Benessere in campo
Incontro Ilenia Nicchiniello, psicologa e psicoterapeuta, dipendente della cooperativa “Nuove prospettive” di cui fanno parte alcuni operatori del Centro di Salute Mentale di Campobasso. La incontro in qualità di istruttrice e facilitatrice del Progetto Benessere, un progetto di attività motoria nato nel 2011 in ottemperanza alle linee guida diramate dal Ministero della Salute in tema di benessere psicofisico legato alla salute mentale.
Lo sport in tale contesto, mi illustra Ilenia con entusiasmo e competenza, non a caso ha conseguito anche un master in psicologia dello sport, è di primaria importanza non solo contro la sedentarietà, ma anche per contrastare gli eventuali effetti collaterali delle cure farmacologiche e gli eventuali fenomeni di isolamento indotto dallo stigma sociale.
Il Progetto Benessere, vengo a sapere, consta di una fase teorica che riguarda l’educazione a un’alimentazione sana e corretta e di una fase pratica che si svolge al Camposcuola di Campobasso. È questo il volto del progetto che conosco bene in quanto assidua frequentatrice della medesima struttura sportiva. Questa parte… sul campo ha come obiettivi, dice Ilenia, l’acquisizione da parte dei partecipanti di confidenza con il proprio corpo e con il movimento, di consapevolezza del proprio sé corporeo e la proposta di un’attività svolta all’aria aperta che, come è noto, alza il tono dell’umore, riduce l’ansia e sprigiona energia. La fase del Progetto Benessere che si svolge al Camposcuola comporta numerosi vantaggi: poiché avviene in gruppo, ogni partecipante si fa strumento di stimolo e di sostegno per gli altri in un circolo virtuoso in cui, ne sono ammirata testimone, Ilenia e i suoi collaboratori, Michele Biondi, tecnico della riabilitazione e le infermiere Maria Grazia Panzera, Francesca Iafigliola e Grazia Spirito svolgono una vera e propria funzione di empowerment.
Durante l’ora di attività motoria, mi racconta Ilenia con calore, ogni partecipante si sente responsabile verso gli altri e di conseguenza si sforza di assicurare la propria presenza e il proprio impegno. Gli altri ci fanno da specchio, sempre, Ilenia precisa, e non possiamo che darle ragione. Gli effetti sono visibili, la mia interlocutrice risponde a una domanda specifica: gli stati d’ansia vengono mitigati, il gruppo diventa sempre più compatto e vitale, la costanza della partecipazione è alta, la sedentarietà viene bandita, sono aumentate l’autostima e la socialità, è migliorata l’immagine di sé dei partecipanti. Il progetto benessere ha, inoltre, generato un effetto domino: alcuni membri del gruppo hanno ripreso la bicicletta, altri giocano a calcetto o vanno in palestra o semplicemente scelgono di muoversi a piedi.
Al mio invito: “parliamo di sogni”, Ilenia risponde con l’approccio costruttivo che la contraddistingue. La partecipazione come gruppo alla Su e Giù, già realizzata in passato, va replicata. Altro obiettivo è una sempre maggiore autonomia dei partecipanti e il superamento dell’idea di sentirsi “diversi”. La collaborazione con il CUS, sottolinea Ilenia, ha permesso di rendere più agevole l’iscrizione per la frequenza del Camposcuola in nome di un accesso inclusivo pienamente raggiunto. L’unica criticità consiste nella mancanza di una navetta, ad esempio, o quanto meno di mezzi di trasporto che permettano l’arrivo alla struttura in autonomia.
Un sogno è che altri utenti del CSM aderiscano al Progetto Benessere, un’iniziativa che ha creato anche un gruppo di amici che si frequentano nel tempo libero. Ilenia conclude: “Siamo tutti in un senso o in un altro vulnerabili, la socialità e lo sport sono importanti per tutti, il confronto con gli altri cambia il modo in cui esprimiamo le emozioni, la condivisione è la chiave di volta del benessere”. Per tutti noi, precisa Ilenia Nicchiniello, e io concordo e auspico che il Progetto Benessere abbia… lunga vita.☺
