Uscire dalla subalternità
10 Luglio 2023
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Uscire dalla subalternità

Uscire dalla rassegnazione occorre.
Uscire dalla subalternità occorre.
Invece di continuare a subire i proclami ed i crimini dei poteri assassini occorre insorgere nonviolentemente contro la guerra e contro il fascismo.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Contrastare la crescente ingiustizia sociale, la crescente rapina dei poveri da parte dei ricchi, il ritorno della schiavitù.
Contrastare il razzismo e l’apartheid, contrastare i campi di concentramento e la strage degli innocenti nel Mediterraneo.
Contrastare il maschilismo e il suo sistema di potere: che è la prima radice e il primo paradigma di tutte le violenze.Contrastare la distruzione del mondo vivente.
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Occorre l’azione diretta nonviolenta.
Occorre l’insurrezione nonviolenta dei popoli per la salvezza dell’umanità intera e dell’intero mondo vivente.
Occorre la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Occorre la scelta concreta e coerente della nonviolenza.
Per salvare tutte le vite.
Salvare le vite è il primo dovere.
* * *
È necessario ed urgente far cessare le guerre e le uccisioni, e concentrarsi finalmente tutte e tutti sul non più rinviabile impegno contro il disastro ambientale che sta minacciando l’esistenza stessa dell’umanità. Non c’è alcuna controversia, alcun conflitto, che non possa essere risolto con il dialogo, con la diplomazia, con la cooperazione e la solidarietà internazionale. La guerra non è mai necessaria. La pace è sempre possibile. La guerra non libera, uccide. La pace salva le vite. La guerra è sempre e già il fascismo. La nonviolenza è la Resistenza necessaria, la nonviolenza è l’unica via di liberazione da ogni oppressione, la nonviolenza è il solo cammino per il bene comune. L’umanità ha le risorse morali, intellettuali e materiali per abolire la guerra e la fame, per abolire la miseria e la barbarie, per abolire la schiavitù e l’abuso.
E l’umanità sa anche che è in corso una catastrofe ambientale che sta devastando la biosfera e può distruggere l’intera civiltà umana. Questa catastrofe ambientale è conseguenza di decisioni umane di violenza sugli esseri umani e sul mondo vivente; è conseguenza di scelte umane di sfruttamento e rapina ai danni di innumerevoli persone e di interi popoli, di avvelenamento e desertificazione della biosfera; è conseguenza di azioni umane ebbre e brutali. Ma essendo conseguenza di decisioni, scelte, azioni umane folli e scellerate, allora questa catastrofe ambientale può essere contrastata dalla volontà umana, da decisioni, scelte, azioni umane orientate al bene comune dell’umanità e del mondo vivente.
È il compito che tutti gli esseri umani e tutti gli umani istituti oggi hanno: cessare ogni lotta fratricida, dismettere ogni violenza mentre la casa brucia, ed impegnare ogni risorsa per la salvezza comune. Non c’è più tempo da perdere.
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Occorre far cessare tutte le guerre oggi in corso in varie parti del mondo: e per farle cessare il primo strumento è abolire la produzione e il commercio di armi. Poiché è con le armi che si uccidono gli esseri umani. Alla guerra e alle armi, a tutte le organizzazioni armate, all’omicidio e al terrorismo di stato o di gruppo o individuale, che tutti hanno per fine la morte di esseri umani, occorre opporre la nonviolenza. La nonviolenza che sa che tutti i conflitti possono essere gestiti e composti senza spargimento di sangue.
Abolire la guerra e le uccisioni è non solo necessario, ma anche realmente possibile; è non solo possibile, ma anche veramente necessario. Ma per abolire la guerra occorre il disarmo: il disarmo è l’urgenza delle urgenze. Disarmo materiale, ma anche disarmo culturale: uscendo dalla folle logica del mors tua, vita mea, dalla folle logica del pesce grande che mangia il pesce piccolo, dalla folle logica della guerra di tutti contro tutti. Lo seppe dire con parole indimenticabili papa Giovanni: bellum alienum a ratione; e padre Balducci in un suo indimenticabile discorso disse la stessa cosa con parole non diverse: “la guerra è uscita per sempre dalla sfera della razionalità”.
La guerra minaccia di sbranare l’ umanità intera. Sopravvissuta a stento alla barbarie onnicida di due guerre mondiali nel XX secolo, l’umanità sa che qualunque focolaio bellico, qualunque scintilla guerriera può ormai incendiare l’intera prateria dell’umanità, può portare alla distruzione delle generazioni presenti e all’annichilimento di ogni futuro per la specie umana e per tante altre forme di vita su quest’unico pianeta vivente che conosciamo nell’universo, su quest’unica casa comune.☺

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