Parlami d’amore
9 Maggio 2023
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Parlami d’amore

Nella canzone Parlami d’amore Mariù, si declinò “una” relazione d’amore. Si dice nel testo: “Anche se il destino domani sarà avverso, oggi ti sono vicino, tu sei Tutta la mia vita e Qui sul tuo cuore non soffro più. Meglio nel gorgo profondo, ma sempre con te”  concludendo  “Dimmi che sei tutta per me”.

Le Persone, ciascuno con i propri limiti, origini e finitezze, una volta nati ed aperti all’esistere (ex-sistĕre, ‘uscire, levarsi (dalla terra)’ e quindi ‘apparire, esistere’), si inoltrano nei cammini della vita. Molte sono le vie nelle quali ciascuno viene depositato. Persone e viventi nascono nei punti più diversi del pianeta Terra e tutti, tutti i viventi, dopo il primo anelito e soffio di vita, non hanno aspirazioni, sono immersi in quel soffio senza ragioni, in quel nulla che racchiude la bellezza e grandezza dell’esistere. Affrontano la Babilonia del vivere immersi in linguaggi, luoghi, usi e costumi differenti e che differenziano. Nella nostra parte di mondo identificato come Occidente, probabilmente, complice il revisionismo di un cristianesimo, che diventava religione e religione di stato, la filosofia greca veniva ri-letta in versione, diciamo così, “funzionale”: L’esistere diventò un’aspirazione al trascendente, identificando “l’oltre ed il nulla” con il Dio di Abramo. Si “oscurò l’oltre ed il nulla”, che altro non era che un’indicazione per la scoperta dell’essere e dell’esistere. La physis (φύσις), realtà prima e fondamentale, principio e causa di tutte le cose, venne ed è, in genere, tradotta con ‘natura’, ma il termine Φύσις indica originariamente la forza della natura e la divinità ordinatrice del Kosmos, ovvero, è oltre la natura così come narrata. Venne interrotta, diciamo così, una ricerca esaltante e si banalizzò il politeismo metaforico che indicava vie di ricerca sul senso e significato del vivere e dell’esistere nel mondo. Si “piegò” la filosofia, in particolare quella greca, ad essere di servizio alla nuova religione di stato ed ai nuovi padroni. Quella via intrapresa già dai filosofi nella ricerca delle origini dell’essere e della Persona, libera da poteri e costrizioni e, soprattutto, “non serva e servile”, diventò talmente pericolosa che i detentori del potere, in Grecia così come a Roma, boicottavano e reprimevano.

Tutti i viventi avevano ed hanno, comunque, al di là delle opinioni più o meno “accreditate”, un’aspirazione in comune: l’amore. L’amore è declinato in molteplici espressioni dove ciascuno racconta la propria esperienza e, molto più spesso, “la propria convenienza”, ovvero le parti del’amore che fanno comodo. Il Cristo dei cristiani ne ha dato una “meravigliosa lettura”: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13) e si potrebbe dire, estendendo il  φιλεῖς με/phileis me, rivolto a Simon Pietro (Gv 21,16), per coloro che amano, ma va “oltre” gli amici-Persone perché rappresenta “l’oltre loro” e, per alcuni, l’umanità intera. L’amore richiede una profonda radicalità e non “comprende” sconti.  Paolo di Tarso così si esprime sull’amore: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’Amore (agápê), sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. … L’Amore è paziente, l’Amore è benevolo; non invidia, non si vanta l’Amore, non inorgoglisce, non si vergogna, non chiede per sé, non si affretta, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità; tutto difende, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’Amore non verrà mai meno” (1 Corinzi, 13, 1-8). Probabilmente non è casuale il verbo agapao (ἀγαπάω) perché  l’agape si rivela più complessa, sfuggente e complementare, indicando l’amore, eros incluso, fra persone, illuminato dalla reciprocità. Per alcuni l’agape rappresenta il banchetto “intimo” tra persone sulla strada della Rivelazione e secondo altri, su quella della dea Verità (Aletheia/ἀλήθεια). In ogni caso, viene rappresentato un superamento del “sé” e del “sono”, per diventare quella ricerca dell’oltre me e del siamo. Amore che proietta “nell’ infinito non definito”. Una  ricerca continua, durante la quale alcuni si accostano all’ infinito amore del Cristo e del Padre, nonché a quanto narrano le differenti religioni presenti sul pianeta; altri sono orientati verso la ricerca di modalità del’esserci e dell’esserci insieme; molti altri “restano a terra”, immersi in affari di sopraffazione ed intenti a raccontare trappole di un amore funzionale e certamente tossico.

L’amore è un’emozione che avvolge le Persone, non si definisce, ma si caratterizza e si esprime nella reciprocità. Due cuori ed una capanna non fanno “Amore” se non c’è una scelta condivisa. Come la vita e l’esistere. L’Amore è. L’amore è libero da poteri e costrizioni, soprattutto non è servo né servile. ☺

 

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