Una ventata
7 Gennaio 2024
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Una ventata

Nel numero di novembre la fonte, come ogni anno, ha ricordato ai suoi lettori oltre che alle Istituzioni, che nel lontano 2002 a San Giuliano di Puglia si verificò un drammatico evento che lasciò attonito l’intero Paese, pardon l’intera Nazione (come si usa dire oggi): 27 bambini e una maestra rimasero sotto le macerie della loro scuola. Qualcuno disse che quella scuola crollò in occasione del terremoto del 31/10/ 2002, gli altri, invece, sostennero che la causa del crollo fu proprio il terremoto. I giudici dettero ragione ai primi e i responsabili (sindaco, te- cnici e muratori) dopo un lungo e controverso iter giudiziario, furono pesantemente sanzionati. È il caso di ricordare che uno di quei condannati era anche il padre di una delle vittime.
Questo giornale è nato poco dopo la tragedia perché molte cose non ci convincevano allora e, ancor di più, non ci convincono oggi. Da oltre vent’anni abbiamo tentato di ricercare una spiegazione che desse un senso a questo dramma, abbiamo vigilato perché eventi come questo non si ripetessero più. Spesso abbiamo denunciato le incongruenze della “ricostruzione” nel cratere esteso da 14 comuni, scelti dal ministro del Tesoro Tremonti, a 83 Comuni scelti dal presidente della Regione Iorio. Il CRO del Dipartimento della Protezione Civile, che non ha mai condiviso la decisione del governatore, dispose una visita ispettiva sulla base della quale la sezione di controllo della Corte dei Conti del Molise si esprimeva cosi: “di dichiarare, allo stato e nei termini dei rilievi formulati, (del CRO ndr) l’irregolarità della gestione dei fondi stanziati”.
L’allargamento dell’area del cratere con la medesima quantità di fondi assegnati dal Governo impose tuttavia al Commissario una scelta spartiacque tra sicurezza e consenso a buon mercato. La politica, più attenta al consenso che alla soluzione dei problemi, scelse il consenso, così invece di procedere con l’ adeguamento sismico più costoso ma più sicuro, optò per il miglioramento sismico, più economico e meno sicuro, capace tuttavia di accontentare anche i terremotati virtuali, quelli che il sisma lo hanno vissuto in TV.
La mattina del 3 novembre 2023, a Casacalenda, in occasione di un forte vento, sono crollate due pareti della palestra di una scuola elementare. Fortunatamente, visto l’orario, i bambini non erano ancora a scuola e gli operatori della Protezione Civile, prontamente intervenuti, dopo essersi accertati che non ci fossero vittime, hanno informato dell’accaduto gli uffici preposti. La notizia ha destato allarme anche nei media nazionali i quali, da subito, hanno collegato il fatto accaduto alla tragedia di San Giuliano, così come abbiamo fatto tutti noi. È bene chiarire che il manufatto -palestra- di cui si tratta è costituito da una struttura moderna in ferro e mattoni realizzata successivamente all’edificio in legno e ferro che ospita gli alunni delle elementari, si suppone rispettando la normativa antisimica. La Sindaka, a scanso di equivoci, ha informato dell’accaduto l’autorità giudiziaria, oltre quella contabile, al fine di fare piena luce sull’accaduto. Non vorremmo terrorizzare nessuno, ma se oggi sotto quelle pietre ci fossero stati dei bambini, come ci saremmo comportati? E come si sarebbero comportati tutti quelli che sono deputati a occuparsi di questa vicenda? E siccome un edificio è crollato in occasione di un evento meteorologico di modesta entità, siamo certi che quelli ricostruiti successivamente al sisma del 2002, migliorati sismicamente, così come disposto dal Commissario, possono resistere, se non al sisma almeno al vento?
In questi venti anni la ricostruzione post sisma è stata segnata qui e altrove da storie di corruzione e di concussione, di truffe, di malaffare dove addirittura ci sono stati imprenditori del mattone che mentre la terra tremava sorridevano al solo pensiero dei verdoni che sarebbero finiti nelle loro tasche. Cara Sindaka, non molli la presa, non si faccia intimorire, non si accontenti degli atti formali, pretenda che si vada fino in fondo perché se il fatto è circoscritto alla sua palestra è grave ed è giusto che i responsabili paghino ma se si trattasse invece di un modello, la storia cambierebbe e il fatto di cronaca muterebbe in tutt’altra cosa.
Buona fortuna e Buon Anno. ☺

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