Uno ius anche per me
15 Giugno 2018
laFonteTV (1900 articles)
0 comments
Share

Uno ius anche per me

La richiesta di riconoscimento dei diritti sanciti dalla Costituzione, dalle leggi, dalla ragione naturale è un tema sempre attuale, soprattutto nei periodi in cui le abitudini cambiano, il mondo che ci circonda si trasforma e presenta nuovi aspetti e diverse prospettive.

“Cittadinanza Bene Comune: Il diritto di avere diritti” è il tema che la fondazione don Lorenzo Milani di Termoli ha scelto quest’anno per il consueto concorso rivolto alle scuole, la cui premiazione è avvenuta nella mattinata del 25 maggio presso i locali della parrocchia Sacro Cuore.

Come al solito i lavori sono stati molti, i ragazzi hanno partecipato con tutta la loro generosità anche se spesso l’aspetto legato alla immigrazione e all’accoglienza ha posto in secondo piano il tema vero dei diritti del cittadino e il diritto alla cittadinanza. Anche questa è una risposta, però: evidentemente i ragazzi o i bambini, visto che bellissime opere sono state presentate proprio dalle scuole primarie, fanno fatica a ragionare in maniera astratta perché leggono la realtà attraverso le sue espressioni vive, tangibili. La cittadinanza che per i nati italiani è una certezza, un diritto che a volte dimenticano di avere, è spesso una chimera per chi si è trasferito qui. Allora due mani di diversa carnagione, realizzate sul calco delle mani di una scolaretta, sorreggono il mondo per dire a tutti che solo attraverso la cooperazione questa terra potrà avere un futuro di dignità.

Il premio più consistente è stato consegnato alla classe dell’istituto comprensivo A. Magliano di Larino che ha realizzato una mongolfiera perché “insieme si va in alto” come hanno spiegato gli stessi autori. Dall’alto, poi, non si vedono i confini, si diventa tutti cittadini del mondo. Se occorrono ponti per unire le sponde opposte, per fare in modo che siano solo due diversi aspetti dello scorrere dello stesso fiume, c’è anche da sottolineare che il sollevarsi ad una certa altezza dà la possibilità di osservare meglio la realtà che ci circonda, con maggior distacco e sguardo d’insieme.

I ragazzi più grandi, quelli delle superiori, si sono appassionati al tema, lo hanno dibattuto, hanno studiato il diritto per capire bene cos’è la cittadinanza, come la si ottiene. Hanno realizzato interviste, fumetti e filmati che hanno dimostrato la loro capacità di ragionare al plurale. Nelle loro classi siedono affianco a ragazzi che provengono da altri Paesi, che non parlano ancora bene l’italiano e che si chiedono: “Ci sarà uno ius anche per me?” e poi ci ricordano che “Siamo sempre stranieri di qualcun altro”.

Sono ormai sei anni che la Fondazione fa questo lavoro con le scuole ed ogni volta emerge la ricchezza dei piccoli (solo all’anagrafe) che spiazza gli stereotipi che gli adulti hanno ormai cementati nel cervello e che rendono impossibile spaziare con lo sguardo, andare oltre le barriere del già visto e già detto.

Il tema della cittadinanza sembrava un rischio perché è un tema che divide l’opinione pubblica. Arenata la legge sullo ius soli si poteva credere che fosse più difficile parlarne perché poteva sembrare una provocazione. Per fortuna i ragazzi volano più in alto di noi, si fanno meno domande provocatorie e trovano sempre qualcosa per cui vale la pena darsi da fare, qualcosa da capire, non da giudicare. La sponda opposta la guardano con curiosità, non con sospetto, e cercano il modo per superare quella divisione ed incontrare il dirimpettaio, il vicino di casa.

Possiamo avere un futuro? Certamente, ma solo se lasciamo che siano queste linde e brulicanti menti a prendere il mondo fra le loro mani perché i tempi sono cambiati, il mondo è diverso da come lo abbiamo sempre conosciuto e, purtroppo, abbiamo fatto di tutto per renderlo così come oggi ci appare in tutta la sua ingiustizia. I giovani in Molise sono pochi perché in tanti vanno via per studio o per lavoro, ma hanno quel fuoco interiore che ha bisogno solo di occasioni per diventare fucina di novità.

Il lavoro che gli studenti fanno da sei anni serve a loro per crescere e a noi per comprendere di quanta ricchezza disponiamo: basterebbe metterla a frutto!☺

 

laFonteTV

laFonteTV