Chi ci governa?
11 Dicembre 2021
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Chi ci governa?

Lettera aperta a quanti nel natale vedono un segno di rinascita

Spesso a governare sono i peggiori perché troppa gente per bene preferisce non mischiarsi o stare a guardare. Con un apologo lo evidenzia Iotan, l’unico scampato a una strage familiare nel libro dei Giudici (cap. 9). A quanti stavano per eleggere come loro capo un uomo sanguinario dice: “Gli alberi dovevano scegliere il loro re ma né l’ulivo, né il fico né la vite accettarono e allora si rivolsero al rovo che, ben felice, apostrofò gli alberi ‘se in verità ungete me come re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra, se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano’”.

Se non fosse per salvaguardare la loro poltrona, i dodici consiglieri regionali di maggioranza terrebbero ancora a presidente quel tale Donato Toma che riesce ad essere comico anche nelle situazioni più drammatiche? Per due anni e mezzo, come un bambino capriccioso, ha sbattuto i piedi per diventare commissario alla sanità e adesso che ha il giocattolo non sa leggere le istruzioni per l’uso, mentre noi molisani ci ritroviamo con un debito di 1.650 euro pro capite e con pessimi servizi. Quante maschere ci sono negli armadi dei governanti nostrani per non farsi trovare mai impreparati alle più disparate comparse! Per eccesso di zelo o per la fretta non poche volte indossano quella sbagliata ma fa lo stesso perché i prodi seguaci sono pronti a ingoiare di tutto pur di ottenere, se non una sedia, almeno uno strapuntino da qualche parte. Dei volgari maghi, seguendo una stella, dopo varie peripezie, riescono a vedere in un bambino il salvatore del mondo; noi riusciremo a uscire dalle nostre sicumere per trovare persone valide che ridìano dignità a questo martoriato Molise alla mercé di gente senza scrupoli né spina dorsale? O dovremo affidarci a maghi e fattucchieri per curare la nostra salute?

A livello nazionale, è proprio necessario l’uomo della provvidenza con un piede alla presidenza del consiglio, l’altro alla presidenza della repubblica e il culo nelle banche? Per non parlare delle macchiette che ruotano intorno. Sentire di Berlusconi quale presidente della repubblica non come una volgare panzana ma come una possibilità la dice lunga sul degrado che ci attanaglia. A fare ancora carte sulla piazza c’è un Matteo Salvini che, dopo una pur resistibile ascesa, ha mostrato il suo lato tragicomico quando è emersa la bestia che lo dirigeva e ora in tutte le sue prese di posizione non ne azzecca più neppure una. Anche la bestiola che teneva al guinzaglio il Matteo fiorentino è naufragata in un mare giudiziario. E questo tale è il padre di quel renzismo che ha sedotto una parlamentare molisana, ritrovatasi alla Camera per caso, e contagiato politicanti sempre pronti a indossare livree che si svendono nei mercatini dell’usato. E che dire di quell’applauso così partecipato, risuonato al Senato in festa il 27 ottobre scorso, quando fu bocciato il disegno di legge Zan contro l’omofobia? Le destracce in combutta con i clerico-fascisti sono riusciti a scrivere una pagina veramente nera della nostra storia repubblicana ma non potranno impedire alle persone l’orgoglio di amare ed essere amati. Malfamati pastori, ai margini della vita sociale e politica della Giudea, al richiamo dell’angelo, si sono messi alla ricerca del salvatore e lo hanno incontrato in una stalla; non sapremo cogliere anche noi tra le persone comuni e non compromesse con l’andazzo dei tempi qualcuno che amministri la cosa pubblica con dignità e onore, che ci rappresenti dignitosamente, senza farci vergognare di come viene massacrato l’ambiente, reso inospitale anche per il pascolo e la seminagione?

A livello internazionale i grandi della terra fanno foto di gruppo, convegni sul futuro della terra e il riscaldamento globale, chiacchiere sul diritto di cittadinanza per tutti gli esseri umani e attuano politiche che farebbero passare per galantuomo anche Erode. “Ai migranti manca sempre di più lo spazio fisico stesso del migrare, per cui il destino di chi migra è di restare fermo, bloccato nei campi profughi o di detenzione di paesi terzi, di transito, anonimi, che non sanno né il ‘da dove’ né il ‘verso dove’ delle loro vite” osserva Luca Di Sciullo, presidente del centro studi e ricerche IDOS. Costruiamo dappertutto recinzioni e muri per proteggere le frontiere europee, lasciando incastrate tra Bielorussia, Polonia e Lituania frotte di migranti in condizioni disumane; finanziamo Libia e Turchia perché imprigionino e torturino sventurati in cerca di futuro anziché sognare un’Europa che sia inclusiva e generosa, un luogo accogliente e ospitale in cui la carità, la più alta virtù cristiana, superi ogni forma di indifferenza ed egoismo (papa Francesco). Prima che sia troppo tardi fermiamo gli Erode che ci governano, che si annidano nelle nostre coscienze a fisarmonica, se non vogliamo essere corresponsabili della carneficina che si sta attuando tra l’indifferenza generale. Non basta regalare qualche panettone per cantare tranquillamente il Tu scendi dalle stelle!

Un Dio che scommette sul nostro mondo, che si presenta con il volto di un bambino indifeso, che inizia una rivoluzione d’amore, non ancora conclusa, è antitetico alla rassegnazione e al quieto vivere. Il natale può diventare segno e inizio di rinascita e di impegno per spazzare via quanti governano per asservire anziché servire.☺

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