Lo sguardo barocco
26 Dicembre 2020
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Lo sguardo barocco

“Lo sguardo barocco è sontuoso, sensuale fino ad arrendersi alla decadenza. È voluttuoso e violento, magico e insieme scientifico, è fortemente visivo e morbosamente incatenato al tempo e alla sua circolarità”. Così Michele Rak nelle dieci lezioni su immagini, teatro e poesia nel saggio L’Occhio Barocco (Duepunti edizioni).

Da anni egli studia il movimento Barocco, che nella Capitale partenopea del Sud, trovò il suo crocevia, captando, configurando, e mettendo in circolo tutte le icone essenziali: clima e acqua, fuochi d’artificio e cuccagne, tornei, teatro vivente e meccanico, la pittura di paesaggio e le nature morte, le biblioteche e le accademie, i miti riscoperti dagli umanisti e dagli archeologi.

Rak, storico della cultura e specialista dei linguaggi iconici, lavora a Siena presso l’Osservatorio Eu- ropeo sulla letteratura, ma è vissuto per lungo tempo a Napoli. La sua ricerca diventa uno strumento per comprendere meglio il mondo barocco e i suoi modi dominanti, la corporeità.

Estetica Barocca

Il Seicento è il secolo della crisi, un periodo che vive lo spaesamento generato dalle inquietudini religiose, dalle nuove scoperte scientifiche e geografiche. L’Estetica barocca rifugge l’equilibrio e l’armonia unitaria, prediligendo la forma fluida e irregolare, permeata dai motivi dell’instabile e del mutevole, dell’illusione, dell’apparenza, della metamorfosi, del moto continuo.

Il nuovo spazio è dinamico. Niente più è fermo e stabile. Tutto si muove, i personaggi sono colti nel momento culminante dell’azione, prediligendo l’attimo fuggente. Il corpo è il luogo dove essa si esplica maggiormente: contorsioni estreme, deformazioni e tensioni, instabilità e movimento di forme che sembrano nascere dall’ombra, plasmate e modellate dalla luce. È l’arte della seduzione dei sensi, delle manifestazioni più conturbanti, le metamorfosi, il martirio e l’estasi.

Il sacro sensuale

La sensualità si spinge fino a esprimersi nell’esperienza del sacro. I corpi dei martiri sono esibiti nella loro umanità ferita e straziata mentre sono sottoposti ad atroci supplizi, quelli dei santi sono attraversati dall’emozione dell’estasi. Il pathos, la sensualità, la voluttuosità della carne si innestano insieme. I corpi lacerati o in rapimento mistico si fondono in un conturbante, sensuale amplesso reso plastico dalla bellezza impressa nel marmo o nella pittura.

Il corpo barocco si spande nella realtà fin là dove i sensi si tendono nel deliquio spasmodico del piacere che attraversa l’anima, diventando vettore di un nuovo messaggio religioso. La Controriforma non mortifica i turbamenti della carne, ma trova il modo di esprimere potere e controllo, anche iconografico, del pensiero, facendo del corpo uno strumento a disposizione dei fedeli per unirsi a Dio e a lui sottomettersi e nello stesso tempo soggiacere all’autorità ecclesiastica.☺

 

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