Primaria è la pace
Quando ero alle elementari mio fratello frequentava il liceo Classico, che non amava. A Larino non c’era lo Scientifico, così la scienza e la tecnologia arrivavano con una rivista americana, Popular Nucleonica, pubblicata in italiano negli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso. Era in realtà uno strumento di becera propaganda dell’energia nucleare e dei suoi infiniti benefici. Razzi indossabili come uno zaino, auto volanti e, sopratutto, il raggio della morte – non quello presunto di Marconi ma quello statunitense – erano descritti in ogni dettaglio. Bastava attendere ancora un po’ e tutto si sarebbe avverato. Ho atteso invano il duemila. È poi trascorso un ulteriore quarto di secolo. Al posto delle auto volanti abbiamo i magnifici droni, i missili a vagonate non si indossano ma colpiscono chirurgicamente, le scorie nucleari in bidoni fatiscenti sono sempre qui abbandonate a Trino e a Caorso.
Il ricordo di quell’antico mensile mi ha risvegliato un sogno ricorrente, un desiderio incontenibile ed emozionante. Mi piacerebbe da matti che almeno il raggio della morte fosse per me, e solo per me, disponibile.
Sì, lo confesso, avrei davvero tanta voglia di far fuori mezzo mondo, con un gesto semplice e silenzioso. Sì, vorrei trapassare con un foro sottilissimo il cranio e il poco cervello di… oppure, chissà, il raggio della morte, ancor meglio, potrebbe vaporizzare il target all’istante senza lasciare alcuna traccia inquinante. Che meraviglia! Temo, però, di dovermi rassegnare. Neppure l’intelligenza artificiale sarà in grado di soddisfare il mio sogno più grande, ed è un vero peccato, perché saprei molto bene cosa farne.
Non sono solo ad essere irrefrenabilmente attratto in modo spasmodico dal raggio e da qualunque cosa possa causare annientamento, distruzione e morte, meglio se dolorosa, dei tanti insospettabili nemici, donne e bambini compresi. Sarà che, come dice il Generale, molti nemici molto onore, sarà che da tempo un vero bel conflitto mondiale non si palesa all’orizzonte, sarà che a tirarci fuori dai guai del clima stravolto (abbiamo già dimenticata l’estate?), della precarietà perenne, dell’impoverimento dei sempre più poveri non vediamo alcuna soluzione, sta di fatto che a desiderare ardentemente e a finanziare il riarmo siamo finalmente la maggioranza consapevole, ragionevole, moderata, vittoriosa e volenterosa.
Sì, i Volenterosi. Su ventisette Paesi dell’Unione ben nove sono volenterosi, i pochi riottosi rimanenti sono Svogliati. Potrebbero ma non s’ impegnano, come gli studenti da insufficienza. Questa Europa così unitariamente malridotta e agli ordini degli interessi della peggiore finanza, riesce però a fare moltiplicare la percentuale di spesa per il riarmo. Il belgoverno del Belpaese si unisce coralmente, e senza dubbio alcuno, allo sforzo bellico. L’opposizione si divide e si colloca su posizioni diametralmente opposte su armamenti e Ucraina. Sarà impossibile trovare una soluzione unitaria se non come compromesso previsto e auspicato da Elly Schlein. Cosa intenda per compromesso è un mistero, forse occorrerà chiedere a Renzi. Volere la pace è giudicato un fallimento. La normalità della guerra si contrappone alla pace vista come vigliaccheria. Ognuno per sé, si corre tutti nella stessa direzione. Qualcuno invoca l’Esercito Europeo. In Europa ci sono almeno cinque sistemi di prese elettriche incompatibili. Dal 1971 si riunisce un comitato elettrotecnico che studia la possibilità di unificazione e adattabilità. Sinora si è ottenuta la possibilità d’inserire le spine italiane nelle prese tedesche, non il contrario. Il comitato continua a riunirsi ogni anno per analizzare gli strabilianti progressi. Speriamo che funzioni allo stesso modo per i carri armati, i siluri, i droni e la varia mercanzia mortuaria in costruzione.
Lo sbalorditivo modernismo delle primarie riempie i dibattiti televisivi e le pagine dei quotidiani. Il modello pervasivo berlusconiano dell’Uomo solo al comando (nonostante la dipartita troveremo ancora sulla scheda elettorale il B. presidente) ha invaso i cervelli degli auto-candidati secondo i quali gli elettori dovranno scegliere l’uomo o la donna – meglio se bionda seppur finta – che più corrisponde a come vorrebbero essere. Nessun programma di alcun genere, nessuna ipotesi di soluzione su un argomento così totale come la guerra o la pace. Nessuno che proponga di recarsi – tutti i capi di Governo, tutti i Presidenti dell’Europa – davanti al Cremlino e chiedere a Putin di riunirsi in conclave sino a giungere a una soluzione di pace negoziata. Il consigliere ucraino di Crosetto suggerisce di affidare all’ intelligenza artificiale, ai droni e ai robot il calcolo della convenienza percentuale della guerra, non importa con chi, non importa se le vittime saranno per la stragrande maggioranza civili. Un fiume di miliardi si sta investendo in questa splendida impresa, ma, accidenti a loro, del tanto da me agognato raggio della morte neppure l’ombra.☺
