deriva democratica
25 Febbraio 2010 Share

deriva democratica

Quando, tempo fa, autorevoli personaggi hanno fatto sentire la loro voce a difesa della democrazia italiana minacciata da provvedimenti e modi di fare di rappresentanti delle Istituzioni,  ho pensato ad una esagerazione di parte. Avevo sottovalutato il pericolo di un attacco alle basi e alle fondamenta della Democrazia.

Le vicende estive, i bavagli alla stampa, i messaggi trasversali di matrice mafiosa, le conferenze stampa autoreferenziali fanno oggi dell’Italia una democrazia di tipo America latina.  L’Italia ha oggi un grande problema a presentarsi come Nazione credibile al mondo, dopo le bordate alla stampa, i provvedimenti contro gli immigrati, le allegre feste in villa o le notti passate con escort e altra merce. Non siamo considerati credibili, siamo osservati quasi con sospetto.

Chi ci governa ha un rapporto difficile con la democrazia, che non consiste solo nelle elezioni e nel prendere voti. La democrazia è un sistema di istituzioni e di poteri distinti che devono rimanere separati. Sistema giudiziario e legislativo devono essere indipendenti. In una democrazia serve soprattutto una stampa libera che controlli i poteri.

In Europa le classifiche elaborate in merito alla libertà di stampa collocano l’Italia in posizione medio-bassa: un dato, questo, che dovrebbe far riflettere e non spingere a posizioni preconcette.

La vicenda Boffo ha traumatizzato molte coscienze ed ha dimostrato come si può distruggere una persona. Gianfranco Fini, che ha provato ad uscire dal coro, è stato immediatamente intimorito e fatto oggetto di una campagna diffamatoria per il solo fatto di aver messo in discussione il “re-fantoccio” che si circonda di una corte di adulatori che non vogliono perdere assolutamente i favori e i vantaggi derivanti da un sistema amorale, frivolo e antidemocratico.

Da una analisi attenta della nostra nazione e che non poggia sufantomatici sondaggi  emerge un Paese deluso, una democrazia indebolita psicologicamente, alle prese con una crisi che difficilmente può essere analizzata partendo da punti di vista opposti, l’ottimismo e il pessimismo.

In un contesto sociale e politico conflittuale e diviso il ricordo dei comportamenti dei padri della Patria è ancor più pregnante. Molti citano e si appellano ad Alcide de Gasperi, ma forse non hanno mai letto un suo scritto e certamente non conoscono lo stile di vita basato su una indiscussa fedeltà ai valori umani e cristiani.

Di fronte a questa nostra Nazione che arranca nell’indifferenza generale non occorrono governanti di cartapesta circondati da veline, ma uomini coraggiosi, onesti e moralmente irreprensibili.

La Chiesa sembra essere uscita dal torpore che per lungo tempo l’ha avvolta e sta richiamando i cristiani ai principi fondamentali e ad un serio esame di coscienza: com’è possibile sostenere posizioni politiche in netto contrasto con i principi evangelici? Oggi più che mai dobbiamo avere il coraggio di pronunciare parole di verità, senza balbettii, smettendola di pensare solo a galleggiare.

Il Papa in più circostanze ha invitato i cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà, pensando ad una famiglia umana al passo con i tempi. Di qui l’impegno sociale e politico e l’impegno per la persona. Messaggio forte che avrebbe dovuto scuotere le coscienze.

Forse siamo ancora troppo distratti dalle vacanze estive o forse l’indifferenza è tale che non ci stiamo rendendo conto della deriva democratica di un governo che sta ridicolizzando gli Italiani nel mondo, a causa di scelte che offendono la morale, le persone e la civile convivenza.☺

mario@ialenti.it

 

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