Una storia di tartarughe
Perché un video, uno fra i tanti che affollano la rete, è capace di commuoverci fino alle lacrime? Quale tasto è riuscito a toccare?
Alcuni giorni fa una storia, documentata da un video, ha bucato, come si suol dire, i media. Un addetto alla pulizia della spiaggia di Campomarino ha colto una tartaruga Caretta Caretta nell’atto di deporre le uova. Ha filmato la scena e ha avvertito le autorità competenti perché l’area venisse protetta. Non è la prima volta, certo, che viene filmata una scena simile, e non si tratta neanche del primo nido sulla costa molisana di questa specie protetta, ma del terzo. Eppure questo video ha rivestito per me un valore particolare.
L’ho visto e rivisto più volte: si sente in sottofondo il rumore delle onde e sembra perfino di sentire, a tratti, il respiro emozionato dell’operatore del mare. Un evento che si ripete immutato da millenni, mamma Tartaruga sa quando le condizioni della sabbia sono ideali, sa che la fase lunare è quella giusta, con la sua sapienza antica ha calcolato il declivio perfetto affinché i piccoli possano correre veloci verso il mare per sfuggire ai predatori. E per affidarsi al mare, come ha fatto la madre, dopo la deposizione. Che potenza, che meraviglia, che perfezione!
Nell’era digitale, in un mondo dove si scarica una app per qualsiasi problema o solo incombenza, con il pericolo di essere soppiantati da macchine, robot e Avatar, con l’IA che di intelligenza emotiva non ha niente, dove il ‘fattore umano’, (Graham Greene docet), deve lottare per non venire calpestato, arriva la tartaruga a due passi dalle nostre case. All’oscuro di tutti gli orpelli tecnologici che a volte aiutano, ma spesso distruggono la nostra vita, seguendo solo il suo stupefacente orologio biologico e l’istinto, essa compie il proprio dovere per un fine che è al di sopra e al di là di tutto. L’incanto non è stato rovinato neanche dalle parole di un naturalista preoccupato per il futuro della specie. Noi restiamo muti, affascinati, quasi orgogliosi che la nostra regione sia stata scelta per la riproduzione, desiderosi di assistere (rigorosamente in video!) alla corsa verso il mare delle tartarughine, verso l’inizio della loro avventura nel ciclo vitale del pianeta. Troppe parole, anche le mie, per un evento e un video che parlano da soli, che ci toccano l’anima e ci mostrano che l’essenza della vita, di noi umani e dei nostri fratelli animali, è lì, preziosa, potente, intatta.
Annientarla sarà impossibile.☺
