sanremese -, La Sventura, sottotitolo: Viaggio attraverso i danni della sinistra al potere, descrive il punto di vista di chi crede fermamente che la sinistra dovrebbe essere ben altro rispetto a quello che è da tempo diventata: un’ accozzaglia neoliberista.
Il saggio, attraverso macrocapitoli su politica, economia, ambiente e amministrazione delle grandi città, ripercorre la storia di questo inesorabile declino.
Citando anche il sociologo, purtroppo scomparso, Domenico De Masi, gli autori, nel capitolo dedicato alle privatizzazioni, scrivono: “Sembrerebbe quasi che questi governanti siano stati scaltramente usati dai poteri neoliberisti come comoda scorciatoia per introdurre, tramite uomini di sinistra, le riforme care alla destra. Escludendo tassativamente dalle possibili spiegazioni quella di dolosi tornaconti personali, restano un paio di motivi per cui questi premier trovano la forza sufficiente per privatizzare il settore pubblico ma non quella necessaria per bonificarlo e lasciarlo nelle mani dello Stato. Una prima ipotesi è che le aziende pubbliche fossero così decotte da essere irrecuperabili; ma allora non si capisce perché mai i privati se le sono comprate. Una seconda ipotesi è che questi governanti, disorientati da una cultura composita, fatta di spezzoni di marxisti, cattolici, proudhoniani, keynesiani, schumpeteriani, non avessero né la solidità teorica, né la tensione ideologica, né il coraggio decisionale per imprimere un’ accelerazione socialdemocratica alla macchina statale, costringendola a rigenerare la sua efficienza, e mendare i suoi difetti e punire i suoi corrotti. La terza ipotesi è che, in assenza di un compiuto modello neo-socialista o neo-marxista di società, essi vedevano nel sistema americano e inglese, compiutamente neoliberista, l’unico archetipo cui conformare la modernizzazione dell’Italia. Fossero stati realmente socialisti o almeno socialdemocratici, quei governanti avrebbero considerato la presenza massiccia dello Stato nell’economia non come una mostruosità da estirpare ma come un fortunato strumento di politica industriale da perfezionare fino a fare del nostro Paese, orgogliosamente, la prima socialdemocrazia del Mediterraneo”.
Oggi la presenza dello Stato nelle imprese riguarda sostanzialmente solo quel pozzo senza fondo nel quale si gettano miliardi destinati agli armamenti per far fronte a un nemico immaginario sul modello del 1914, oppure in quello delle grandi opere come il Ponte Salvini già Berlusconi oppure la Tav di Fassino, Chiamparino & Company. Pozzi senza fondo condivisi dalla destra a braccetto con la sinistra. Quest’ultima conservando a sinistra solo la collocazione degli scranni nelle aule parlamentari. Questo è solo uno degli argomenti trattati.
I danni generati da una “sinistra” così variopinta sono evidenti. E lo sono ancora di più nei piccoli centri, nei quali le risorse sono scarse se non inesistenti. Nei piccoli e medi comuni, soprattutto al Sud, dove tutto è più in bianco o nero, più contrastato, la prevaricazione degli interessi privati sui beni comuni è ancor più esasperata ed evidente, (ma anche il Nord sta bene coi suoi archistar milanesi, tanto per dirne una), e i suoi effetti sono ancor più pesanti, letali per la povera gente, per le persone senza santi in Paradiso. Pensiamo solo al lavoro o alla sanità, oppure alla collocazione dell’eolico o alle procedure e alle destinazioni di spesa dei fondi europei, dove sinistra o destra hanno messo in atto le stesse miserabili politiche, per rendercene conto. Davvero la sinistra ha voltato le spalle al Quarto Stato, così come efficacemente è sintetizzato dall’illustrazione di copertina.
Un libro amaro, ma non un buon digestivo, che vale la pena leggere. Chi vorrà potrà suggerirne l’acquisto alla biblioteca locale.
Il volume è ordinabile direttamente a un editore anomalo: www.multimage.org al costo di 15 euro, comprese spese di spedizione. Buona lettura e pazienza per il fegato.☺

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