Un annuncio di primavera
7 Febbraio 2026
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Un annuncio di primavera

La margherita è una pianta perenne conosciutissima che appartiene alla famiglia delle Composite o Asteracee. Questa è una famiglia ricca di specie spontanee e coltivate che spesso sono chiamate con lo stesso nome, avendo i fiori simili a quelli della margherita. Una eventuale confusione non è comunque pericolosa, essendo molte di queste di altre specie commestibili o, almeno, non tossiche. La vera margherita o pratolina è però la Bellis perennis, originaria dell’Europa ma diffusa un po’ in tutto il mondo.
Cresce indisturbata nei prati, nei pascoli e in altri luoghi molto frequentati grazie alla sua resistenza al calpestamento. Le peculiarità di questa specie e la capacità di tollerare il freddo le consentono inoltre di superare indenne i più intensi geli e rendono disponibili le foglie per tutto l’inverno, mentre i boccioli fiorali si aprono da gennaio in poi, appena c’è un raggio di sole.
Il nome scientifico della margherita (Bellis) sembra discendere dal latino bellus, con ovvio riferimento al carattere decorativo e attraente dei fiori. Secondo altri, però, potrebbe venire da bellum, “guerra”, perché le foglie si usavano per favorire la cicatrizzazione delle ferite dei soldati. Il nome inglese della margherita è daisy, che deriverebbe da day’s eye, cioè occhio del giorno: le margherite, infatti, si aprono di primo mattino e si chiudono la sera, restando chiuse di notte.
Le parti che si raccolgono sono le foglie e i fiori aperti o chiusi (boccioli). Le foglie quando sono ancora tenere, preferibilmente prima della fioritura. Sono disponibili tutto l’inverno, anzi tutto l’anno, ma d’ inverno sono più utili perché non si trovano altre verdure. I fiori, che in realtà sono delle infiorescenze a capolino, devono essere raccolti di giorno, quando sono ben aperti, mentre i boccioli quando sono ancora chiusi. Se in alcune zone le giovani foglie vengono mangiate in insalata insieme ad altre verdure primaverili, i boccioli possono essere preparati sott’aceto, e con le infiorescenze si possono realizzare dei risotti. In America Jean Kerr, lungi dal sapere che le margherite fossero commestibili, scrisse negli anni Cinquanta del secolo scorso il famoso libro Please don’t eat the daisies (“Per favore non mangiate le margherite”), dal quale fu tratto poi il famoso e omonimo film del 1960 con Doris Day.
Nelle foglie e nei fiori della margherita sono inoltre presenti alcuni composti chimici. Tra questi tannino, resina vegetale, oli essenziali e saponina, che possono alleviare molti disturbi come bronchite, ipertensione, gonfiore e dolore in caso di distorsioni. Favoriscono la guarigione delle ferite, come già detto, accelerano la maturazione di un foruncolo, attenuano le macchie cutanee. Questi rimedi e consigli non intendono tuttavia sostituire il parere medico.
Ma più che per gli usi in cucina e in medicina la margherita è nota per le sue presunte proprietà di far prevedere il futuro, e da questo probabilmente deriva il “m’ama, non m’ama” in cui si strappano a uno a uno i petali (fiori ligulati della corolla) per terminare con “m’ama” o con “non m’ama”, e scoprire così la propria sorte amorosa.
In Scozia si chiama bairwort, “erba dei bimbi”, in quanto questi ne fanno ghirlande per gioco, mentre in Germania è detta Marienblümchen, cioè “fiorellino di Maria”: secondo una leggenda, infatti, il sangue di Maria, puntasi mentre cuciva, diede colore ai bordi della corolla.
Molti pittori, dal Botticelli al Ghirlandaio a Gentile da Fabriano, l’hanno inserita nei loro dipinti e nei loro affreschi per alludere alla “primavera” della Redenzione.
Anche i poeti l’hanno apprezzata: tra questi Giovanni Pascoli, che vi dedicò un intero componimento dei Nuovi Poemetti, intitolato Bellis perennis. La strofa conclusiva, che recita “È il verno, e tutti i fiori arse la brina/ nei prati e tutte strinò l’erbe il gelo:/ ma te vedo fiorir, primaverina”, ci ricorda che un nome alternativo per questo fiore è primaverina, proprio perché annuncia la primavera.
La pratolina nel linguaggio dei fiori ha diversi significati, tra cui innocenza e semplicità, gioia infantile e giocosità, ma anche amore leale e purezza. È un fiore spesso regalato tra amici per mantenere un segreto e per augurare buona fortuna.☺

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