Come nasce il libro bibbia
22 Giugno 2019
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Come nasce il libro bibbia

Quando apriamo un libro, difficilmente ci capita di chiederci: ma quando è stato inventato? Chi ha pensato questa forma per primo? Proprio questo oggetto è strettamente collegato con la bibbia: prima di essa, infatti, la forma editoriale degli scritti era il rotolo (in latino volumen). I primi esempi di libro (il nome preciso è codice, dal latino codex/caudex che significa corteccia d’albero, in quanto rimanda alla copertina lignea che proteggeva il libro) nascono nell’ambito cristiano, soprattutto per la trasmissione degli scritti che costituiranno il Nuovo Testamento; nell’antichità si conosceva l’uso di materiale per scrivere fatto a mo’ di block notes, soprattutto nell’ambito del commercio: serviva per tenere i conti, per prendere degli appunti veloci, insomma aveva un uso sbrigativo. Perché i cristiani scelsero questo strumento così poco nobile per tramandare i loro testi?

Agli inizi della predicazione cristiana non c’erano i vangeli. Possiamo pensare però che i discepoli hanno appuntato soprattutto le parole di Gesù o alcuni racconti fatti dai suoi discepoli su materiale abitualmente usato per annotare delle cose come promemoria. Inoltre per evangelizzare ci si spostava su navi commerciali o in carovane a seguito di mercanti; gli stessi predicatori spesso appartenevano al mondo commerciale o della piccola imprenditoria (Paolo stesso era artigiano insieme con Aquila e Priscilla). Per molto tempo l’insegnamento di Gesù è stato affidato alla predicazione orale e anche dopo che i vangeli sono stati scritti, nessuno citava da un’opera scritta ma sempre dall’ insegnamento di Gesù tramandato dai testimoni. Lo scritto era secondario rispetto alla predicazione e l’unica Scrittura che si conosceva era quella ereditata da Israele. Le parole di Gesù, quindi, sono state scritte non su rotoli per essere pubblicate come libro, ma su questi block notes per aiutare la memoria; anche alcuni passi delle Scritture di Israele (che diventeranno il nostro Antico Testamento) sono stati appuntati per essere più facilmente consultabili su questo tipo di supporto (venivano compilate delle vere e proprie antologie di passi della Scrittura che erano letti come profezie riguardanti Gesù). È molto probabile, inoltre, che dal mondo commerciale è stato preso anche l’uso di abbreviare i nomi di Dio e di Gesù mettendoci sopra una lineetta, come si faceva con i numeri.

Questi elementi hanno portato in breve tempo a scegliere questa forma nuova per editare soprattutto i libri sacri ed in effetti tutti i manoscritti dei testi sacri cristiani fin dal secondo secolo sono tramandati in questo modo per distinguersi dagli altri: su libretti di papiro e con la costante abbreviazione dei nomi sacri. Spesso di quei testi sopravvivono solo dei frammenti ma sappiamo che si tratta di codici perché sono scritti su due lati, mentre il rotolo è scritto normalmente solo su un lato. Questa forma, inoltre, è risultata molto comoda per tenere insieme più opere, come ad esempio i 4 vangeli o le lettere di Paolo; la forma del libro, poi, permetteva a chi era in viaggio per predicare, di consultare facilmente uno scritto e di fare confronti fra un testo e l’altro; con il tempo, ha permesso addirittura di tenere insieme ben più dei vangeli o delle lettere, ma anche tutto l’Antico e il Nuovo Testamento, come viene attestato dai grandi codici biblici del IV e del V secolo d. C. Il formato del libro ha avuto un tale successo che dal V secolo in poi la forma del rotolo è praticamente scomparsa, soppiantata dal codice: solo gli ebrei, probabilmente per distinguersi dai cristiani, hanno voluto continuare a trascrivere la Scrittura su rotolo e tuttora usano tale forma nella liturgia.

La bibbia che oggi abbiamo in mente, cioè la raccolta di libri di diverse epoche in un unico volume, è nata quindi proprio nel IV secolo, e ciò è avvenuto per una decisione “politica”: l’imperatore Costantino, che ormai aveva scelto come suo Dio Gesù di Nazaret, commissionò ben 50 bibbie da donare alle diverse chiese di Costantinopoli. Solo la forma del codice poteva permettere la realizzazione di un tale progetto: di quelle bibbie forse solo due (secondo qualche studioso) sono arrivate fino a noi: il Codice Vaticano e il Codice Sinaitico i quali, in ogni caso, ci dicono che è proprio in quel periodo che nasce materialmente quel libro che noi oggi chiamiamo bibbia e con essa viene consegnato alla cultura umana il concetto stesso di libro, strumento attraverso cui si trasmetterà per i secoli a venire ogni forma di conoscenza: solo uno dei tanti esempi che dimostrano come la bibbia e il cristianesimo sono stati essenziali per la cultura umana e per quella dell’occidente in particolare. ☺

 

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