Una pianta per le decorazioni natalizie
La piracanta o agazzino è una piana rustica arbustiva da giardino, molto versatile, perenne e sempreverde, che si coltiva a scopo ornamentale anche in vaso.
Originaria dell’Asia minore, del bacino del Mediterraneo e della Cina, la piracanta appartiene alla famiglia delle Rosacee. Il suo nome scientifico Pyracantha coccinea deriva per la prima parte dal greco: pyra, “fuoco”, e akanta, “spina”, e per tale motivo è conosciuta anche col nome di “spina di fuoco”; l’aggettivo coccinea indica in latino il colore scarlatto dei frutti. Il termine agazzino è invece di etimo incerto.
Le foglie ovali di colore verde lucido sono coriacee e dentate ai margini. I fiori, che appaiono all’inizio dell’estate, sono portati da fitte infiorescenze a grappolo, di colore bianco, profumatissimi e graditi alle api. Questi fiori in inverno si trasformano in bacche rosse o arancioni, che brillano come fiamme tra il fogliame verde scuro. I frutti (o le bacche) ricoprono il cespuglio illuminando il giardino a partire dall’autunno e per tutto l’inverno. Anche per questo la pianta è molto utilizzata in vista delle festività natalizie per realizzare in casa accattivanti ghirlande e/o centro tavola. Queste bacche, come i fiori, sono molto simili a quelle del biancospino e del cotoneaster.
In base al colore delle bacche, all’ altezza e alla presenza o meno di spine, si distinguono diverse specie di piracanta. Le più comuni, oltre alla coccinea di cui ci stiamo occupando, sono:
– l’angustifolia: ha bacche di colore arancio, è alta fino a 3 metri e si presta bene a essere coltivata come bonsai;
– l’atalantioides: poco spinosa, ha bacche rosso scarlatto e può raggiungere i 6 metri di altezza;
– la crenulata: predilige climi miti, ha crescita lenta e produce bacche gialle-arancio; viene utilizzata per preparare tisane e dal suo legno duro si ottengono bastoni da passeggio;
– la soleil d’or: molto vigorosa, resiste al freddo intenso con bacche giallo oro fino all’arrivo della primavera;
– la teton: a lento accrescimento, non supera 1,5 metri; si presta bene alla coltivazione in vaso e all’uso come decoro natalizio.
Come già accennato, oggi i cespugli di piracanta sono impiegati esclusivamente per il loro valore ornamentale nei giardini o nei parchi pubblici, oppure per tappezzare muri. Per la presenza di spine lunghe fino a 5 cm tra le foglie, la pianta può diventare anche un’ottima siepe di recinzione. Per creare delle belle siepi si deve effettuare la piantagione tra ottobre e marzo, collocando le piantine a una distanza di 60-80 cm l’una dall’altra. Per modellarle, occorre potare le piante quando sono già adulte, in estate oppure all’inizio dell’autunno, cercando di dare armonia di forma alla chioma. L’agazzino è molto resistente, pertanto lo si può coltivare un po’ ovunque in Italia visto che sopporta sia le basse temperature, sia lunghi periodi di siccità, come pure l’inquinamento atmosferico e la salsedine, e quindi si adatta bene nelle zone verdi urbane e marine.
Nel Cinquecento, quando si diffuse la sua coltivazione, la piracanta veniva utilizzata anche per scopi alimentari: le sue bacche, totalmente immangiabili quando sono crude, possono essere adoperate cotte per ottenere gelatine, marmellate e salse di vario genere. Pare che all’inizio del Novecento con i suoi semi si preparasse una bevanda simile al caffè.☺


