La casa nel bosco
13 Aprile 2026
laFonteTV (4253 articles)
Share

La casa nel bosco

Da quando abito in questa casa nel bosco, ho scoperto che non sono mai solo anche quando solo lo sono davvero. C’è sempre qualcuno che passa a controllare come sto: gatti selvatici impiccioni, tortore nervose, lucertole che prendono il sole. E poi lei: una volpe (non tutte le volpi sono cattive!). All’inizio compariva solo al crepuscolo, un’ombra arancione ai margini del giardino, prudente come chi sa che il mondo non è mai del tutto amico. La vedevo dalla finestra della cucina: il muso allungato, le orecchie tese, la coda come una virgola elegante. Le lasciavo un po’ di cibo avanzato. Lei arrivava, prendeva, osservava. Ci ha messo un po’ a fidarsi. Del resto, anche io. Col passare dei giorni ha iniziato a restare di più. Mangia, poi si accoccola in un angolo del giardino, sotto un albero, dove l’erba è un po’ più alta. Chiude gli occhi, ma non li chiude mai del tutto: la volpe dorme in diagonale, come se fosse pronta a scappare anche dai sogni. Ogni tanto solleva il muso, ascolta un rumore lontano, poi decide che può rimanere.
È un onore, in qualche modo, essere stati scelti come luogo sicuro da un animale che per natura è delle soglie: vive tra il bosco e il campo, tra la notte e il giorno, tra il selvatico e il domestico. Non è mai del tutto da una parte sola. Forse è per questo che la sento così vicina: anch’io, da quando sono venuto ad abitare qui, mi trovo su una soglia. Non sono più città e non sono ancora del tutto bosco. Sto imparando, ascolto silenzi, scricchiolii, versi che non conosco e poi odori di terra e foglie bruciate. E la volpe che a volte arriva di corsa, annusa l’aria e si muove a scatti, altre volte procede lenta, quasi regale, come se il giardino fosse un salotto che conosce ormai a memoria.
Mi piace pensare che la sua presenza sia benedizione, sì perché finché la volpe viene, finché trova cibo e riposo qui, vuol dire che questo pezzetto di mondo resta abbastanza quieto, abbastanza integro da poter ospitare chiunque. E ogni volta che la vedo spuntare dall’ombra degli alberi sento una piccola, irragionevole gratitudine: vuol dire che, ancora, ha deciso che questo giardino è degno di lei. In fondo, quella volpe mi ricorda una cosa semplice: la casa non è solo dove noi mettiamo mobili, quadri, ma anche quel luogo dove gli altri decidono di fermarsi un momento. E ogni sera, quando la vedo addormentarsi nell’erba, comprendo sempre meglio che questa casa, non è soltanto mia: è, pian piano, di tutti quelli che osano fidarsi.☺

laFonteTV

laFonteTV