Costituzione e sogni
31 Gennaio 2014
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Costituzione e sogni

Molti anni fa, condividendo lotte, guerre, dolori e passioni hanno scritto la Costituzione (atto costitutivo e statuto) della nostra associazione Italia (Stato); molte altre associazioni esistevano già sul territorio (paese Italia) funzionali al sistema precedente e furono sciolte. Furono costituite altre associazioni, garantite costituzionalmente e sostanzialmente funzionali ai partiti e ad interessi di parte, ma avevano il seme nuovo della Libertà, fondativa della Costituzione “grande”. In queste, s’imparava a fare il Presidente, il Segretario, il Cassiere, le Assemblee e a prendere insieme le decisioni con voto palese e talvolta segreto. Tutto questo, sostanzialmente, succedeva anche nelle sezioni dei Partiti, nel Sindacato ed altrove; si apprendeva la difficile arte dell’esercizio della libertà e ci si educava a rispettare le piccole e grandi regole condivise, anche se queste venivano prese a maggioranza.

La nostra “piccola” associazione aveva un suo nome, ma l’avevo deciso io. I nostri ragazzi/e (il popolo) lo avevano subìto. Allora venne organizzata un’assemblea perché il nome ci rappresentava… e i ragazzi/e ne proposero un altro, che venne votato all’unanimità (compreso io), con la precisazione che il nuovo nome ereditava il vecchio come figura ispiratrice e fondativa. Eravamo un gruppo, tanti ragazzi e ragazze con molti grandi e sognatori: facevamo paura per il grande entusiasmo contagioso che esprimevamo. Una sera, addirittura, nel parco riuscimmo a trattenere sino all’una di notte un migliaio di persone. Da quel gruppo, condividendo, nacquero altre associazioni perché era “cosa buona e giusta” che i ragazzi/e sperimentassero la loro autonomia.

Qualche anno fa, ho riscritto lo Statuto (Costituzione) della nostra “piccola” associazione aggiornandolo. Ero solo. Ragazzi e ragazze, ormai adulti e distratti dalle quotidiane occupazioni, hanno subìto e accettato senza neanche leggere. Forse anche i loro sogni erano passati nel cassetto dei ricordi adolescenziali. I verbali e le assemblee li facevo da solo, ma tutti erano d’accordo perché a loro interessava solo giocare e apprendere tecniche di sport diversi e variegati. Si andava e si va a giocare al parco (ormai abbandonato ad uno strano gioco di interessi trasversali) e poco importa se l’associazione “x” che gestisce il campo rilascia o meno un qualsiasi tipo di ricevuta. Non interessa che l’atto di concessione della gestione, scritta dal Comune, preveda controlli e verifiche del rendiconto annuale. Neanche il Comune ha mai richiesto un tale controllo, preteso nella scrittura di concessione dello spazio pubblico … sono tali gli intrecci tra interessi e disinteresse, che ormai le associazioni ed i partiti non fanno più paura ovvero non interessano più la base: chi tiene banco è chi occupa il banco degli interessi piccoli e nazionali nonché “le clientele”.

Non si chiamano più partiti, ma Associazioni e/o Partito di tizio o di caio che detta agende agli associati (Popolo) indipendentemente dai loro interessi perché, si sa, chi detiene le redini del potere e dell’economia comanda ed impone. Si elegge un Sindaco, che diventa Padrone e sovrano; poco importa che a Nord si riconosce il diritto alla coppia di fatto che viene declinato con etero o omosessuale e a Sud invece no. Talvolta accade il contrario, vedi il caso di Larino nel Molise, e ci fanno pure la retorica di una conquista sociale, come se i diritti siano ancora merce di scambio e di propaganda. In effetti, per farsi eleggere lo sono e come! Basta vedere le cronache di ieri e di oggi.

È l’Istituzione che deve garantire il Diritto. Facendo ciò, svolgerebbe semplicemente la propria funzione, eliminando la confusione tra Politica e Gestione. Il problema è: dov’è lo Stato di Diritto. La discriminante è il controllo sugli eventuali diritti derivati che continuano a fare con Leggi “motu proprio” e molto funzionali a loro medesimi. Domanda che mi pare legittima: “si può parlare di fastiscizzazione del potere?”

Che la Costituzione Italiana possa essere riformata, non ritengo sia un problema. Che ci siano parti che è necessario aggiornare, è indubbio, ma prima perché non si codificano le incompatibilità, i conflitti d’interesse, la riforma delle Camere, la riduzione dei Parlamentari, la riduzione degli stipendi di Parlamentari ed eletti nelle Regioni …? Cose condivise da tutti; molte già codificate, ma disattese o lasciate sedate. Caste, poteri, interessi e quant’altro sono e sono stati oggetto di interventi, interviste, libri che ormai assolutamente non è meglio se parliamo di calcio, evitando di intervenire sui denari a fiumi che vi si versano!?!

È necessario ridare voce, entusiasmo, fiducia ai sogni! Non lasciamo che lor Signori, di Firenze o di altra città del territorio Stato, facciano come vogliono. Riprendiamoci Costituzione e sogni☺

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