Sfogo
16 Novembre 2017
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Sfogo

Ma un muratore che unisce mattoni da una vita non può definirsi tale solo perché non ha studiato per diventarlo? O un meccanico che aggiusta auto fin da ragazzo e che è riuscito a trasformare un hobby nella propria professione voi come lo chiamate? Ve lo chiedo perché mi sembra che oggi sia il titolo formativo a dare un valore alla persona e non la formazione stessa. Non so se mi spiego. Del tipo che un medico laureato in medicina e con master vari può fare una puntura, mentre un volontario che ha imparato a farla e che con la sua dedizione e formazione ha salvato diverse persone voi come lo definite? Un ingenuo che gioca con le vite altrui? E se invece sarà quel medico con tanto di pergamene appese nel proprio ufficio ad ammazzare qualcuno “per sbaglio”? Cos’è, rientrerebbe nei “rischi del mestiere”?

La scuola insegna, sì. Allora come mai conosco medici, avvocati, ingegneri, attori, insomma laureati che neanche conoscono la differenza tra una “a” con l’“h” davanti ed una senza e nell’indecisione la risparmiano in ogni caso? La scuola insegna. Eppure non la pensa così un’ insegnante, Paola Mastrocola, che ne parla ne La passione ribelle, e non la penso così io che della formazione ho un concetto meno conformista, meno apparente, meno finto. Perché la formazione derivante dallo studio è una storia, quella associata a un sistema scolastico o formativo è un’altra. E la differenza è che solo la prima garantisce una vera formazione.

Senza parolacce ma con tanta seccatura, sarà questo che proverò a spiegare quando incontrerò gente moralista e altezzosa del cazzo o persone a cui papà ha pagato studi, casa, vacanze. Non intendo invece spiegargli il significato delle difficoltà, della solitudine, del freddo, del lavoro, del vivere in modo diffidente, del dover mettere da parte i sogni, di non poter andare a fare la spesa.

Non intendo condividere con loro le storie che ho ascoltato raccontate in prima persona, né quello che ho visto coi miei occhi né quello che ho vissuto sulla mia pelle, saranno simili situazioni che vedranno in tv e nella loro arroganza e deficienza neanche si sentiranno grati di quella vita triste e insignificante ma almeno sicura, e penseranno che “sono cose che si vedono solo in tv”.

Comunque, dopo questo sfogo contenuto, quasi sicuramente nei prossimi articoli parlerò solo di cibo. E questo perché, senza laurea nel campo, forse quasi mi piace provocare la gente di cui dicevo. Che poi alcuni nutrizionisti o medici arrivino a pesare anche oltre 100 kg, beh quella è una questione di “formazione” attestata! ☺

 

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