Il fantacalcio
“No, il 20 non posso proprio, ho l’asta del Fantacalcio” “Vabbè, ma che sarà mai?!” “Non puoi capire, è fissata da settimane e se provassi anche solo a chiedere un cambio di data, metterei in difficoltà altre sette persone” “Vabbè”. Queste sono le battute finali di una conversazione avuta qualche giorno fa, con un amico che organizza nel suo paese, a due passi da Campobasso, ogni anno in agosto un festival, e che mi aveva contattato nei primi giorni del mese scorso proponendomi di andare a curare la selezione musicale per la sera di giovedì 20.
Ho rinunciato a fare un dj set e ad un discreto compenso per l’asta del Fantacalcio; a questo punto chi legge è autorizzato a darmi del folle, soprattutto se non ha mai sentito parlare di Fantacalcio (seppur nel 2026 ormai, an- che solo per sbaglio, il termine dovrebbe essere diventato familiare in tutte le fasce di età e di reddito). Ormai da innumerevoli estati nei primi giorni di agosto, se avete in famiglia qualcuno che segue anche distrattamente il calcio, l’ attenzione è risucchiata quasi del tutto da un unico obiettivo: il Fantacalcio. Il gioco fu istituito nel 1990-91 da Riccardo Albini, un appassionato di videogame che durante un viaggio negli USA si interessò all’equivalente americano del Fantacalcio, il Fantasy Football. Albini e i suoi amici nel 1994 riuscirono ad attirare l’attenzione della Gazzetta dello Sport che lanciò il gioco su scala nazionale, facendolo proprio con il nome “Magic”, poi diventato ufficialmente Fantacalcio con il passaggio del marchio alla società Quadronica s.r.l. Il giro d’affari intorno a quello che era un semplice gioco ha portato la Lega Serie A ad acquisire quest’anno il 51% di Quadronica per circa 18 milioni di euro.
Breve momento di tutoraggio su come si gioca per chi non ne ha mai sentito parlare: ogni gruppo di amici forma una “lega” o un “campionato”, all’interno della quale ognuno impersona il presidente di una squadra. Ogni presidente ha un budget virtuale in fantamilioni e nel fatidico giorno dell’asta, tutti si ritrovano per battere il prezzo e l’acquisto dei giocatori di calcio reali che militano nella Serie A italiana. L’asta: l’asta del Fantacalcio gode di un’aura quasi sacra perché si tratta del momento clou dell’anno, perché da quella dipende l’andamento dell’intera stagione e può durare in media dalle 5 alle 8 ore. Il mondo si blocca, le persone che partecipano non hanno contatti con l’esterno. Alla fine, ognuno avrà una rosa di 25 giocatori; in ogni giornata del campionato, ogni “presidente” schiera il suo 11 titolare e un certo numero di riserve. Si gioca per sommatorie di punteggio e scontri diretti (questa spiegazione è complessa e ve la risparmio), quantificando i voti delle pagelle dati dai giornali sportivi più i bonus o meno i malus, (a seconda di cosa combina un giocatore in una partita, ad esempio, se segna si aggiungono 3 punti al voto in pagella, se viene espulso si sottrae 1 punto al voto in pagella e così via): alla fine del campionato, si può vincere un montepremi pattuito inizialmente, ma soprattutto, la gloria eterna. Fine del tutoraggio.
L’importanza di un gioco del genere risiede nel fatto di essere diventato nel corso degli anni un potentissimo ‘collante sociale’; si comincia da ragazzi, magari tra i banchi di scuola, e crescendo succede che perdiamo inevitabilmente di vista i nostri vecchi amici. Il Fantacalcio in molti casi è l’unico motivo che consente a gruppi di 10-12 amici di vedersi almeno 1/2 volte all’anno (ecco perché la data dell’asta è sacra e stabilita con anticipo), isolarsi dal mondo per qualche ora, raccontarsi come vanno le vite e di riassaporare un clima di spensieratezza e goliardia tipico degli anni della scuola e di un vissuto ormai alle spalle. Inoltre, il Fantacalcio ha trasformato un’azione completamente passiva come “guardo le partite e subisco quello che succede”, in un’azione attiva dove si è protagonisti di un’avventura, e grazie alla nostra abilità di acquistare e schierare i giocatori giusti, possiamo vincere o perdere la nostra partita e il nostro campionato.
A corredo di quanto scritto, consigliamo anche l’articolo presente sul sito Ultimouomo.com intitolato “Il fantacalcio spiegato da chi non lo capisce”, firmato da Ilaria Trame, di cui riportiamo un estratto: “I membri del mio gruppo d’inchiesta maschile (tutti verso, se non leggermente oltre, gli anni Trenta della loro vita) fanno il Fantacalcio da un range di tempo che va dai 7 ai 10 anni, e lo fanno per la maggior parte con un gruppo fisso di amici storici […] Un amico mi dice che il Fantacalcio ‘è la classica cosa che facciamo per mantenere vivo il rapporto, con la scusa guardiamo anche le partite assieme. Più di qualcuno di noi dice che continua a farlo così ci sentiamo qualche volta’”.☺
