Cantiere molise
5 Novembre 2026
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Cantiere molise

Da tempo immemore ormai il Molise ha un problema che non è mai stato soltanto quello delle strade, semmai soprattutto il modo in cui quelle strade hanno collocato la regione dentro la geografia dei collegamenti italiani: abbastanza vicina ai grandi assi da subirne il traffico, ma troppo lontana dalle autostrade per trasformare quella posizione in una vera opportunità di sviluppo.
Da cittadini di questa piccola regione ci illudiamo da anni che qualcosa possa cambiare, ma nei fatti non c’è ancora un’autostrada o quanto meno una strada a scorrimento veloce che attraversi il Molise da est a ovest, né un programma definito; ci sono tuttavia alcune recenti novità che potrebbero riaprire una lontana prospettiva sulla viabilità regionale. La prima è il collegamento veloce del Molise con la A1 Milano-Napoli attraverso il nuovo svincolo di Mignano Monte Lungo; la seconda è il nuovo accesso alla A14 Bologna Taranto nell’area del Trigno; la terza, la possibilità di tornare a discutere della Termoli-San Vittore. Tre interventi diversi, legati da una stessa esigenza: collegare la regione alla grande rete autostradale nazionale.
Passando in rapida rassegna le tre potenziali opere, partendo dal versante occidentale, il progetto del collegamento tra la Variante di Venafro e la A1 punta a creare un rapporto diretto con l’autostrada attraverso un nuovo svincolo a Mignano Monte Lungo, paese tra San Vittore e Caianello: la bretella si svilupperebbe per circa 13 chilometri, mentre il primo stralcio riguarda circa 5,6 chilometri ed è al momento il passaggio più concreto da realizzare, con un percorso progettuale già avviato e risorse individuate per la prima fase.
Sull’altro versante, quello orientale, c’è invece il nuovo accesso alla A14 nell’area del Trigno, tra Termoli e San Salvo, esattamente nel territorio di Montenero di Bisaccia. L’ipotesi prevede un collegamento in entrambe le direzioni con la statale 16, nell’area degli svincoli Trigno Est e Trigno Ovest: un intervento questo, nato soprattutto dalla necessità di trovare una soluzione alternativa dopo il crollo del ponte sul Trigno dello scorso marzo, ma che potrebbe avere una funzione ben più ampia una volta superata l’emergenza. Sarebbe la terza uscita autostradale in territorio molisano, se realizzata.
Infine, ultima ma non ultima, c’è la questione più ambiziosa ed annosa, quella della Termoli-San Vittore. Il collegamento tra l’A1 e l’A14 attraverso il Molise era già stato al centro di un progetto della società Autostrade del Molise, costituita proprio per portare avanti quell’operazione, società successivamente posta in liquidazione, così come la realizzazione dell’arteria stradale. Il vecchio disegno prevedeva un’autostrada vera e propria, per oltre 80 chilometri nelle configurazioni progettuali sviluppate negli anni, capace di attraversare il territorio molisano dando vita ad un’autostrada dei due mari.
Quel progetto era stato pensato in un sistema di concessione e project financing, con il ricorso al pedaggio come uno degli elementi del modello economico dell’opera, un apparato virtuoso di autofinanziamento della manutenzione della rete. Ed è proprio questo uno degli aspetti che tornerebbe al centro della discussione nel caso in cui la Termoli-San Vittore venisse ripresa: non soltanto come realizzare l’infrastruttura, ma anche come finanziarla e come gestirla. Il vecchio modello non può essere semplicemente riproposto oggi, perché costi, risorse e condizioni sono cambiate, ma il tema della sostenibilità economica dell’opera resterebbe decisivo.
Il punto, però, è più ampio della semplice realizzazione di una nuova autostrada, perché il Molise è già attraversato ogni giorno da una quantità significativa di traffico. Bifernina, Trignina, Statale 17 e Venafrana sono arterie sulle quali transitano automobili e soprattutto mezzi pesanti diretti verso altre regioni. È un traffico che il territorio sopporta, che incide sulla viabilità ordinaria, sui tempi di percorrenza e sulla manutenzione delle strade, ma che troppo spesso vede il Molise come un territorio da attraversare e non come una destinazione finale.
Il paradosso è proprio questo: il Molise è una terra di passaggio, ma finora ha ricavato poco o nulla dalla propria posizione geografica. Le grandi direttrici utilizzano il territorio locale per raggiungere aree e mercati diversi, mentre il beneficio economico diretto di questi flussi resta in larga parte altrove. Una rete autostradale capace di intercettare ed organizzare questi commerci potrebbe quindi cambiare anche questa prospettiva. Non significa che i pedaggi finirebbero automaticamente nelle casse della Regione: il modello di concessione e di gestione dovrebbe essere definito, ma un sistema autostradale a pedaggio potrebbe consentire al territorio di trasformare una parte del semplice transito in un ritorno economico e infrastrutturale, invece di limitarsi a sopportarne solo i costi e le conseguenze negative.
Il collegamento tra A1 e A14 inserirebbe infatti la regione in una rete trasversale più ampia, nella quale entrano anche i grandi assi dell’A16 Napoli-Bari a Sud e dell’A24 Roma-Pescara a Nord: non soltanto una strada per uscire dall’isolamento, ma la possibilità di collocare il Molise in una posizione diversa all’interno dei collegamenti del Centro-Sud.
Per quel che ci riguarda, gli effetti positivi si avrebbero soprattutto sul sistema produttivo: tempi di percorrenza più brevi e prevedibili significano trasporti più efficienti, maggiore accessibilità per le aree industriali, collegamenti più semplici con i mercati, i porti e gli altri distretti produttivi del Centro-Sud. Un’infrastruttura, da sola, non crea sviluppo industriale, ma può diventare una delle condizioni necessarie perché un territorio sia più competitivo e attrattivo per chi deve investire.
Concludiamo con il classico nostrano scetticismo storico, dovuto ai fatti, ma anche con un rinnovato ottimismo, date le recenti dichiarazioni ufficiali degli organismi regionali. Un’ultima nota, che sposta l’asse dal collegamento su gomma a quello su rotaia: Rete Ferroviaria Italiana, lo scorso 5 ottobre, ha concluso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori di adeguamento delle gallerie lungo la tratta Baranello-Campobasso, individuando l’operatore economico aggiudicatario.
Si tratta di un intervento strategico indispensabile per consentire il completamento dell’elettrificazione ed il conseguente ripristino del servizio ferroviario lungo una direttrice fondamentale per i collegamenti del capoluogo regionale, che vedrebbe, è proprio il caso di dirlo, la luce in fondo al tunnel e che potrebbe portare Campobasso ad avere nuovamente una stazione con treni in transito a tutti gli effetti, essendo ancora oggi l’unico capoluogo regionale italiano ad esserne privo. Sarà la volta buona?☺

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