Cronistoria di Termoli
1 Marzo 2014 Share

Cronistoria di Termoli

In questi ultimi tempi, noi del nucleo storico del Comitato Civico Termolese, ci siamo spesso ritrovati a riflettere su un presente che è ancora gravido dei problemi, mai risolti, da noi affrontati nel primo decennio del terzo millennio, nella nostra città. Abbiamo cosi riletto documenti da noi prodotti, articoli di giornali e riflessioni solitarie pubblicate sulla rivista Il Ponte nell’inserto da noi curato I Termo/Lesi accorgendoci, quasi sorpresi, di avere per le mani un patrimonio scritto della storia contemporanea di Termoli e non solo. Un fatto unico nel panorama politico dell’intera regione.

Un tarlo si è insinuato nella nostra mente collettiva e si è tramutato nell’idea di donare alla città la testimonianza scritta di quella esperienza entusiasmante, all’epoca definita insorgenza civica, che coinvolse per la prima volta il protagonismo attivo di una parte consistente della popolazione termolese. Non a caso risale a quegli anni l’iniziativa dell’allora Vescovo Tommaso Valentinetti di convocare le varie anime di questa insorgenza invitandole a costituirsi in una Fondazione, nacque così la Fondazione Don Lorenzo Milani.

Oggi, questa sorpresa sta per  diventare un libro/archivio, un libro/documento, di circa 600 pagine, impreziosito dalla raffigurazione dei quadri di Enzo Botteri, il pittore termolese che ha saputo cogliere, come nessun altro, l’anima del luogo, un anima oggi profondamente ferita. Il libro è strutturato in 13 capitoli, ognuno dei quali descrive un aspetto ritenuto, dal nostro gruppo, vitale per vivere la buona vita in una comunità: 1 Strada del porto, 2 Cinema Adriatico, 3 PRG portuale,   4 PRG della città, 5 Centrale turbogas, 6 Libro bianco-Fondazione Don Lorenzo Milani, 7 Città dei cittadini, 8 Bilancio partecipativo, 9 Regolamento del referendum, 10 Giunta Greco, 11 Nucleo industriale, 12 Forum delle associazioni civiche, 13 I Termo/Lesi.

Questi aspetti e la loro consapevolezza designano, per noi, un nuovo modo di vivere la città. Non sono problemi da noi affrontati uno per volta, ma essi stessi si sono svelati, alla nostra attenzione, con la raffigurazione di una matriosca cioè uno infilato nell’altro. La gran parte di essi sono di una attualità sconcertante, esempi ne sono:

a) la mancata redazione del PRG che ha causato, e continua a causare, il disordine urbanistico della città (per ultimo vedi il caso della lottizzazione Blu costruzioni).

b) la mancata approvazione del regolamento sul referendum, voluto da tutte le forze politiche e osteggiato da tutte le forze politiche, paradosso di una classe dirigente incapace di concepire il bene comune, abbarbicata ai suoi piccoli interessi e chiusa nei suoi riti ormai desueti (vogliamo sperare che in massa, le classi dirigenti che si sono succedute negli ultimi anni alla guida del Comune non si ripresentino con le loro figure e personaggi ormai logori alle prossime elezioni amministrative).

c) il Cinema Adriatico simbolo architettonico e culturale della ricucitura tra il Borgo Vecchio e la Città Murattiana lasciato imbustato come fosse una istallazione dell’artista contemporaneo Christo, invece di restituirlo alla città con l’acquisizione della proprietà da parte del Comune.

d) l’assoluta mancanza di attenzione rispetto alla tutela della salute pubblica, sottolineata durante la lotta contro l’installazione della Turbogas e tramite la realizzazione del “Libro Bianco” sulle patologie tumorali (ancora oggi manca il Registro Regionale dei Tumori).

e) la totale assenza di un Piano Regolatore portuale in un porto regionale (esempio la localizzazione improvvisata e assolutamente inidonea dei cantieri navali che ha causato danni irreversibili, chi si occuperà dello smantellamento degli stessi?).

Tutto questo in un contesto che potremmo chiamare di deriva autoritaria. Le ultime amministrazioni comunali, da Montano a Di Brino passando da Di Giandomenico a Greco, si sono infatti caratterizzate per una accentuata concentrazione di potere nella persona del sindaco il che ha portato ad un esautoramento di fatto del consiglio comunale e alla mortificazione della democrazia territoriale. Non senza rammarico, va sottolineato in proposito come la giunta Greco, che doveva soddisfare la profonda domanda di cambiamento proveniente dalla società civile, ha clamorosamente disatteso queste aspettative.

Allargando lo sguardo a livello regionale ci accorgiamo che, a 50 anni dalla nascita della nostra regione, noi cittadini molisani non abbiamo né un regolamento regionale sul referendum, né una legge urbanistica regionale, proprio come nella nostra città. Due strumenti che attengono direttamente al controllo territoriale e alla democrazia partecipata dei cittadini e che stimolerebbero finalmente  una opinione pubblica molisana oggi inesistente, frammentata e costituita da interessi miopi di paese.

La nostra storia non si è mai fermata al perimetro delle mura di cinta di Termoli, consapevoli che una peculiarità territoriale o culturale investe l’intera comunità regionale e, se contestualizzata storicamente e culturalmente, può essere elemento per la costruzione del bene comune dell’intera regione. Esempio ne sia la lotta feroce contro la centrale turbogas non solo di Termoli ma anche di Venafro e Montenero: pure in questa lotta i cittadini sono stati lasciati soli da una classe dirigente irresponsabile e connivente con chi ha definito noi molisani poco reattivi, quindi meritevoli di tutte le nefandezze perpetrate sul nostro territorio.

Oggi chiediamo, all’intera popolazione della regione, di darci la possibilità di pubblicare questo libro attraverso la sua prevendita. Questo gesto, che definiamo di cittadinanza, potrà avvenire tramite l’acquisto di una cartolina presso la Libreria Il Ponte in C.so Nazionale a Termoli. Ringraziamo anticipatamente la sensibilità civica di chi vorrà contribuire, attraverso il suo gesto, insieme a noi alla stampa del libro.☺

Comitato civico termolese

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