L’impatto ambientale dei conflitti
4 Giugno 2025
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L’impatto ambientale dei conflitti

“È prevedibile che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse, si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili rivendicazioni” (papa Francesco, L.S., 57).
Ambiente e guerra
Come noto ogni guerra causa gravi danni all’uomo ed all’ambiente i cui effetti – economici, ambientali, sociali, sanitari – si avranno a medio e lungo termine. In passato scarsa era la consapevolezza degli effetti devastanti delle guerre sull’ambiente, sull’uomo e sulla biodiversità. I conflitti si svolgevano, per lo più, su limitate zone ed in condizioni di ridotta mobilità di mezzi e persone. Oggi si ha contezza che la guerra sia l’attività umana più distruttiva sia per la potenza delle armi (convenzionali e non), sia per l’elevato numero disponibile, sia per le vittime, anche civili, che essa determina, sia per l’estensione delle zone di guerra e per la distruzione mirata di obiettivi specifici, nonché dei danni collaterali che determina.
Il danno derivante all’ambiente dalle guerre non è circoscritto solamente al presente. Non si esaurisce con il termine del conflitto, ma danneggia il pianeta, protraendosi per secoli. Nelle zone di guerra spesso non risulta possibile alcuna coltivazione, anche quando il conflitto è terminato. Si potrebbe obiettare che la perdita di una vita umana sia più importante della mancata crescita di un albero, ma le due cose sono strettamente connesse.
Le guerre, inoltre, portano all’ emigrazione delle popolazioni con conseguente impoverimento sociale e danno economico. Inoltre, la ricostruzione post-bellica comporta un alto consumo di risorse naturali ed energia, aumentando ulteriormente l’impatto ambientale. 
Conseguenze
Gli effetti delle attività belliche – uso di bombe, proiettili, mine e non solo – sull’ ambiente sono devastanti, in quanto alterano gli equilibri dell’ecosistema. Inoltre, tali attività richiedono enorme consumo di risorse energetiche e da fonti fossili. I mezzi militari – carri armati e caccia F 35 – immettono nell’atmosfera un considerevole quantitativo di CO2, con aumento del riscaldamento globale. Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, per riportare qualche dato, sono state immesse nell’aria 230 milioni di C02, pari a quelle di 120 milioni di auto in un anno (Initiative on GHG Accounting of War). Per non parlare della deforestazione di ampie zone, per consentire ed agevolare le operazioni militari e delle migliaia di ettari di foreste bruciate, nonché degli effetti delle operazioni navali e delle esplosioni sottomarine che danneggiano le specie marine delle zone colpite.
Anche le esercitazioni militari producono danni all’ambiente, aggravando la crisi climatica. “Secondo stime effettuate, le operazioni militari nel mondo sono responsabili del 5,5% delle emissioni di gas serra globali” (Studio Scientists for Global Responsibility e Osservatorio Conflitti e Ambiente – CEOBS).
Le emissioni di gas serra, derivanti da operazioni militari, non sono conteggiate nei trattati internazionali sul clima, volutamente trascurate, con conseguente sottostima del danno ambientale, peraltro, alcuna sanzione, o altro tipo di conseguenza economica, è prevista.
Smilitarizzazione
Appare, dunque, urgente una riduzione delle spese militari. È necessario investire sulla costruzione di un mondo più equo, più vivibile, che offra reali pari opportunità di vita a tutti, rendendo disponibili maggiori risorse per la sanità, l’istruzione, la giustizia climatica, educare le popolazioni sulle conseguenze ambientali ed umanitarie che le azioni di militari determinano – anche in tempo di pace. La distruzione ambientale causata dalle guerre rende palese che la pace è, anche, una necessità ecologica, oltre che politica ed umanitaria, nella considerazione che le guerre sono tutte evitabili.
Senza un’inversione di rotta, il futuro delle prossime generazioni sarà segnato non solo dalla minaccia delle guerre, ma anche dall’eredità tossica che queste lasciano sul pianeta. “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo? …ci riferiamo ai suoi valori. Occorre rendersi conto che quello che c’è in gioco è la dignità di noi stessi” (papa Francesco L.S., 160).☺

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