Apprezzamenti o molestie?
8 Settembre 2018
laFonteTV (1945 articles)
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Apprezzamenti o molestie?

E così, mentre mangio carote davanti al pc, ho deciso di trattare un tema che non si tratta di certo mangiando carote. Ma ormai si fa tutto davanti al pc. Davanti al pc si giudica, davanti al pc si accusa, davanti al pc si commenta.

Navigando nel web, mi sono imbattuta in un video girato a Napoli in cui viene dimostrato cosa accade a una ragazza che, da sola, passeggia per le vie della città: “ciao bella”, “bellissima”, “sei stupenda”, “meravigliosa”,“che fascino, ragazzi”, “che eleganza”, “sono lentine o sono proprio gli occhi tuoi?”, “amore”, “stella”, “ti puoi fermare un attimo?”. Il tutto condito da baci, fischi e urla. Tra parentesi, la ragazza è vestita con un jeans, una camicia, una maglia e addirittura una sciarpa. Dico tra parentesi per evitare commenti azzardati di chi nutre pregiudizi, che per me invece un altro abbigliamento non avrebbe di certo giustificato tale comportamento.

La polemica si apre perché il titolo del video annuncia che la ragazza in questione ha ricevuto molestie. Sono dunque tanti i commenti che spiegano come le frasi sopra citate non sono che semplici complimenti. Qualcuno difende anche Napoli, dicendo che è una città bellissima. E quindi?

Il problema non è Napoli, bella o brutta che sia. Il problema è l’ignoranza, il problema è la cafoneria, il problema sono gli uomini. E anche quelle donne come una certa Poppy che commenta così: “ma lei non cammina per strada tranquilla… sculetta per provocare e attirare l’attenzione degli uomini…”. Evidentemente Poppy “complimenti” del genere non li ha mai ricevuti, perché vi assicuro che camminare per strada anche solo in jeans o tuta e sentirsi chiamare “vita cuore battito” ogni tre metri non è per niente piacevole.

Che poi si inizia col sorridere davanti ad “uomini” che approcciano in questo modo le donne e si finisce col difendere quelli che le donne le picchiano, le violentano, le sfigurano con l’acido. O le seguono. É infatti con naturalezza che “MrItaliano1900” scrive: “dire bellissima e fischiare sarebbe una molestia? Questa è esagerazione, come l’introduzione del reato di stalking che non permette più corteggiamenti”. Ecco, così come quelle non sono molestie ma complimenti, lo stalker non è persecuzione ma corteggiamento. Complimenti, direi che il ragionamento non fa una piega.

Eppure “molestare” è definito nel dizionario come “recare molestia, dare grave noia e fastidio; infastidire con atti, parole, comportamenti indesiderati e sgradevoli”. Ed è addirittura un termine usato contro gli insetti: “essere molestato dalle zanzare”.

Quindi non mi pare che siamo noi donne ad amplificare sempre tutto, forse sono gli uomini a minimizzare ogni cosa, come quando dicono che se picchiano una donna è perché la amano. Ah sì? Peccato che io non la penso così. Peccato che io nel 2018 e da donna, sento che mi spetta ancora la libertà di vestirmi come voglio e fare ciò che sento. Di scegliere e sbagliare anche. Certo, ci sono comportamenti che noi donne potremmo evitare, ma che non giustificano quelli degli uomini. E mi riferisco, che so, alle ragazze ubriache in discoteca, ma non a quelle che escono di casa con un vestito. Perché se fuori ci sono 40 gradi, di certo non mi vesto con il burka. E il vestito che mi piace lo devo indossare senza preoccuparmi dei “complimenti” che magari mi faranno. Senza vergogna e senza paura.

Noi donne il rispetto ce lo guadagniamo solo se non ci sottomettiamo. Io, donna, devo potermi vestire come voglio e tu, uomo, devi rispettarmi. Pretendiamolo, il rispetto, perché rispetto è anche non aprir bocca se non si possono chiudere gli occhi di fronte ad una donna. La bellezza e l’indipendenza non possono, paradossalmente, limitare una donna. Non devono.☺

 

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