Restiamo umani
4 Giugno 2026
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Restiamo umani

Causa alluvione quest’anno la Via Crucis si è svolta in chiesa nella nostra parrocchia ed io non avrei dovuto nemmeno partecipare. Invece sono rimasta e mi è stata affidata una meditazione da leggere. Una testimonianza scritta da una madre, Egidia Beretta Arrigoni, madre di Vittorio Arrigoni, il pacifista assassinato in Palestina.
Vittorio era un giornalista e nel 2005 è stato imprigionato e torturato con “arte” come scrive sua madre perché era indesiderato in Israele. Per loro era un sovversivo. Fu rapito e ucciso il 14 Aprile 2011 da un gruppo terrorista che lo accusava di essere entrato a Gaza per diffondere la corruzione. È morto a soli 36 anni. Vittorio terminava sempre i suoi articoli in questo modo “Restiamo umani”. Sono state le stesse parole con le quali sua madre ha concluso la sua testimonianza, facendoci comprendere come Vittorio, oggi, sia vivo più che mai.
Bisogna morire per dare voce alla giustizia? Mi sono chiesta da madre. “Come si può, come si riesce a continuare a vivere con questo immane dolore?”. Eppure, leggo che ci sono migliaia di madri a cui è negato anche solo il diritto di piangere sulla tomba dei figli. Come le madri dei barconi alle quali la forza del mare glieli strappa dalle braccia per poi seppellirli nei suoi abissi. Sono quelle madri che scappano dalla guerra, dalla fame e lottano per dare ai propri figli sogni e un futuro migliore. Sono quei bambini per cui Vittorio è morto. Vittorio è morto per la pace.
Jalila Tamallah è una madre tunisina, ora attivista dell’associazione “Memoria Mediterranea” che si occupa di supportare le famiglie e le comunità nella ricerca e identificazione dei bambini e delle persone disperse o decedute nel Mar Mediterraneo. Anche i figli di Jalila sono dispersi. I suoi figli studiavano, giocavano a calcio e a loro non mancava nulla. Volevano conoscere l’ Italia e poter realizzare i loro sogni nel nostro Paese. Una notte sono partiti e non sono più ritornati. Ora Jalila si sente madre di tutti i ragazzi scomparsi e sostiene le altre madri che come lei hanno vissuto lo stesso dolore. Quante vite giacciono nel nostro mare… perché è così difficile restare umani?
La testimonianza della madre di Vittorio la porto sempre con me da quel Venerdì Santo. Per non dimenticare ma anche perché mi aiuti ad essere una madre migliore.
Io sono molto fortunata. Sono madre di due figlie e ho avuto ben due mamme che si sono prese cura di me. Mia madre, la mia roccia, il mio porto sicuro, e mia zia che mi ha amato come una figlia, viziandomi, coccolandomi ma anche educandomi alla vita con il suo esempio e la sua gioia di vivere. È grazie a lei se ho compreso che la fecondità non è solo di chi genera.
Maggio è un mese dedicato a Maria. Anche Lei ha visto suo Figlio morire sulla croce. Maria ha abbracciato il dolore di tutti e attraverso l’ Amore ha generato e genera vita. È sempre e solo l’amore, quello con la A maiuscola, non quello delle canzonette, come dice sempre una persona a me nota.
È l’amore che ci costa più di tutto mettere in “pratica” perché ci costringe ad uscire da noi stessi per entrare nel cuore dell’altro. E non è per niente semplice.
Solo amando così possiamo restare umani.☺

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