Un romantico fiore invernale
Una pianta perfetta per chi desidera balconi e giardini colorati durante i mesi invernali è l’erica, che offre uno spettacolo variopinto quando la maggior parte delle altre piante è in riposo vegetativo. Teme il caldo e, proprio per questo, alla vita in appartamento preferisce gli ambienti esterni, meglio ancora se poco soleggiati.
Il nome generico erica, assegnato da Linneo, deriva dal latino erīce, erīces, e la pianta, oltre che in Plinio il Vecchio, si trova già menzionata in Eschilo e Teocrito.
Appartenente alla famiglia delle Ericacee, che comprende oltre 800 specie sempreverdi, l’erica è di solito rappresentata da arbusti larghi e alti da 20 cm a 1,5 m, cespitosi e molto ramificati. Le foglie sono coriacee, aghiformi, molto piccole, di un verde intenso. I fiori, minuti ma numerosissimi, sono a volte tanto fitti da nascondere il fogliame. I semi sono anch’essi molto piccoli e in alcune specie possono rimanere al suolo e conservare la germinabilità per decenni.
Originaria dell’Africa, l’erica è spontanea in alcune zone del Mediterraneo (specie sugli Appennini e sulle Alpi). In Italia se ne contano almeno 8 specie spontanee. Le più comuni sono le seguenti:
– erica erbacea o erica invernale (Erica carnea), una specie molto popolare per la sua fioritura proprio nel periodo invernale, che ha una crescita bassa e compatta, e produce fiori che variano dal bianco al rosa e al viola;
– erica di Darley (Erica xdarleyensis), un ibrido resistente e facile da coltivare, che fiorisce dalla fine dell’autunno fino all’inizio della primavera, offrendo una gamma di colori che include il rosa, il bianco e il rosso;
– erica vagabonda (Erica vagans), nota per la sua forma arbustiva e flessibile,che fiorisce in estate e in autunno, manifestandosi con una varietà di colori che vanno dal bianco al porpora;
– erica irlandese (Erica erigena), dalla crescita robusta e dall’altezza notevole per queste specie, che produce fiori rosa o viola sia in inverno sia all’inizio della primavera;
– erica scopa (Erica scoparia), una varietà dalla crescita eretta particolarmente resistente alla siccità e di un vivace colore giallo o arancione in estate e in autunno;
– erica terminale (Erica terminalis), una specie nota per la fioritura tardiva che avviene in autunno, dai fiori rosa o viola;
– erica portoghese (Erica lusitanica), dalla crescita rapida con fiori bianchi che sbocciano in inverno e all’inizio della primavera.
Se si è insistito sulle sue diverse sfumature, è perché, oltre a essere rinomata per la sua bellezza, l’erica ha anche profondi significati che variano a seconda del colore dei suoi fiori: ogni tonalità trasmette un messaggio. L’erica rosa, simbolo di ammirazione e affetto genuino, è perfetta per esprimere calore e affetto verso una persona speciale; spesso associata alla gentilezza, è ideale per manifestare amore e cura. L’eleganza e la purezza di quella bianca la rendono popolare per matrimoni o eventi celebrativi. Il viola delle eriche che portano questo colore simboleggia ammirazione, rispetto e apprezzamento profondo in occasioni solenni. Quella rossa, potente simbolo di passione, è particolarmente indicata per esprimere amore intenso.
Col nome di erica esiste un’altra pianta, nota anche come erica scozzese (Calluna vulgaris), che è il fiore più famoso in Scozia dopo il cardo. In estate, e fino a novembre, le colline scozzesi vengono letteralmente ricoperte da questa pianta assumendo un caratteristico colore viola.
Come per tante altre piante anche l’erica non mancano storie e miti. Una leggenda riguarda la sua stessa creazione. Si racconta che, quando Dio creò il mondo, guardò le spoglie colline scozzesi e decise che era necessaria una pianta per colorare le pendici. Chiese quindi alla quercia, il più forte di tutti gli alberi, se fosse disponibile. La quercia però rifiutò. Dio allora si rivolse al caprifoglio, dai magnifici fiori gialli, e poi alla rosa, ma entrambi rifiutarono. Per caso Dio chiese aiuto a un arbusto verde e basso con piccoli fiori bianchi e viola, che provò a fare del suo meglio. Da allora l’erica possiede tre doni: la forza della quercia, la fragranza del caprifoglio e la dolcezza della rosa. La corteccia della quercia è, notoriamente, più forte di quella di qualsiasi altro arbusto, la delicata fragranza del caprifoglio è utilizzata per profumare i saponi e la dolcezza della rosa ne fa uno dei fiori preferiti dalle api. Per i giardinieri che cercano di attrarre fauna selvatica, l’erica è eccellente per richiamare api e farfalle, contribuendo così alla biodiversità del giardino.
Nel corso dei secoli, questa pianta è stata utilizzata in svariati modi. Sin dai tempi antichi, ovvero migliaia di anni prima della nascita di Cristo, la scozzese veniva usata essiccata per realizzare materassi profumati confortevoli quanto i letti di piume, perché i gambi e i fiori secchi sono leggeri e morbidi. Gli steli e le radici legnose, oltre che come legna da ardere, erano impiegati nella fabbricazione di scope. Infatti il nome latino dell’erica Calluna, pare derivi dal greco kallýnō, che significa “pulire, spazzare”. I fiori e le foglie superiori trovavano impiego come tintura per tessuti. Nell’erboristeria tradizionale sono molto apprezzatele proprietà medicinali (diuretiche, astringenti, antisettiche e sedative): con l’infuso di foglie si curavano la tosse, le infezioni urinarie, l’artrite e i reumatismi. Oggi i fiori, oltre a creare saponi, candele e profumi, vengono aggiunti agli sciroppi di erbe e alla birra, e sono usati per produrre un miele ricco di minerali, che risulta molto ricercato come prodotto tipico per il suo sapore unico e delicato.☺

