Nel mese di giugno ricorre un importante anniversario che coinvolge, in particolare, le chiese cristiane di tutto il mondo: 100 anni fa nasceva a Edimburgo il movimento ecumenico! In questa capitale scozzese si tenne dal 14 al 23 giugno 1910 la “Conferenza missionaria mondiale”. Vi partecipavano esclusivamente rappresentanti di società missionarie anglicane e protestanti, mentre erano assenti cattolici ed ortodossi. Dei 1200 delegati solo 17 erano extraeuropei, un dato che indicava come la missione avesse ancora come cornice il colonialismo e la predicazione cristiana si sovrapponesse all’afferma- zione della cultura occidentale.
Tale Conferenza è da molti considerata il luogo di nascita del movimento ecumenico contemporaneo perché fu infatti in quell’occasione che venne costituita per la prima volta una commissione permanente per la promozione dell’unità dei cristiani.
Riportiamo alcune osservazioni tratte dal notiziario evangelico NEV: Nonostante molti limiti, la Conferenza ebbe dei chiari punti di forza che ne determinarono l’influenza negli anni a venire.
In primo luogo, l’autorevolezza della sede e dei protagonisti. Edimburgo fu scelta per omaggiare la Scozia, un paese relativamente piccolo che aveva però dato al movimento missionario numerose figure di primo piano; per citarne solo una, l’esploratore David Livingstone. A presiedere la Conferenza fu poi Sir Arthur James Balfour, ministro del governo britannico; mentre ne fu segretario il metodista americano John R. Mott, che ben rappresentò l’apporto dei laici alla Conferenza.
In secondo luogo, la Conferenza fu influenzata dalle prime generazioni formatesi nelle associazioni giovanili come la Young Men Christian Association (YMCA), nate con il preciso intento di superare gli steccati confessionali che dividevano i cristiani.
Infine, la Conferenza fu influenzata dall'entusiasmo di chi credeva possibile evangelizzare tutti i popoli della terra entro una generazione, mostrandosi così disposto a superare tutti gli ostacoli che rendevamo meno efficace la predicazione cristiana.
Fu proprio a questo ultimo livello che emerse la questione dell’unità: l’esperienza della maggioranza dei partecipanti mostrava in modo evidente che le divisioni tra le chiese, retaggio della storia europea, risultavano incomprensibili ai popoli asiatici e africani e nuocevano alla credibilità della predicazione evangelica.
Il primo slancio ecumenico nacque dunque in vista di una predicazione cristiana coerente e convincente. Fu così che la Conferenza decise di istituire un Comitato permanente che potesse continuare la riflessione e promuovere l'unità delle diverse chiese.
Perché ricordare quella data? Perché parlare, oggi, di ecumenismo? Forse potrà sembrare un discorso troppo interno alle politiche delle chiese cristiane e potrà apparire un tema lontano dai drammi e dalle tragedie umane del nostro secolo. Forse sarà giusta questa osservazione, ma personalmente ritengo che ricordare il cammino ecumenico compiuto da Edimburgo al 2010 vuol dire due cose molto importanti.
Innanzi tutto che il dramma del nostro mondo non può essere superato se non vi è giustizia tra i popoli e tra i governanti, ma la giustizia è principalmente la vocazione proprio dei cristiani; si tratta di una loro peculiarità da portare nelle vicende del mondo quale contributo perché la pace sia costruita nella giustizia, come dice il Salmo 85: la giustizia e la pace si sono baciate!
In secondo luogo il cammino ecumenico non è mai stato, e mai lo dovrà essere, una faccenda di “politica ecclesiastica”, ma deve costantemente proporsi obiettivi alti come l’unità dell’umanità e il dialogo con tutte le culture religiose perché sia possibile raggiungere mete di vera solidarietà e vincere ogni male che oggi affligge l’umanità.
