Viaggio in palestina
30 Giugno 2024
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Viaggio in palestina

Dal 13 al 16 giugno ho partecipato al 1° pellegrinaggio in Palestina organizzato da una diocesi italiana dopo il 7 ottobre. Eravamo 160, provenienti da diverse regioni, estrazione sociale ed ecclesiale. L’effetto più evidente della guerra in Israele e Cisgiordania è proprio l’assenza di turisti e pellegrini. Nella Old City di Gerusalemme molti negozi artigianali e commerciali sono chiusi. Anche i luoghi santi sono insolitamente vuoti.
L’incontro con la stampa nazionale italiana nel Getsemani è inattesa, ma la notizia del nostro arrivo è un segno importante anche per loro. Durante la celebrazione eucaristica officiata dai cardinali Pizzaballa e Zuppi vengono ripetuti appelli alla pace e alla convivenza che sembrano riferimenti cauti, certo suggeriti dalla prudenza e dalla delicatezza del momento, anche se qui le parole e i segni contano molto. Alla sede del patriarcato Latino a Gerusalemme due testimonianze di donne ebree che spiegano la loro sofferenza per ciò che hanno subìto, ma anche le profonde ingiustizie che subiscono i Palestinesi dal 1948.
La convivenza è l’unica possibilità, ma questa si ottiene per contrazione reciproca e per riduzione di privilegi e ingiustizie sistematiche. Gli incontri si susseguono incessantemente, anche quello con un rabbino che ci spiega come gli israeliani siano troppo abituati a uccidere per rendersi conto di quello che stanno facendo. Lo stesso rabbino, all’indomani, ci accompagna in un villaggio di beduini palestinesi che vivono in una zona militare, nella quale però restano e resistono, costruendo anche una scuola molto avversata dai militari, i quali in passato hanno provocato morti e feriti. Prima della costruzione della scuola i bambini dovevano percorrere 25 km al giorno. Subito dopo una visita in una colonia ove non manca nulla, dall’acqua al verde pubblico, mentre i Palestinesi sono troppo impoveriti e avversati da un sistema in cui sono vittime di vittime. L’incontro più atteso è quello con il sacerdote di Gaza che ci racconta di sofferenze, morti e feriti. La carne a Gaza costa 300 € al kilo e le cipolle 26 € al kilo. La vita quotidiana è impressionante, ma religiosi e laici continuano, con la loro incessante presenza, ad esprimere vicinanza e sostegno materiale.
La cosa che mi ha impressionato di più è stato l’incontro con i bambini palestinesi gravemente disabili, una sorta di Cottolengo di Betlemme, sostenuti da un manipolo di suore argentine. I bambini hanno espresso la loro gioia nel vederci, ma anche il desiderio di non lasciarci andar via. Si sono abbracciati a noi e a ben pensarci sono stati gli unici palestinesi a farlo perché gli altri vivono in una sofferenza profonda che si traduce in povertà estrema, la stessa che ci hanno dimostrato, in tutta la loro insistenza, quegli ambulanti palestinesi che non ci lasciavano mai soli, nelle nostre visite in Cisgiordania. Non ci sono senza dimora per strada, come avviene nelle nostre città, ma sicuramente non sono cittadini e non contano nulla di fronte alle autorità israeliane.
Possiamo fare molto per loro: raccontare ciò che abbiamo visto, tornarci, ma soprattutto far venire i turisti perché il commercio è la vita per molti palestinesi. Avrei voluto sentire molto di più il denunciare le sofferenze di un genocidio e le cause delle ingiustizie profonde, ma ha prevalso una prudenza, frutto anche di chi, all’interno della chiesa, vive lontano da questi problemi. Gli israeliani sono davvero distanti dalla loro storia e dal loro presente e potranno cambiare solo grazie alla pressione internazionale. Così ci hanno detto i beduini incontrati nel deserto.
Visitiamo la Palestina, non lasciamoli soli e costringiamo Israele a cambiare radicalmente politica ed economia. La storia si può ripetere così come è avvenuto in Sud Africa, laddove la forte pressione internazionale e i movimenti interni nonviolenti hanno consentito una convivenza nel perdono e nella giustizia, che anche oggi è presente e che tanto ci fa sperare anche per la Palestina. Qui i segni e le parole contano molto.☺

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