Apollinea bellezza
8 Giugno 2021
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Apollinea bellezza

Una importante opera di Gian Lorenzo Bernini, scultore dalle versatili  capacità e che nel Seicento ha completamente  rivoluzionato il mondo dell’arte.

San Sebastiano

Sono poche le informazioni su quest’opera destinata per la piccola cappella Barberini, dedicata al Santo, accanto alla basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma, luogo dove, secondo l’agiografia del Santo, il suo corpo fu rinvenuto nella Cloaca Massima (San Sebastiano, Museo Thyssen-Bornemisza, Museo del Prado, Madrid).

Dal punto di vista artistico è un’opera giovanile come il David (27 dicembre 1617) e risente dello stile e della formazione di Michelangelo: l’impronta stilistica richiama il grande genio del Buonarroti. L’opera coglie uno dei momenti di svolta nella formazione del giovane Gian Lorenzo  e segna l’indirizzo autonomo del suo stile rispetto a quello del padre. Il corpo si abbandona languido alla morte, ricalcando una certa impostazione michelangiolesca, come nella Pietà Bandini, che dalla seconda metà del XVI secolo e nei successivi diviene prototipo abituale anche in pittura.

Vincenzo Giustiniani aveva commissionato all’artista di terminare una statua non finita di Michelangelo, il progetto si arenò. Per il giovane Bernini, Michelangelo fu fonte di ispirazione, oltre alla pittura e alla scultura ellenistica, punto di riferimento essenziale, sia per la scultura come per l’architettura, attento scrutatore delle soluzioni tecniche michelangiolesche.

Bellezza apollinea

Il dramma del Martire è espresso con l’attenta morbidezza del modellato che ricorda la pittura correggesca e quella di Rubens, da pochi anni scomparso a Roma. Il modo con cui la luce sfiora la superficie non solo esalta l’anatomia, ma dona una qualità pittorica quasi palpabile. Per la prima volta una scultura del Bernini privilegia la visione  da un lato ben preciso, il destro, dal quale si può osservare lievemente l’andamento cadente del corpo del martire. Le forme morbide, la mano destra pendente, l’apatia perfetta, la testa cadente, il modellato dei capelli, lo sguardo attraversato dal dolore, stile inconfondibile di Michelangelo; la luce, carezza di delicata pietà. Nel corso della sua carriera Bernini curerà con particolare precisione la visione ottica delle sue creazioni, mostrando prospettive privilegiate.

La bellezza apollinea qui non solo è descrizione poetica di un dramma impresso nelle forma statuaria delle membra, ma richiama la limpidezza dell’anima inerte che fatica ad abbandonare tale bellezza. Fisico apollineo nel modellato, ricerca di una bellezza che il rigore della morte non riesce a deturpare, una bellezza tutt’altro che sensuale, che spinge lo spettatore ad un abbraccio, che scalda il freddo del  marmo.☺

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