Ciao nonna
5 Maggio 2017
La Fonte (351 articles)
0 comments
Share

Ciao nonna

“Cara nonna, è arrivato il giorno che credevamo non potesse mai arrivare. Poche righe non bastano per racchiudere ciò che sei stata per tutti noi: la donna forte, coraggiosa e saggia che ha costruito una grande famiglia e ha lavorato duramente per sostenerla e mantenerla unita fino alla fine. Da te abbiamo appreso la generosità, l’accoglienza, la disponibilità verso il prossimo, l’esigenza della “porta aperta” che rende possibile la condivisione. Da te abbiamo imparato il rispetto e l’amore per la vita nonostante tu abbia dovuto affrontare grandi sofferenze che ti hanno indelebilmente segnata, ma tu non hai mai mollato e hai continuato a lottare per andare avanti, senza perdere il sorriso e amando tutti coloro che hanno avuto la fortuna di viverti. Tu eri la nostra casa a Bonefro, il luogo del giusto ritrovo odoroso di antiche fragranze. Tutti i nipoti sono passati nelle tue braccia; gran parte di noi ha vissuto la sua infanzia con te che ci hai deliziato con i tuoi racconti in cui folklore e tradizione, riti e religione, fede e superstizione si fondevano tessendo miti familiari e paesani dove la realtà perdeva i suoi confini per vestirsi di magico.

Tu eri per la gente la Rus’nelle che toglieva il malocchio segnando acqua e olio con la croce e recitando una formula misteriosa da rivelare solo la notte di Natale, ma avevi anche altri straordinari poteri che riservavi solo a noi: le dolci nenie che, come per incanto, ci conciliavano il sonno; i canti contadini sboccati o malinconici che alleviavano la tua fatica nei campi e che regalavi ancora a chi te li chiedeva; il fuoco dal quale bisognava tenersi a distanza per evitare ustioni; il ciambellone profumato che ci svegliava al mattino e di cui, tutt’oggi, ignoriamo l’ingrediente segreto che lo rendeva tanto alto e soffice…

Tu incarnavi quella che un poeta cileno ha espresso in versi: “Mia nonna era il ramo incurvato dalle nascite / Era il volto della casa seduto in cucina / Era l’odore del pane e della mela conservata / Era la mano che mescolava l’acqua e la farina…”

Andandotene lasci un vuoto incolmabile, ma noi proviamo a salutarti come volevi tu, sorridendo.

Ciao magnifica super nonna” (saluto di Sarah Porrazzo alla nonna).

Ci sono persone che nella loro semplicità e “sapienza dei piccoli”, sono capaci di evocare immagini, atmosfere, odori, sapori del proprio paese, del proprio passato; detentori di usi antichi e tradizioni che sanno trasmettere, diventano emblema dell’identità di un popolo. Questo è stata per i bonefrani Rus’nelle ‘Cole Rusine.

Vero è il detto: “Un anziano che muore, è una biblioteca che brucia”.

 

La Fonte

La Fonte