olimpia 776 a.c.
7 Maggio 2017
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olimpia 776 a.c.

Olimpia 776 a. C. – Programma di gara delle Olimpiadi: Stadion (gara di corsa su rettilineo di 192,28 metri – Dialos (gara di corsa circa 370 metri) – Dolichos (corsa di resistenza all’incirca di 4800 metri) – Lotta liberaPentatlhon (salto in lungo – Lancio del giavellotto, lancio del disco, corsa, lotta) – PugilatoGare equestri ( Corsa dei carri e dei cavalli) – PancrazioHoplitodromos (corsa con le armi) –Salto con l’asta.

Tutto il mondo si fermava, nemici acerrimi si ritrovavano per le gare dimenticando ogni diatriba e si affrontavano nello Stadion di Olimpia. Gli atleti e la vittoria olimpica divennero talmente importanti che durante i festival olimpici tutte le guerre cessavano per permettere agli atleti, da ogni città o Stato di giungere nei luoghi deputati alle competizioni, senza subire danni o problemi di tipo logistico. Molti viaggiavano con sacrificio e privazioni per intere settimane pur di partecipare o per essere semplici spettatori dei giochi olimpici.

Le città più importanti si disputavano la presenza dei vari atleti, che diventavano famosi e venivano resi immortali dai poeti, e onorati quasi come dèi dal popolo, venivano contesi fra le città con offerte di danaro e onori. Le Olimpiadi scomparvero nel 393 d.C.: l’imperatore Teodosio, assieme ad Ambrogio vescovo di Milano, le interruppe usando come motivazione un sisma che aveva semidistrutto Olimpia. Si pose così fine ad una storia durata oltre mille anni.

Soltanto dopo 2400 anni, per merito di Pierre de Coubertin, fondatore dei giochi olimpici moderni, si ricomincerà a parlare di Olimpiadi. Nel 1896 ad Atene si svolsero i primi giochi Olimpici dell’era moderna, giochi che sono continuati senza interruzione a parte durante le due guerre Mondiali.

Tutti gli sportivi hanno un unico sogno, partecipare alle Olimpiadi, che siano atleti, tecnici, giudici di gara o arbitri, essere alle Olimpiadi rappresenta il coronamento di un sogno, un sogno che per molti diventa il culmine della propria carriera.

Sono molte le leggende narrate intorno alle Olimpiadi, storie, di atleti, talmente irreali da sembrare leggende eppure reali; basta ricordare il primo vincitore della Maratona Olimpica. Fu un greco, un pastore greco che attraversò mezza Grecia, a piedi, per poter partecipare alla gara, Spiridon Louis osannato dalla folla composta di oltre centomila persone che lo attendevano al traguardo, dove giunse dopo 2 ore e 59 minuti. Spiridon Louis divenne, dopo il successo della maratona, un eroe nazionale; presente all’edizione dei Giochi olimpici di Berlino 1936 come membro della delegazione greca, partecipò alla cerimonia di apertura, vestito con il costume nazionale, consegnò ad Adolf Hitler un ramo d’ulivo proveniente da Olimpia.

Passano 108 anni prima che un italiano possa vivere quella emozione unica che consiste nel vincere la maratona Olimpica. La Gara per eccellenza delle moderne Olimpiadi. È il 29 agosto del 2004. Stadio Panathinaikon di Atene, nella terra culla dell’Olimpiade, lo stadio sede del mito a cinque cerchi. Laggiù, a qualche centinaio di metri dal traguardo della maratona, è un atleta italiano che, col volto segnato dalla fatica ma col passo spedito di chi sa che fra poco vivrà il momento atteso da una vita, si avvicina per mettersi al collo l’oro più bello. A 33 anni Stefano Baldini da Castelnovo di sotto, vicino Reggio Emilia, diventa il re di Maratona. Lascia sfogare i campioni africani, Stefano, poi dal 32esimo chilometro parte la rimonta. Sul traguardo precede l’americano Keflezighi e il brasiliano Lima, che mentre è in testa viene aggredito e rallentato da un folle in kilt, Cornelius Horan, un ex prete irlandese, ma a quel punto Baldini era già alle sue spalle, lanciato verso la medaglia che lo consacra re delle Olimpiadi ateniesi e lo tramanda alla memoria come primo Italiano a vincere la Maratona alle Olimpiadi.

Le Olimpiadi Brasiliane sono appena terminate, ma dal 7 al 17 settembre, sempre in Brasile, si svolgeranno le Paraolimpiadi, e chi avrà la possibilità di assistervi, certamente non dimenticherà. Lo sport non ha confini o limitazioni. È semplicemente la perenne gara fra l’uomo e i propri limiti.☺

 

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