Molise Si. A. (Sindaci e Amministratori): ecco il “Manifesto di sviluppo locale”
17 Luglio 2017
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Molise Si. A. (Sindaci e Amministratori): ecco il “Manifesto di sviluppo locale”

Il tre giugno scorso, 11 sindaci, 40 amministratori e 58 attori di sviluppo locali hanno partecipato ad una giornata di studio a Termoli, nell’alveo del progetto Molise Si.A. Promossa dalla diocesi di Termoli-Larino, l’iniziativa è incentrata sull’analisi del contesto molisano e sull’elaborazione di proposte di innovazione legislativa e generativa di soluzioni concrete ai problemi del territorio. Al termine dell’iniziativa, è stato redatto un “Manifesto di sviluppo locale”, che gli stessi amministratori si faranno carico di sostenere con politiche concrete nei prossimi mesi. La diocesi, anche attraverso l’attivazione della Scuola di economia civile, continuerà a studiare e a tenere alta l’attenzione sui problemi individuati, sollecitando gli attori coinvolti a non dimenticare gli impegni presi ed offrendo loro un tavolo permanente di confronto e riflessione. Per chi non conoscesse Molise SiA e volesse saperne di più, si rimanda al video in fondo alla pagina.

  1. Per quanto riguarda l’ambiente e la salute si segnalano carenze legislative, sul piano soprattutto della prevenzione, della tutela del territorio e della valorizzazione dell’economia nel settore agro-alimentare (sicurezza alimentare).
  2. Ci si impegna ad attuare una scala di valori ambientali, anche con provvedimenti estremi, come chiusure di realtà produttive pericolose.
  3. Costituire società o consorzi di comuni per coordinarsi, per evitare l’assistenzialismo e creare opportunità.
  4. Sollecitare la provincia perché diventi una piattaforma.
  5. Il territorio va pensato tenendo presente le sue peculiarità.
  6. Lo sviluppo deve essere sempre più integrato.
  7. Piano paesaggistico per una migliore programmazione del territorio.
  8. Gestione rifiuti: percorsi di educazione civica e ambientale. Promuovere una coscienza ambientale con programmi di sensibilizzazione.
  9. Consumo del suolo: valorizzare le strutture esistenti, piuttosto che cementificare.
  10. Valorizzare i beni del territorio, per favorire il turismo straniero.
  11. Individuare strategie e settori su cui puntare a livello regionale e armonizzare a tal fine la legislazione regionale.
  12. Studiare forme di integrazione e di intercettazione di filiera extraregionale o extranazionale in cui inserire i beni di servizio di sviluppo locale.
  13. Valorizzare le risorse umane presenti tramite promozione di percorsi culturali, di orientamento e formazione al lavoro dei giovani.
  14. Promuovere tirocini formativi europei per la crescita della formazione personale.
  15. Formare i giovani ad adottare le buone pratiche economiche già presenti nel contesto molisano.
  16. La cultura è strettamente connessa allo sviluppo e al benessere territoriale, per cui è indispensabile potenziare gli strumenti esistenti.
  17. Creare coworking territoriale tra Scuola, pubblica amministrazione, per l’inserimento degli studenti soprattutto in quelle realtà aziendali orientate all’innovazione sociale, tecnologica, culturale.
  18. Tessuto sociale: bisogna ricostruirlo. C’è un capitale sociale ma in grado di innescare un processo di sviluppo; per questo occorre mobilitare la parte viva delle comunità.
  19. La situazione di crisi è dentro le famiglie, quindi partire da queste, dai bisogni reali, dalla formazione e dall’educazione delle famiglie; a tal proposito serve una rete di servizi per le famiglie da parte delle pubbliche istituzioni e capacità di ascolto e attenzione.
  20. Politiche per la casa, relazioni con le realtà associative, ruolo del volontariato per il progetto del bene comune. Si possono coinvolgere persone con competenze professionali specifiche.
  21. Defiscalizzare le attività commerciali, che spesso sono luoghi di socializzazione nelle aree interne, specie per le persone anziane.
  22. Il metodo di lavoro deve essere condiviso, riallacciando le corde; maggiore coerenza, e iniezioni di fiducia all’interno delle diverse sfere.
  23. Immigrazione: l’occupazione dei migranti può avere una ricaduta positiva sul territorio. Essa non compensa il calo demografico.

 

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