Così in questo mese di giugno i rappresentanti delle chiese, in un documento congiunto, invitano ogni chiesa e comunità ad un tempo di preghiera proprio per fare memoria di un cammino fatto e ritrovare il dono dello Spirito Santo per il cammino futuro.☺
g.anziani@libero.it
Nel mese di giugno ricorre un importante anniversario che coinvolge, in particolare, le chiese cristiane di tutto il mondo: 100 anni fa nasceva a Edimburgo il movimento ecumenico! In questa capitale scozzese si tenne dal 14 al 23 giugno 1910 la “Conferenza missionaria mondiale”. Vi partecipavano esclusivamente rappresentanti di società missionarie anglicane e protestanti, mentre erano assenti cattolici ed ortodossi. Dei 1200 delegati solo 17 erano extraeuropei, un dato che indicava come la missione avesse ancora come cornice il colonialismo e la predicazione cristiana si sovrapponesse all’afferma- zione della cultura occidentale.
Tale Conferenza è da molti considerata il luogo di nascita del movimento ecumenico contemporaneo perché fu infatti in quell’occasione che venne costituita per la prima volta una commissione permanente per la promozione dell’unità dei cristiani.
Riportiamo alcune osservazioni tratte dal notiziario evangelico NEV: Nonostante molti limiti, la Conferenza ebbe dei chiari punti di forza che ne determinarono l’influenza negli anni a venire.
In primo luogo, l’autorevolezza della sede e dei protagonisti. Edimburgo fu scelta per omaggiare la Scozia, un paese relativamente piccolo che aveva però dato al movimento missionario numerose figure di primo piano; per citarne solo una, l’esploratore David Livingstone. A presiedere la Conferenza fu poi Sir Arthur James Balfour, ministro del governo britannico; mentre ne fu segretario il metodista americano John R. Mott, che ben rappresentò l’apporto dei laici alla Conferenza.
In secondo luogo, la Conferenza fu influenzata dalle prime generazioni formatesi nelle associazioni giovanili come la Young Men Christian Association (YMCA), nate con il preciso intento di superare gli steccati confessionali che dividevano i cristiani.
Infine, la Conferenza fu influenzata dall'entusiasmo di chi credeva possibile evangelizzare tutti i popoli della terra entro una generazione, mostrandosi così disposto a superare tutti gli ostacoli che rendevamo meno efficace la predicazione cristiana.
Fu proprio a questo ultimo livello che emerse la questione dell’unità: l’esperienza della maggioranza dei partecipanti mostrava in modo evidente che le divisioni tra le chiese, retaggio della storia europea, risultavano incomprensibili ai popoli asiatici e africani e nuocevano alla credibilità della predicazione evangelica.
Il primo slancio ecumenico nacque dunque in vista di una predicazione cristiana coerente e convincente. Fu così che la Conferenza decise di istituire un Comitato permanente che potesse continuare la riflessione e promuovere l'unità delle diverse chiese.
Perché ricordare quella data? Perché parlare, oggi, di ecumenismo? Forse potrà sembrare un discorso troppo interno alle politiche delle chiese cristiane e potrà apparire un tema lontano dai drammi e dalle tragedie umane del nostro secolo. Forse sarà giusta questa osservazione, ma personalmente ritengo che ricordare il cammino ecumenico compiuto da Edimburgo al 2010 vuol dire due cose molto importanti.
Innanzi tutto che il dramma del nostro mondo non può essere superato se non vi è giustizia tra i popoli e tra i governanti, ma la giustizia è principalmente la vocazione proprio dei cristiani; si tratta di una loro peculiarità da portare nelle vicende del mondo quale contributo perché la pace sia costruita nella giustizia, come dice il Salmo 85: la giustizia e la pace si sono baciate!
In secondo luogo il cammino ecumenico non è mai stato, e mai lo dovrà essere, una faccenda di “politica ecclesiastica”, ma deve costantemente proporsi obiettivi alti come l’unità dell’umanità e il dialogo con tutte le culture religiose perché sia possibile raggiungere mete di vera solidarietà e vincere ogni male che oggi affligge l’umanità.
