Quale futuro per le mie pronipoti?
di Christiane Barckhausen-Canale
Pochi giorni fa è nata la mia seconda pronipote, Emilia. Mi hanno mandato una foto dove sua sorella Camila, che presto compirà 4 anni, la guarda con occhi grandi e pieni di tenerezza. Due ragazzine di madre messicana e padre tedesco che sono nate e cresceranno a Barcellona, dove anche Emilia parlerà fra pochi anni, come Camila, il tedesco, lo spagnolo ed il catalano e cresceranno in un ambiente multiculturale.
La foto delle mie pronipoti mi ha trasmesso una sensazione di pace, tenerezza e fiducia, ma poche ore dopo di averla ricevuta, la mia allegria e la mia felicità sono state sostituite da una crescente paura e preoccupazione, e da quel momento non riesco a dormire la notte.
Tutte le notizie che ricevo dal mondo mi fanno temere il peggio per Emilia e Camila. Il loro piccolo mondo è un mondo di pace, ma a poche centinaia di chilometri da casa loro c’è un mondo di decine di guerre regionali: in Africa, nel Medio Oriente ed anche in Europa. Gli adulti come i genitori delle due ragazzine sono bombardati ogni giorno da notizie che cercano di convincerli che il mondo ha bisogno di armi, sempre più potenti e sofisticate, ed anche le parole “bomba nucleare” sono state sdoganate, a distanza di solo 80 anni dalla catastrofe di Hiroshima e Nagasaki.
Camila è nata un giorno prima dell’invasione russa in Ucraina, e un giorno dopo la nascita di Emilia il presidente degli USA ha fatto conoscere il suo “piano di pace” per l’Ucraina, piano immediatamente respinto dai capi di Stato dei Paesi dell’Unione Europea. Macron e Stahmer e Merz cercheranno sicuramente qualsiasi pretesto per entrare in un conflitto diretto con la Russia, e se questo succedesse, tutto sarà possibile, anche una terza guerra sul territorio europeo, guerra che chiameranno “mondiale”
Ho pensato an- che, qualche volta, che dovrei convincere mio nipote Jonas e sua moglie messicana Alejandra a lasciare il nostro continente e trasferirsi in Messico, dove una donna fantastica, la ‘presidenta’ Claudia Sheinbaum, sta sviluppando la così detta Quarta Transizione, un programma che cerca di migliorare le condizioni di vita di milioni di messicani, in primo luogo milioni di donne. Ma in questi giorni il signor Trump sta preparando – ed in parte già mettendo in atto – azioni belliche contro il Venezuela, con il pretesto di voler combattere il narcotraffico. Ed il presidente degli USA ha anche espresso la sua intenzione di spedire forze armate in Messico per “aiutare” i messicani a farla finita con i cartelli dei narcos mexicanos. Solo ieri, la ‘presidenta’ messicana ha dichiarato che il suo governo è disposto a collaborare con i vicini del nord nella lotta contro il traffico delle droghe, ma che si deve anche combattere il traffico delle armi che arrivano nel Messico provenienti dal nord. E Claudia Sheinbaum ha finito il suo discorso dicendo che il Messico non tollera un solo stivale di un soldato straniero sul suo suolo.
Anche se il futuro di Emilia e Camila non sarà distrutto a causa di una guerra in tutta Europa o da una invasione degli USA in Messico, sono anche preoccupata quando penso al loro futuro in un mondo di pace. Mi domando se nei prossimi anni, crescendo, leggeranno dei libri o si faranno servire dalla Intelligenza Artificiale (IA) un riassunto brevissimo del Piccolo principe o dei racconti dei fratelli Grimm? Nella scuola scriveranno delle composizioni su qualche tema o se le faranno scrivere dalla IA? Il loro papà Jonas, quando aveva 8, 9, anche 12 anni, quando la famiglia celebrava una festa, si nascondeva in qualche angolo della casa o sotto un tavolo, per leggere. Jonas ed suo fratello Jasper sapevano cucinare quando avevano 14 anni, perché la loro mamma lavorava e studiava allo stesso tempo ed il papà se ne era andato via quando loro erano ancora piccoli. Ambedue sono stati abituati a vestire con cose regalate dalle amiche della loro madre che avevano dei figli un po’ più grandi. Non erano interessati all’ultima moda, non chiedevano il cellulare di ultimo modello, non passavano ore interminabili davanti al computer. Preferivano giocare con gli amici, esplorare la natura, gli alberi, le piante, gli animali. Passavano ore parlando con le amiche e con gli amici, ma anche con noi, quelli della generazione della loro madre, o della mia generazione. E amavano sentire le cose che raccontava la loro bisnonna Elfriede che aveva conosciuto il regime nazista e lo aveva combattuto con la sua unica arma: scrivendo articoli sulla vita nella Germania nazista e portando clandestinamente questi articoli a Praga, per essere pubblicati in quella città, per fare conoscere al mondo quello che succedeva in Germania.
Mi domando se i genitori di Emilia e Camila avranno la forza per crescere le ragazze in quel modo, in un mondo dove l’”Io” diventa sempre più importante del “Noi” e dove il mercato governa la vita di grandi e piccoli.
Con questi pensieri che non sono tanto ottimisti vi faccio gli auguri per il prossimo anno dicendovi che mi sento felice in mezzo a tutt@ quell@ che scrivono per la fonte e quell@ che la leggono.☺
