Recensione: Perché il tempo ci cambia ( di Laura Colabella)
30 Aprile 2017
La Fonte (351 articles)
Share

Recensione: Perché il tempo ci cambia ( di Laura Colabella)

Non sono stata la maestra di Laura Colabella, ma per la sintonia che sempre ha legato le insegnanti di Bonefro, gli alunni di ciascuna erano considerati gli alunni di tutte e tutti i bambini restano impressi nella nostra mente con le loro caratteristiche e la loro personalità, con le loro eccellenze e le loro carenze.
Ricordo la piccola Laura, solare, socievole, con un normale profitto scolastico e adesso la ritrovo donna e che ha addirittura pubblicato un libro! Ho letto il suo libro Perché il tempo ci cambia; è un testo autobiografico piacevole, semplice e immediato nel linguaggio, interessante nel contenuto; certamente apprezzato da chi sta o si pone in certe problematiche come la consapevolezza e l’evoluzione personale. Lo stile della scrittura è familiare, colloquiale, per niente ricercato; l’autrice, infatti, non ha ambizioni letterarie e ammette con umiltà i suoi possibili errori: il suo scopo è di tutt’altra natura: voleva lanciare un messaggio e ci è riuscita.
 In questo libro Laura ha messo a nudo, con coraggio, tutte le sue fragilità e racconta come, con altrettanto coraggio, ha ripreso in mano la sua esistenza per tornare a vivere con passione. La fragilità assume qui un’accezione di positività, non è un chiudersi, un autocommiserarsi ma è ciò che intende la parola latina frangibilis: tutto ciò che si può spezzare; spezzarsi dunque come un pane buono che riconosce di essere fatto per gli altri. Il sentirsi piccoli, vulnerabili è anche lo stato che consente di percepire l’infinito, di svelare quello che si trova al di là. E quindi la fragilità, accettata, diventa l’arma più potente.
La storia di Laura che “rinasce dalle sue rovine”, mi ha fatto pensare inoltre ad un’antica arte di riparazione praticata in Giappone.
Per i giapponesi la rottura di un oggetto non è la fine; essi riuniscono i frammenti legandoli con una polvere d’oro o d’argento, le fratture diventano così una trama che rende l’oggetto unico e prezioso. Il kintsugi, così si chiama questa pratica, suggerisce paralleli suggestivi: le ferite, le cicatrici delle nostre esperienze dolorose sono le cose più preziose che possediamo perché è dalle cose più fragili che impariamo ad essere forti e, dalle lezioni che esse ci danno, può iniziare la faticosa quanto avvincente conquista della felicità .
Un altro significativo spunto di riflessione che il libro mi ha offerto è che dovremmo correre il rischio di riscoprire la nostra autenticità, averne fiducia e sentire, pensare e agire in base alla nostra verità. Spesso viviamo subendo forti condizionamenti, diventando la persona che i nostri genitori, la nostra cultura (e forse noi stessi), si aspettavano che diventassimo. Ma noi chi siamo veramente? Cosa vuole la nostra anima? Spesso confondiamo ciò che siamo con ciò che crediamo di essere eppure sentiamo che in noi abita un’atmosfera speciale, un’unicità che però è coperta dalle maschere che indossiamo, dai ruoli che recitiamo, dagli ingannevoli luoghi comuni che facciamo nostri fino a non riconoscerci più.
Quando si perde il proprio posto nel mondo, l’anima urla il suo disagio: ci si ammala.
Laura attraversa malattie importanti, momenti di grande disperazione, ma proprio lì, dove vi è il dolore, è possibile una crescita enorme. All’improvviso ella incontra gli Angeli, questi esseri di luce che le cambiano la vita.
Nulla avviene per caso, c’è un tempo per tutto e tutti abbiamo il potere di liberare la nostra energia che guarisce e dà la forza di andare avanti. Il contatto con il divino può aiutarci a connetterci con la consapevolezza di essere parte di un mistero più grande e dell’esistenza di una forza universale d’amore che muove questo mondo e questa vita. Laura si salva. Oggi è una donna felice: ha deciso di offrire, con disarmante sincerità, la sua esperienza al mondo, perché il suo passato fatto di tristezza e di dolore possa essere d’aiuto agli altri e ci ha insegnato che solo se troviamo la forza di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione, solo se abbandoniamo obblighi, doveri imposti e convenzioni, vivremo per davvero con passione e autenticità.
Grazie Laura. Grazie a questa bella anima affine, che ho incontrato quando avevo bisogno proprio di lei; grazie per quest’amicizia che sta nascendo e che considero un dono.

La Fonte

La Fonte