A lezione dall’Uruguay
2 Febbraio 2014
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A lezione dall’Uruguay

Nella defunta Repubblica Democratica Tedesca c’era una frase pronunciata sul serio dai dirigenti, e molte volte citata satiricamente dalla popolazione: “Imparare dall’Unione Sovietica significa imparare a vincere”. Alla fine non è stata vera ed il Paese è sparito come è sparita l’Unione Sovietica. A me piacerebbe utilizzare questa frase dicendo “Imparare dall’Uruguay significa imparare a governare bene”, e sono sicura che questa è la pura verità. Lo stesso hanno pensato i dirigenti del giornale The economist, dichiarando quel piccolo paese sudamericano paese dell’anno 2013.

Presidente dell’Uruguay è dal 2010 José Mujica, chiamato con tenerezza “Pepe”. In Internet, su Wikipedia, possiamo leggere che è un uomo di 79 anni e che vive, da presidente, in una fattoria fuori Montevideo, guida un Volkswagen tipo “maggiolino” degli anni ‘70 e nel tempo libero un trattore. Dal suo appannaggio mensile di 15.000 dollari dona il 90% per organizzazioni non governative, e quando un barbone si presenta a casa sua, gli dà un posto per passare la notte.

Durante la dittatura militare nell’Uruguay, Mujica è stato in carcere per 14 lunghi anni, a causa della sua appartenenza al movimento guerrigliero tupamaros. Dopo che la democrazia fu ristabilita, alla fine degli anni ‘80, insieme ad altri compagni di lotta fondò il Movimento di Partecipazione Popolare che fa parte del Frente Amplio. Nelle elezioni del 2009 è stato eletto presidente con il 51% dei voti.

Come presidente dell’Uruguay ha depenalizzato l’aborto, e, poco tempo fa, ha legalizzato l’uso della marijuana. Questa droga adesso si può ottenere nelle farmacie, e questo è un duro colpo per il narcotraffico che ha perso una fonte d’introito. Gli abitanti dell’Uruguay che consegnano un’arma detenuta in casa alle autorità ricevono in cambio un computer. L’ultima mossa che ha fatto notizia è stata la sua offerta alla Bolivia e al Paraguay di stabilire un proprio porto sulle coste dell’Uruguay. Per capire il significato di questa mossa si deve sapere che il possesso di un porto è stato un sogno centenario di queste due repubbliche prive di accesso al mare.

Ma quello che più ha stupito l’opinione pubblica mondiale sono i discorsi pronunciati da Mujica, per esempio alle Nazione Unite ed in altre occasioni. Ai lettori de la fonte che usano il computer e sono in grado di capire lo spagnolo (cosa che per un italiano non è tanto difficile) propongo di andare su www.youtube.com per avere un’idea di questo oratore straordinario. Per gli altri c’è solo da sperare che qualche casa editrice italiana si decida a pubblicare questi discorsi. Penso che siano testi che si dovrebbero studiare nelle scuole europee, ed anche le TV italiane e tedesche – per fare un esempio – farebbero bene a dedicare un po’ più di attenzione a quello che succede fuori dei confini del nostro continente. La verità è che siamo troppo concentrati sui casini combinati dai nostri politici ma ci farebbe bene vedere che si può governare in un altro modo, che il mondo si può vedere in un altro modo e che le parole possono essere anche pietre preziose.

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