Reperire notizie vere
8 Gennaio 2025
laFonteTV (4253 articles)
Share

Reperire notizie vere

Di recente il CENSIS ha pubblicato i risultati annuali circa i comportamenti socioeconomici degli italiani. Come sempre i dati rilevati oggettivamente e su una popolazione rappresentativa sono lo specchio del fenomeno osservato e quindi anche in questo caso poca meraviglia rispetto al risultato elaborato. Ma la domanda sorge spontanea, come era solito dire un noto conduttore giornalista: quanto credono gli italiani ai sondaggi, e quanto danno importanza alle risultanze statistiche?
Anche in questo caso devo far riferimento a quanto viene osservato ed elaborato: il frutto di quanto emerge è che gli italiani amano appoggiarsi a canali preferenziali, con la conseguenza che i dati assumono più o meno importanza in funzione non di chi li ha raccolti ed elaborati, ma di chi li propaganda attraverso mezzi giudicati più o meno affidabili. Ecco che un fenomeno può risultare più sensibile se comunicato da una fonte considerata autorevole, meno credibile se proveniente da una parte non considerata di fiducia.
Secondo uno studio statistico autorevole dell’Istituto Reuters, che quest’anno ha analizzato circa 75.000 persone in 38 Paesi diversi, Facebook, Instagram e YouTube sono i tre giganti della tecnologia più seguiti e di conseguenza più ascoltati. Il 55% dei lettori rimane ancorato alla notizia dei motori di ricerca e solo il 29% (dato in calo), del campione analizzato, accede direttamente al sito di origine per verificarne la coerenza con quanto letto. Gli italiani ritengono che l’ANSA, Skytg24 ed Il Sole 24 ore siano le fonti più attendibili.
La problematica della comunicazione e dei suoi effetti è ampia e, sempre per l’ indagine effettuata, la percepita affidabilità delle notizie reperita tramite i motori di ricerca dai lettori è in calo rispetto al passato: la percentuale rimane mediamente bassa (23%) anche se in Europa si oscilla tra i 24% della Francia ai 59% della Finlandia.
Muovendoci in una situazione di oggettiva difficoltà socioeconomica, risulta problematico il reperimento delle notizie, lo stabilire la loro veridicità, l‘ individuare le priorità da seguire, il demandare la gestione e la risoluzione dei problemi (CENSIS – 84,4% degli italiani sono convinti che i politici pensino solo a se stessi). Eppure dal rapporto CENSIS risulta chiaro che la preoccupazione maggiore per un futuro migliore passa dalla risoluzione del “Cam- biamento climatico e le sue conseguenze catastrofiche” (49,6% degli italiani), ma di questo si parla troppo poco e soprattutto non si percepisce una politica indirizzata a risolvere il problema alla fonte.
Nello stesso tempo la politica parla tutti i giorni di immigranti clandestini; tutti i giorni i tg ci parlano di sbarchi, di sentenze contro il trasporto fuori dall’Italia. Il progetto di accoglienza in Albania sembra esser divenuto una priorità nazionale ed i toni usati dal palco di Atreju dal Presidente del Consiglio lo confermano. Tutto questo porta gli italiani a percepire l’argomento come importante, infatti dal rapporto CENSIS 2024 risulta che il 26,1% pensa che gli immigrati clandestini residenti sul suolo italiano siano più di 10 milioni, in realtà sono circa 140.000 quelli ospitati in strutture e si calcola che altrettanti non siano stati identificati.
I bisogni degli italiani non sono soltanto il porsi il problema dell’accoglienza, che comunque dovrebbe essere sempre un atteggiamento spontaneo di solidarietà, semmai curare la loro salute complessiva, affrontando in modo olistico le insidie delle malattie, promuovendo la salute umana, animale e dell’ ambiente. Il sistema sanitario, l’ occupazione, la produzione dell’ energia, i diritti civili, i progetti per le risorse idriche, le iniziative per la protezione delle specie, i programmi di sensibilizzazione ed educazione, sono alcuni temi che dovrebbero essere prioritari per qualsiasi agenda.
La Politica ed il fare politica è un esercizio molto qualificato; dovrebbe essere un’attività volta a cogliere il consenso promuovendo l’interpretazione dei sentimenti e dei bisogni sociali; dovrebbe prendersi la responsabilità di immaginare il Paese proiettato nel futuro. I temi sono complessi, ma non si può alterare la percezione delle criticità con una comunicazione mirata. Quanti sanno che il ghiacciaio dell’Adamello, il più grande d’Italia, sta regredendo di circa 150 m. l’anno e che la sua estinzione è prevista per il 2080. L’anno 2024 potrebbe essere ricordato come l’anno dei record per l’Italia: il record degli occupati e del turismo estero, ma anche il record della denatalità, dell’astensionismo elettorale e dell’anno più caldo di sempre.
Da uno studio condotto, grazie alle immagini trasmesse dall’ente spaziale europeo, la commissione glaciologica SAT (Società Alpinisti Tridentini), ha reso pubblici le analisi condotte. La decisione è stata presa perché nell’ ultimo anno di osservazione sono stati persi 150 m. di ghiacciaio, rispetto ai 15 m. medi dei sei anni precedenti. Nell’ultimo anno di osservazione sono stati persi circa 40 ettari di ghiaccio: un incendio silenzioso in alta quota, come lo ha definito il presidente del SAT Cristan Ferrari, che non sarà soltanto una perdita per il turismo, ma sarà una grave estinzione di riserva idrica e un’alterazione dell’ecosistema alpino con rischi geologici e di biodiversità.
È vero che alcune notizie arrivano più che altre, ma è anche vero che i sondaggi ci fotografano come siamo. Non ci si deve fermare alla notizia letta, ma verificarne la fonte, confrontarla con altri siti e, là dove serve, servirsi di siti specializzati per la veridicità delle notizie. Probabilmente ciò non servirà a molto, se non contribuiremo alla divulgazione delle informazioni riguardanti i veri problemi, quelli importanti, quelli che riguardano la nostra vita ed il futuro dei nostri figli.☺

laFonteTV

laFonteTV