Associazioni e comunicazione
5 Maggio 2015
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Associazioni e comunicazione

In un periodo di grandi e continui mutamenti, che rischiano di stravolgere questo meraviglioso territorio per il quale noi tutti ci battiamo da sempre, diventa sempre più necessario fare quadrato.  E occorre un ulteriore sforzo per rendere ancora più incisive le nobili battaglie per la difesa del bene comune, persuadendo anche i cittadini meno “impegnati” a combatterle al nostro fianco, con l’ardore e la compattezza necessari a vincerle. Questo il punto di partenza dell’incontro organizzato da Libertà e Giustizia nelle scorse settimane, rivolto alle associazioni storicamente attive sul territorio molisano e incentrato su: tutela della salute e del territorio, sviluppo ed agricoltura sostenibili, informazione. Su quest’ ultimo punto, La fonte è stata chiamata a fornire un contributo, sulla scia dell’ entusiasmo manifestato da molte delle associazioni presenti riguardo al nuovo progetto editoriale che abbiamo annunciato nell’ultimo numero. E sul quale vogliamo tornare anche ora, convinti della necessità di condividerne e discuterne le strategie. Abbiamo così proposto all’assemblea una carta d’intenti, che riportiamo integralmente:

Nell’era della comunicazione di massa non risulta più efficace la mera convocazione di assemblee pubbliche di dibattito, troppo spesso deserte o frequentate dai soli attivisti. Se è vero che, grazie alle nuove tecnologie, è possibile contattare con facilità un numero di cittadini prima impensabile, di contro, rispetto al passato, è più difficile coinvolgerli attivamente. Questo perché è cambiato radicalmente il modo di comunicare ed è ormai indispensabile sfruttare tutti i canali disponibili, coinvolgendo i cittadini in tutte le fasi di una battaglia per la difesa degli interessi pubblici. Come?

Gli eventi che riguardino i temi condivisi dovrebbero essere organizzati di concerto dalle associazioni riunite. In questo modo si eviterà la ridondanza di più eventi che trattino un singolo tema e si otterrà un valore aggiunto da condivisione, elaborazione ed organizzazione di dibattiti che tengano conto dei diversi punti di vista e delle diverse esperienze maturate in decenni di lotte. Cosa ancor più importante, è fondamentale riportare i cittadini in piazza organizzando, a coronamento di un ciclo di dibattiti, degli eventi di maggiore portata rispetto ai convegni indoor, perché solo col sostegno di cittadini informati e attivi si possono vincere le battaglie per gli interessi comuni. Abbiamo avuto dei grandissimi esempi di mobilitazione in passato, dalle manifestazioni contro la Turbogas al blocco del progetto Gran Manze, passando per il grande concerto di Campochiaro contro l’impianto a biomasse. Per dirla con una massima: l’unione fa la forza, ma da soli si è destinati a “soccombere”. Non crediamo di avere di fronte quel popolo “docile e poco combattivo”, come descritto nelle relazioni preliminari di diversi impianti impattanti. Il vero problema è che la gente ha bisogno di chiarezza dei messaggi, di onestà e di soluzioni credibili. Caratteristiche che spesso mancano, tanto nel mondo della politica quanto in quello delle associazioni.

La comunicazione inerente le battaglie e le proposte dovrebbe essere gestita professionalmente, attraverso canali stabili. A tale scopo, La fonte offre alle associazioni riunite in questa rete uno spazio fisso nella nuova versione del sito web del giornale. Una sezione dedicata ad iniziative e proposte del mondo associativo si tradurrà in una pagina fissa, nonché in un richiamo in prima pagina, con notizie in flash. Il collegamento con i principali social networks garantirà invece la possibilità d’invitare i cittadini tanto a partecipare alle manifestazioni, quanto a fornire preziosi suggerimenti, auspicando così un loro coinvolgimento diretto che alla lunga porti ad un’attiva mobilitazione.

L’informazione ha bisogno di continuità e di approfondimento. L’azione di denuncia dev’essere necessariamente affinata, con la spiegazione tanto dettagliata quanto comprensibile dei problemi, pur tenendo conto di una considerazione di fondo: il pubblico viene bombardato costantemente da denunce fini a se stesse e ne esce sempre più spesso sfiduciato e disincantato. Una prima risposta a questo problema potrebbe essere la rappresentazione scrupolosa e obiettiva delle sfide da affrontare, con l’ausilio di servizi video di approfondimento, che permettano di “toccare con mano” ciò che accade. Per porre rimedio alla sfiducia dei cittadini, sarà altresì indispensabile offrire loro soluzioni concrete, da discutere e migliorare insieme. Non è più sufficiente sensibilizzare i cittadini sui problemi del territorio solo con brevi interventi nell’ambito di una conferenza o attraverso gli spazi che i mezzi d’informazione locale vi possono dedicare. C’è bisogno di un’ informazione continua, strutturata ed esaustiva, sfruttando anche il linguaggio audiovisivo laddove le questioni da spiegare risultino di difficile comprensione.

Un’assemblea permanente delle associazioni. Se sposiamo la logica della condivisione, dobbiamo lavorarci con una certa costanza. Sarebbe in tal senso auspicabile ripetere l’esperienza dell’ultima assemblea con una frequenza mensile. I primi incontri serviranno a riflettere sulle priorità comuni, che dovranno essere approfondite da La fonte. Una volta “a regime”, proponiamo di invitare i cittadini a dei dibattiti pubblici sugli argomenti caldi, in una sorta di talk show, nell’ambito del quale si confronteranno coi propri rappresentanti (nelle istituzioni e nelle parti sociali). Gli incontri filmati saranno un’occasione per coinvolgere anche chi non potesse prendere parte al dibattito, seguendo sempre la logica della massima partecipazione possibile. Siamo convinti che, col tempo, quest’assemblea possa trasformarsi in una Agorà fisica e virtuale.

Occorre un luogo fisico d’ incontro. La prima azione da mettere in campo è quella della richiesta a gran voce di quei locali pubblici che le due amministrazioni termolesi che si sono succedute hanno dichiarato di voler mettere a disposizione delle associazioni. Alla luce delle problematiche che l’intero territorio regionale sta vivendo, verrebbe da dire: “se non ora, quando?”. Ma da un primo colloquio col dirigente competente abbiamo appreso che il Comune sta ancora valutando l’idoneità dei pur numerosi locali inutilizzati e non si sa se e quando potrà assegnarne qualcuno. Di certo c’è solo che il polo di Via Cina, presentato più volte come un regalo alla cittadinanza e alla vita associativa, è risultato inagibile. Sarà l’ennesima cattedrale nel deserto? Sulle associazioni graverà ancora una volta il peso di un eventuale, oneroso affitto, in attesa di tempi migliori.

Nei giorni successivi all’invio di questo documento, abbiamo ricevuto il sostegno, i suggerimenti e la formale adesione di alcune tra le più importanti associazioni locali: Libera contro le mafie Molise, Libertà e Giustizia, Fondazione “Lorenzo Milani”, Comitato Civico Termolese, Pax Christi, AIAB Molise, Larino Viva e Ergo Sum.

Non è tuttavia precluso il dialogo con altre organizzazioni che vogliano aderire all’iniziativa in seguito. La linea editoriale sarà, come sempre, vocata alla massima condivisione e compartecipazione, nel solo rispetto di ciò che riteniamo un “vincolo di mandato” inscindibile: quello nei confronti dei nostri lettori.☺

 

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