fiom contro fiat
2 Febbraio 2013 Share

fiom contro fiat

 

Non ci si meraviglia oramai che molti sindacati – non tutti – abbiano smarrito il proprio ruolo di centro di contropotere all'interno delle aziende e di serio interlocutore delle istituzioni e delle forze politiche (si assiste ogni giorno alla firma di accordi sfavorevoli ai lavoratori: vedi accordo Pomigliano e Mirafiori, poi esteso a tutte le aziende del Gruppo FIAT, compresa l'unità produttiva di Termoli). Si ritiene che l’istituzione del sindacato sia fondamentale quale strumento di protezione dei lavoratori a tutti i livelli (all’interno delle aziende come nella contrattazione dei diritti a livello nazionale), ma in questa fase solo alcuni interpretano appieno il ruolo di difesa dei lavoratori e della democrazia consacrato dalla costituzione.

A questo proposito, come in tutte le vicende di generale e diffusa arrendevolezza, agevolata dalla crisi economico-finanziaria, principale arma di ricatto in mano alle imprese nell'attuale momento storico, nonché da una “base” (i lavoratori) sfiancata e indebolita dalla miseria, vi è chi, in nome della giustizia sociale e della propria storia, resiste e lotta in tutte le sedi per la difesa dei lavoratori, anche a costo di subire un plateale isolamento. Il pensiero corre veloce alla FIOM CGIL e alle battaglie che questa organizzazione sindacale sta combattendo nei tribunali – e non solo – contro la FIAT e il suo Contratto collettivo Specifico di Lavoro (CCSL), battaglie che, con particolare riguardo alla nostra Regione, la vedono vincitrice.

Si è chiuso nell'ottobre scorso il secondo processo per condotta antisindacale incardinato dalla FIOM Regionale del Molise contro la FIAT Powertrain Technologies Spa. Invero, a seguito della vittoria riportata dalla FIOM in Aprile per il riconoscimento dei suoi rappresentanti in azienda (rsa), la Fiat ha insistito nel tenere una condotta antisindacale ai danni della medesima organizzazione sindacale, andando a colpire stavolta la retribuzione degli iscritti alla FIOM, decurtata di circa trecento euro a partire da giugno 2012.

Ebbene, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Larino, Dr. Aldo Aceto, ha sancito l'illegittimità della riduzione unilaterale della retribuzione, attuata senza che fossero variate le condizioni di lavoro (mansioni, orario, ecc.) e, dunque, senza alcuna giustificazione se non quella di colpire gli iscritti alla FIOM e la FIOM stessa. Sostiene ancora il Giudice che agli iscritti FIOM erano stati applicati i miglioramenti retributivi previsti dal Contratto Collettivo Nazionale del 2009, anche se quest'ultimo non era stato firmato dalla FIOM, in quanto condizioni di miglior favore, principio generale dell'ordinamento giuslavoristico, di tal che il comportamento della FIAT nei confronti dei lavoratori iscritti alla FIOM ha natura direttamente discriminatoria, in quanto motivata unicamente dall'affiliazione a tale sindacato, ossia dalle convinzioni personali (art. 2, comma 1°, D.Lgs. 216/2003). È un dato di fatto, continua il Giudice, che in conseguenza dell'azione di FIAT ben 180 lavoratori iscritti alla FIOM su 200 abbiano revocato la propria iscrizione al sindacato.

Nel contempo i pochi, coraggiosi, lavoratori rimasti iscritti alla FIOM hanno promosso azione individuale per discriminazione, tuttora in corso, per ottenere la restituzione delle somme indebitamente non corrisposte e il risarcimento del danno non patrimoniale previsto dalla normativa antidiscriminatoria.

Gli autori di questo articolo, per spirito di appartenenza e perché ancora credono che il mondo si possa cambiare, sono onorati di aver patrocinato – e di continuare a patrocinare – le suddette cause e serbano nell'intelletto e nel cuore il monito di Martin Luther King: “Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”. Chi sa, deve intervenire e non assistere passivamente alle nefandezze.

Mentre dobbiamo constatare che, in quanto sopra descritto, nessun politico si è impegnato attivamente a fianco del sindacato e dei lavoratori discriminati, opponendosi alla tracotanza della maggiore industria italiana, con particolare riferimento alla realtà molisana abbiamo assistito all'assenza della politica, della quale alcuni esponenti si sono limitati, all'indomani delle vittorie giudiziarie, ad un formale plauso attraverso poche righe apparse su qualche giornale on line e il cui contenuto mal celava il tentativo di farle apparire come proprie vittorie, circostanza non irrilevante  in periodo pre-elettorale, volto più alla conservazione della poltrona che al reale ed intimo desiderio di fare gli interessi dei cittadini molisani, sbeffeggiati in tutta Italia ed in diretta tv a causa dei politici della loro regione, per la maggior parte privi di competenza, cultura e scrupoli.

Per contro noi plaudiamo alla FIOM e ai valorosi uomini e donne che hanno resistito – eroi dell'era moderna – e cercano di conservare un po' di dignità insieme al posto di lavoro e ai diritti conquistati in decenni di lotte e, per quanto su evidenziato, speriamo che tutti trovino un lavoro o lo recuperino se lo hanno perso, ma speriamo anche, alludendo al desolante panorama politico molisano, che qualcuno lo perda… ☺

 

 

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