Babbo natale 2116
4 Maggio 2017
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Babbo natale 2116

È l’anno 2116. S’avvicina Natale. In Via della Speranza, n.3, dove abita Babbo Natale, si guarda il calendario. Perché, un tempo, a dicembre Babbo Natale lavorava di più.

Un tempo girava per le case, sapeva già dove stavano i bimbi buoni da premiare perché l’Ufficio Bimbi dei Comuni, che erano i suoi committenti, gli mandava con largo anticipo gli indirizzi delle case da visitare. All’epoca, gli stessi committenti erano puntuali nei pagamenti sicché Babbo Natale non era costretto ad adire vie legali per farsi pagare. Tra i committenti c’era anche il Club Alpino Italiano nazionale, che gli versava una quota forfait per lasciare i doni nelle case di montagna dei soci che avessero figli in tenera età. Ma da qualche tempo le cose sono cambiate.

In peggio: la crisi economica morde le casse pubbliche come non mai.

Perciò, da almeno vent’anni i comuni non gli versano più nemmeno un cent. L’euro non è più la moneta comune di Eurolandia, essendo stato sostituito dal Monetone Universale, che è una via di mezzo tra il (vecchio) dollaro e la sterlina giamaicana. Attualmente, i committenti non pagano più nemmeno per i giochi ordinari, che so, palloni, bambole di pezza, pistole ad acqua, aquiloni.

Per di più, gli stessi Comuni sono stati aboliti dalla Riforma Speciale del 2040. Al loro posto, sono state istituite altre entità chiamate Comunéidi, nate da ciò che restava di precedenti Amministrazioni locali (Comuni, Province, Enti Acquedottistici, Consorzi di Bonifica, Industriali, Agrari). Nelle Comunéidi non si entra più tramite concorsi pubblici (aboliti con DPR del 2030) ma soltanto per raccomandazione. Perciò la popolazione è diventata (quasi) tutta disciplinata e diligente e molto ossequiosa verso i Capi politici e gli Alti Dirigenti dello Stato. Che esiste ancora, ma (scusate i giochi di parole) in uno … stato … assai confusionale.

Che c’entra Babbo Natale in tutto questo scenario?

C’entra, e come! Le precedenti Leggi sul Lavoro (Job’s Act, ecc.) sono state sostituite da una normativa denominata Call’s Act (prescrive che le nuove assunzioni nelle Aziende avvengano soltanto a chiamata diretta), ed ora Babbo Natale nessuno lo chiama più; s’è esaurita la capacità dei vecchi committenti di sovvenzionare doni per i bimbi buoni; infine – a seguito dello scioglimento di ghiacciai e nevai delle Alpi – nel 2099 lo stesso Cai ha chiuso molte Sedi nell’arco alpino. A causa di tutto ciò, Babbo Natale è diventato povero (e particolarmente malinconico).

Egli sta dunque, nell’approssimarsi di Natale 2116, seduto fuori dalla porta della sua casetta, aspettando che piova, nevichi, o semplicemente che faccia freddo. Perché, ormai, non fa più freddo almeno dal 2085. Anzi, il riscaldamento globale ha raggiunto ad inizio XXII secolo livelli estremi, sicché hanno cessato l’attività ditte storiche che producevano cappotti, piumoni, stufe elettriche.

A pochi giorni da Capodanno 2117, Babbo Natale sta seduto guardando il cielo, nella mai sopita speranza che qualche nuvola s’affacci all’orizzonte. Veste calzoncini corti ed una maglietta. Entrambi di colore rosso scarlatto, adornati con una riga bianca. Non ha nemmeno più la barba, divenuta intollerabile con il caldo. Porta soltanto un paio di lunghi baffi bianchi.

Sta leggendo un vecchio numero de la fonte, rivista un tempo stampata in un paesino d’una Regione all’epoca poco nota (Molise, che roba è?) poi assorbita nella macroregione Centro-Adriatica.

Come tanti, Babbo Natale è oggi disoccupato. Vive d’un modesto sussidio sociale. S’arrangia anche lui, come altri, vendendo (in nero) sogni a prezzi stracciati.

Sognare è una delle rare cose che costano ancora poco.☺

 

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