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Invece di ascoltare il “cazzaro verde” che ci aizza contro i disperati, potremmo proporre una scuola di arti e mestieri a San Giuliano e combattere lo spopolamento

La partita non è definitivamente compromessa e in Italia esisterebbero ancora le condizioni per una rinascita di una coalizione democratica e di sinistra, ma sarebbe necessario ben altro di ciò che oggi passa il convento dei partiti grandi e piccoli che vengono dalla tradizione della sinistra italiana. Il problema dei problemi dei nostri giorni? Il futuro della democrazia e della sinistra nell’epoca della globalizzazione

La narrazione dominante della competitività, dell’efficientismo e della colpa del debito sono il risultato della costituzionalizzazione delle politiche neoliberali. Quando il Fiscal Compact entrerà nel trattato europeo (a fine anno) il quadro sarà completato. Solo per 12 anni (1980 – 1992) ci sono state spese in eccesso. Nel 92 siamo entrati in austerità. A fronte di un risparmio di 750 miliardi ne abbiamo pagati 2200 di interessi, 1500 a debito

La rabbia dei diseredati porta al governo i ricchi, questo è il paradosso con cui fare i conti, prima che sia troppo tardi. Si parla molto di Gramsci nell’ottantesimo anniversario della sua morte e proprio dalle sue riflessioni ci può venire un prezioso aiuto: la sua intuizione della rivoluzione come processo sociale che nel suo farsi cambia la società; cultura, sapere e conoscenza come via maestra per l’emancipazione delle classi subalterne

MIGRANTI: ci indigniamo, giustamente, per qualche loro malefatta, ma mai per come noi li trattiamo abitualmente, per come li sfruttiamo, per come ci speculiamo costringendoli a una vita raminga. E ci si mette anche il parroco di Isola Capo Rizzuto a succhiare il sangue di disgraziati. Dall’inizio dell’anno oltre mille e cento, quelli accertati, sono andati ad abitare le profondità del Mediterraneo.

Nonostante il Premier Renzi cerchi di buttarla in “caciara”, trasformando il Referendum del 4 dicembre in uno scontro pugilistico tra i “rottamatori” e i “gufi”, siamo anche noi convinti che sia opportuno revisionare la Costituzione. Ciò che proprio non va è il metodo anti- democratico ed anti- costituzionale con cui si sta portando avanti la riforma voluta dalla finanza. Votiamo NO, per poi metterci al lavoro sulle revisioni opportune

La JP Morgan, la Trilaterale, le lobbies.. o l’Europa? Chi vuole davvero questa Revisione Costituzionale? Se è vero che la finanza gradirebbe governi più longevi e minori diritti democratici, la politica dovrebbe garantire quei diritti al popolo sovrano, invece di mettersi sull’attenti davanti alle richieste dei lobbisti. I diritti vanno però conquistati. E’ ora che li difendiamo con le unghie e con i denti: il 4 dicembre quel popolo sovrano si alzi in piedi a fare muro in difesa della nostra Carta: la più bella del mondo. Vi spieghiamo perché

Finanza e massoneria. Questi i poteri forti dietro la revisione costituzionale Renzi- Boschi. In un documento del 2013, la J.P. Morgan giudicava come troppo “socialiste” le costituzioni del Sud Europa. La banca auspicava riforme strutturali tali da indebolire le tutele del mercato del lavoro, rafforzare gli esecutivi ed espandere il predominio dei mercati sulla politica. “E’ perfettamente in linea con il programma della P2”, ci rivela Paolo Maddalena, Vice- Presidente emerito della Corte Costituzionale

La legge elettorale che disciplina le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale del Molise, di fatto incostituzionale come il porcellum, contiene un premio di maggioranza che consente l’elezione di cinque consiglieri non scelti dagli elettori ma dalle segreterie dei partiti. Grazie alla Riforma renziana, uno di questi potrebbe diventare Senatore, senza aver mai preso un singolo voto dei molisani. Se questa è democrazia rappresentativa!