ndociata di agnone  di Lina D’Incecco
1 Dicembre 2011 Share

ndociata di agnone di Lina D’Incecco

 

Sagome scure di pastori.

Dietro una parete di fuoco.

Sfilano la notte di dicembre

nelle strade di Agnone.

Antichi cavalieri con cappe nere

e cappello a falda larga,

portano sulle spalle

ventagli enormi di fuoco:

le “ndocce”, stele di abete,

sulla cima brucia la ginestra.

I portatori procedono solenni

a passo cadenzato,

aspetto ieratico.

Il mondo ancestrale

esalta il suo dio.

Bruciano le fiaccole

piovono scintille.

Magico scenario

dove ognuno diventa

simulacro e mistero.

Rito sacro del fuoco,

forza, energia della natura.

Poi le “ndocce”, in piazza

diventano un falò,

con una tempesta di fiamme

e crepitio di faville.

L’alba trova sul selciato

un mucchio di cenere.

Il braciere spento,

i malefici bruciati,

lo spirito purificato,

l’uomo ha rubato al fuoco

la forza della vita.

                                 Lina D’Incecco

 

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