Bando sulle non autosufficienze
13 Luglio 2019
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Bando sulle non autosufficienze

Nei primi giorni di giugno gli ambiti territoriali della Regione Molise hanno pubblicato il nuovo bando FNA 2018 – Interventi In Favore Di Persone Con Disabilità Grave E Gravissima Assistite A Domicilio”, ossia un programma finanziato a livello statale e regionale (nella misura per l’anno 2018 di € 400.000), destinato ad alleviare i bisogni delle persone con disabilità non autosufficienti e delle loro famiglie residenti nel territorio della Regione Molise.

Gli interventi sono diversificati su tre programmi distinti: il primo destinato a persone con disabilità, adulti e minori in condizioni di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continuativa e monitoraggio di carattere socio-sanitario nelle 24 ore, 7 giorni su 7; il secondo destinato a minori con gravissima disabilità per la frequenza di corsi finalizzati all’acquisizione di competenze per l’autonomia personale e sociale; infine il terzo destinato ai Centri Socioeducativi Diurni per la realizzazione di attività sperimentali finalizzate al mantenimento delle capacità residue ed all’acquisizione di maggiori livelli di autonomia rivolte a soggetti con grave disabilità che hanno terminato il percorso scolastico e che frequentano la struttura.

Sta di fatto che nei giorni scorsi 12 formazioni sociali territoriali a tutela delle persone con disabilità hanno diffuso un documento condiviso per evidenziare le criticità del nuovo bando sulle non autosufficienze. Si tratta di associazioni storiche e radicate sul territorio come l’UICI o l’associazioni Mo.vi, di movimenti che hanno fatto la storia delle proteste degli ultimi anni come il comitato UGUALI, e di associazioni che tutelano esigenze particolari come quelle delle persone con disturbi dello spettro autistico. È la prima volta che un numero così grande di associazioni si riunisce per condividere una protesta e farsi sentire dal governo regionale.

Le associazioni hanno evidenziato che il programma attuativo non contiene alcun riferimento al progetto individuale della persona con disabilità di cui alla legge 328/2000, unico strumento in grado di garantire una presa in carico globale, continua ed efficace della persona con disabilità.

Per i destinatari del primo programma, inoltre, è stata introdotto per la prima volta come condizione di ammissione  la circostanza di aver conseguito un punteggio SVAMA compreso tra 11 e 18, con ciò di fatto escludendo i soggetti con punteggio inferiore a 11. Per i non addetti ai lavori, la Svama è una scala di valutazione multidimensionale che tiene conto delle condizioni fisiche della persona con disabilità, delle sue condizioni ambientali e sociali (volutamente non entriamo in merito all’appropriatezza dell’uso della SVAMA per le persone con disabilità derivanti da diverse patologie che producono effetti diversi su persone diverse).

Escludere aprioristicamente un soggetto con SVAMA 10 o inferiore significa togliere qualsiasi speranza di supporto sociale a persone con disabilità che, pur essendo riconosciute dalla legge persone con gravi disabilità ex art. 104 art. 3 comma 3 e pur essendo titolari di indennità di accompagnamento, non vengono ritenute comunque abbastanza gravi da beneficiare di ulteriori supporti sociali, tenuto conto del fatto che allo stato non vi è alcun finanziamento regionale alle legge sulla cosiddetta vita indipendente.

È stata inoltre evidenziata la circostanza che nel bando viene accomunata, senza alcuna differenza,  la condizione di disabilità derivante dalla anzianità/vecchiaia della persona rispetto alla condizione di disabilità presente dalla nascita, senza tenere conto del fatto che chi convive con la disabilità e la mancanza di autonomia di un figlio dalla nascita, ha altre esigenze (e molte meno energie fisiche e mentali) rispetto a chi convive con la disabilità di un anziano che ha lavorato una vita intera.

Con riguardo al secondo programma, destinato ai minori, le associazioni hanno evidenziato che quest’anno è stata introdotta, come condizione per l’ammissione al programma, la circostanza di aver prodotto le ricevute di pagamento relative agli interventi finalizzati all’autonomia effettuati negli anni precedenti. In sostanza, in questo modo si sono scaricati sull’anello più debole della catena (i bambini con disabilità) gli errori compiuti da coloro che invece dovevano tutelarli! Non era possibile trovare altra soluzione?

I sottoscrittori del documento hanno evidenziato che questa protesta, nata da una riflessione condivisa, è solo l’inizio di un percorso che porterà le associazioni firmatarie, e tutte quelle che vorranno aderire, ad incontrarsi per definire proposte di intervento concrete basate sulle esigenze delle famiglie con disabilità molisane: un’unica voce, composta dalle riflessioni di tutti coloro che condividono l’esperienza di convivere con la disabilità e di doversi scontrare quotidianamente con le istituzioni, attenta alle esigenze differenti di ogni componente.☺

 

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