Le confessioni di sant’agostino
13 Maggio 2025
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Le confessioni di sant’agostino

Vi consiglio un libro, da lettore a lettore, non azzardo certo una recensione, non ho la competenza né la presunzione per provarci. Il libro mi è stato regalato anni fa, e per anni è rimasto lì, dimenticato, spostato dalla libreria solo per essere spolverato.
Un giorno, non so perché, mentre davanti ai libri mi apprestavo a sceglierne uno, ho preso lui e lo confesso, quasi certa che lo avrei sfogliato distrattamente e poi riposto. Invece non l’ho lasciato più.
Agostino, che scrive da uomo, non ancora Santo, instaura un dialogo intimo con sé stesso e con Dio ripercorrendo la sua esistenza, un dialogo denso di fede, di ammirazione del Creato, ma anche di interrogativi sull’animo umano, sul suo animo.
Con meraviglia, durante la lettura, spesso mi sono trovata a pensare di aver provato la stessa meraviglia, la stessa inquietudine che Agostino confessa a Dio, ma anche a sé stesso per sua stessa ammissione.
La scrittura stessa, quel linguaggio ricco e a volte complicato per un semplice lettore quale io sono, mi ha imposto una lettura lenta, riflessiva, a volte da ripetere per meglio comprendere e proprio grazie a questo ho potuto godere, a volte commuovendomi, della bellezza e della profondità di quei pensieri, di quelle raffigurazioni del Creato, provando un profondo senso di gratitudine di farne parte.
Mi sono spesso incantata ad ammirare il cielo, le migrazioni degli uccelli quando lo oscurano, il risveglio della natura e tutto ciò che di meraviglioso ci circonda, di cui l’uomo non si può prendere il merito; le parole di Agostino, uomo non ancora Santo, mi hanno portato a riflettere e prendere atto che non lo faccio mai abbastanza.

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