Consapevolezza
11 Aprile 2019
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Consapevolezza

Scrivo il 14 Marzo, mi ero promesso di non scrivere su questo argomento ma poi ho ceduto. Domani il venerdì più atteso dopo il black friday, perché in migliaia di piazze nel mondo si manifesterà per la Terra, sarà il FridayForFuture. Per molti, anche i media, sarà il giorno del risveglio ambientale, di una umanità perduta e di una nuova generazione di cittadini.

Da diversi giorni i giornali parlano di ambiente nelle primissime pagine invece che delle solite, il presidente Mattarella pare essersi svegliato nella paura di un mondo e futuro insostenibile, e l’ONU, nell’ultimo dossier, ora sembra preoccuparsi: parla che ogni anno ci sono nove milioni di morti per il clima cambiato e l’inquinamento in generale. E ventiquattro milioni sono le persone in fuga nel mondo a causa di alluvioni e siccità, solo nel 2016!

Domani (15 marzo) qualcuno scenderà in piazza a manifestare per il clima già cambiato e cercare di aprire qualche finestra al futuro (i portoni sembrano sbarrati); non avremo bisogno di chi tira rabbiosamente qualche sasso contro queste per romperle, ma piuttosto avremo bisogno di tante mani e cuori sensibili per aprirle e metterci i fermi per non farle richiudere.

Alle manifestazioni, come sempre, ci sarà una buona percentuale di manifestanti che non sarà interessata al tema del cambiamento climatico in atto, ma sarà contenta dello “spago” rifilato a scuola. Personalmente continuo a preferire le manifestazioni che si svolgono di pomeriggio, dimostrare agli “adulti” che si è abbastanza maturi per andare a scuola, continuare a imparare e a sognare un futuro migliore, ma allo stesso tempo lottare per un futuro migliore, sia esso nell’ambito scolastico che sociale. Come sempre ci sarà qualche ex giovane che semplicisticamente rimprovererà agli studenti lo “spago” a scuola, ma saranno quegli stessi adulti che hanno lottato poco e nulla per un futuro migliore, consegnandolo spesso ai “signorotti” di turno del contado. Loro sono cresciuti nella logica che il lavoro rende liberi (senza nessun riferimento storico) e, pur di lavorare, giustificano l’inquinamento del territorio, ammalano le nuove generazioni e mancano di prospettiva. Loro hanno fatto di tutto per far vivere l’ex ILVA, parlano di plastica nei mari ma spesso sono i primi a buttarla in mare, amano consumare il suolo per il cemento, loro che nel nome del dio guadagno hanno seppellito le regole del vivere civile.

Loro, che poco hanno saputo insegnare, sperano nei giovani di oggi per cambiare il mondo, anche se quando questi saranno “grandi” e potranno influire sulla società, sarà troppo tardi.

“Se da domani ci sarà consapevolezza, altri venerdì fioriranno. Altrimenti, buona passeggiata lo stesso. Ci si rimetterà in cammino nel prossimo secolo, magari a nuoto. Con l’acqua alla gola”. Ha giustamente scritto L. Fazio su ExtraTerrestre il 14 marzo.☺

 

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