una pianta
1 Dicembre 2012
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una pianta

 

Avendone la possibilità e soprattutto la fantasia, con gli agrifogli si potrebbe creare un intero giardino. Infatti questa pianta si presenta con così tante specie (440 classificate) che l’idea di un giardino, tutto di agrifoglio, affiora quasi spontanea. 

A Piano Pomo, sulle Madonie in Sicilia, esiste un boschetto di soli agrifogli. A 1400 metri di altitudine questi esemplari hanno trovato il loro optimum climatico, raggiungendo dimensioni ed età ragguardevoli: la pianta più vecchia di questo boschetto ha circa 900 anni. Ma secondo i botanici l’agrifoglio doveva essere diffuso in Europa già nel Terziario, prima delle glaciazioni pleistoceniche.

L’agrifoglio è un albero – più spesso un arbusto – sempreverde, spontaneo in molte zone dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, e, come già detto, molto longevo. Nei nostri giardini può raggiungere l’altezza di 8-10 metri. È diffuso su tutto il territorio italiano, ma l’incontro con un agrifoglio può essere solo sporadico a causa degli intensi disboscamenti. Gli abitanti di Bonefro, tuttavia, hanno la possibilità di poterne ammirare un esemplare nella piazza del paese, nell’aiuola circolare in prossimità della scacchiera, dove è stato messo a dimora in occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni della classe 1956.

Tutti gli agrifogli sono ottime piante da utilizzare come frangivento e come siepe, poiché resistono sia al vento che alle cesoie; inoltre sopportano bene l’inquinamento dell’aria. Prosperano in qualsiasi tipo di terreno, anche in pieno sole. Nelle zone calde, afose e assolate, la posizione migliore è quella di mezz’ombra, considerato che il sole cocente dell’estate italiana, pur non provocando danni vistosi, ne riduce il periodo di crescita. Una pacciamatura, cioè una copertura alla base delle piante, realizzata con materiali naturali, tipo foglie secche o pezzi di corteccia che mantengano fresche le radici, e una regolare irrigazione aiutano la pianta a crescere rigogliosa. Le arreca beneficio anche una abbondante concimazione primaverile effettuata con fertilizzanti ad elevato contenuto di fosforo e potassio. 

Questo arbusto è una specie dioica in cui i fiori unisessuali, maschili e femminili, sono portati da piante diverse. Per questo motivo non tutte le piante fruttificano; per l’ impollinazione e la conseguente produzione delle drupe rosse è necessaria la presenza di una pianta maschio ogni 5-6 piante femmine, entro un raggio di 30 metri di distanza. A scopo ornamentale ormai si preferisce coltivare alcune varietà di agrifoglio che risultano bisessuali; in esse la fruttificazione è regolare proprio perché i fiori maschili e femminili sono presenti in ogni pianta. Eccellente è ad esempio la varietà Golden Van Tol, le cui piante fruttificano in modo abbondante, e che è facilmente reperibile nei migliori vivai. La pianta maschio è a portamento piramidale con foglie verde scuro marginate in bianco-argenteo. Anche il clone femminile ha foglie verde scuro, ma quasi senza spine e una grande quantità di drupe rosse, molto appetite dagli uccelli, ma velenose per l’uomo. Il legno, di colore avorio o bianco-verdastro, è semiduro, compatto e fine, idoneo per la lavorazione al tornio.

L’agrifoglio è una delle piante che contrassegnano per eccellenza il periodo natalizio, insieme al vischio, all’edera e alla stella di Natale. L’usanza di appendere sulla porta di casa le decorazioni formate da edera e agrifoglio, tipica del Nord Europa, nacque dalla convinzione che queste piante fossero in grado di proteggere dai demoni e di portare fortuna, nonché di impedire ai folletti delle case di architettare i loro scherzi maliziosi durante le festività natalizie. Per gli antichi Romani l’agrifoglio era un vero e proprio talismano, portato durante la festività dei Saturnali, che si celebrava nei giorni precedenti il solstizio d’inverno. Questa funzione ‘magica’ gli derivava sia dalle foglie, coriacee e spinose, e quindi dall’aspetto difensivo, sia dai frutti rossi, che evocavano invece un’idea di prosperità, e parvero per questo adatti a celebrare la rinascita del sole al solstizio e ad augurare un anno felice.

Con l’agrifoglio si possono realizzare bellissimi centrotavola natalizi: a Natale la tavola dev’essere imbandita in maniera festosa e il centrotavola dà il tocco finale per rallegrare il tutto. Vediamo come realizzarne uno.

Acquistare della spugna da un fioraio; procurarsi dei rami di agrifoglio e di pino e delle stelle di Natale finte. Tagliare ed eliminare il centro della spugna in modo da ottenere una ciambella; incollare la spugna su un piatto o su un sottovaso. Infilare i rametti in modo concentrico nella spugna coprendo i bordi del piatto e lasciando quasi libero il centro, dove va inserita una candela del colore e delle dimensioni preferite. Negli spazi vuoti vanno poi aggiunti i rametti di pino, le pigne e le stelle finte.

Il centrotavola creato può diventare anche un originale regalo. ☺

giannotti.gildo@gmail.com

 

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