Così in questo mese di giugno i rappresentanti delle chiese, in un documento congiunto, invitano ogni chiesa e comunità ad un tempo di preghiera proprio per fare memoria di un cammino fatto e ritrovare il dono dello Spirito Santo per il cammino futuro.☺
Nel mese di giugno ricorre un importante anniversario che coinvolge, in particolare, le chiese cristiane di tutto il mondo: 100 anni fa nasceva a Edimburgo il movimento ecumenico! In questa capitale scozzese si tenne dal 14 al 23 giugno 1910 la “Conferenza missionaria mondiale”. Vi partecipavano esclusivamente rappresentanti di società missionarie anglicane e protestanti, mentre erano assenti cattolici ed ortodossi. Dei 1200 delegati solo 17 erano extraeuropei, un dato che indicava come la missione avesse ancora come cornice il colonialismo e la predicazione cristiana si sovrapponesse all’afferma- zione della cultura occidentale.
Tale Conferenza è da molti considerata il luogo di nascita del movimento ecumenico contemporaneo perché fu infatti in quell’occasione che venne costituita per la prima volta una commissione permanente per la promozione dell’unità dei cristiani.
Riportiamo alcune osservazioni tratte dal notiziario evangelico NEV: Nonostante molti limiti, la Conferenza ebbe dei chiari punti di forza che ne determinarono l’influenza negli anni a venire.
In primo luogo, l’autorevolezza della sede e dei protagonisti. Edimburgo fu scelta per omaggiare la Scozia, un paese relativamente piccolo che aveva però dato al movimento missionario numerose figure di primo piano; per citarne solo una, l’esploratore David Livingstone. A presiedere la Conferenza fu poi Sir Arthur James Balfour, ministro del governo britannico; mentre ne fu segretario il metodista americano John R. Mott, che ben rappresentò l’apporto dei laici alla Conferenza.
In secondo luogo, la Conferenza fu influenzata dalle prime generazioni formatesi nelle associazioni giovanili come la Young Men Christian Association (YMCA), nate con il preciso intento di superare gli steccati confessionali che dividevano i cristiani.
Infine, la Conferenza fu influenzata dall'entusiasmo di chi credeva possibile evangelizzare tutti i popoli della terra entro una generazione, mostrandosi così disposto a superare tutti gli ostacoli che rendevamo meno efficace la predicazione cristiana.
Fu proprio a questo ultimo livello che emerse la questione dell’unità: l’esperienza della maggioranza dei partecipanti mostrava in modo evidente che le divisioni tra le chiese, retaggio della storia europea, risultavano incomprensibili ai popoli asiatici e africani e nuocevano alla credibilità della predicazione evangelica.
Il primo slancio ecumenico nacque dunque in vista di una predicazione cristiana coerente e convincente. Fu così che la Conferenza decise di istituire un Comitato permanente che potesse continuare la riflessione e promuovere l'unità delle diverse chiese.
Perché ricordare quella data? Perché parlare, oggi, di ecumenismo? Forse potrà sembrare un discorso troppo interno alle politiche delle chiese cristiane e potrà apparire un tema lontano dai drammi e dalle tragedie umane del nostro secolo. Forse sarà giusta questa osservazione, ma personalmente ritengo che ricordare il cammino ecumenico compiuto da Edimburgo al 2010 vuol dire due cose molto importanti.
Innanzi tutto che il dramma del nostro mondo non può essere superato se non vi è giustizia tra i popoli e tra i governanti, ma la giustizia è principalmente la vocazione proprio dei cristiani; si tratta di una loro peculiarità da portare nelle vicende del mondo quale contributo perché la pace sia costruita nella giustizia, come dice il Salmo 85: la giustizia e la pace si sono baciate!
In secondo luogo il cammino ecumenico non è mai stato, e mai lo dovrà essere, una faccenda di “politica ecclesiastica”, ma deve costantemente proporsi obiettivi alti come l’unità dell’umanità e il dialogo con tutte le culture religiose perché sia possibile raggiungere mete di vera solidarietà e vincere ogni male che oggi affligge l’umanità.
Così in questo mese di giugno i rappresentanti delle chiese, in un documento congiunto, invitano ogni chiesa e comunità ad un tempo di preghiera proprio per fare memoria di un cammino fatto e ritrovare il dono dello Spirito Santo per il cammino futuro.☺
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