don pino puglisi  a cura della segreteria regionale di Liber Molise
3 Settembre 2013 Share

don pino puglisi a cura della segreteria regionale di Liber Molise

 

Il 15 settembre del 1993, il giorno in cui compiva 56 anni, nel quartiere del Brancaccio a Palermo, don Pino Puglisi veniva assassinato dalla mafia palermitana perché l’impegno civile ed evangelico del prete palermitano aveva dato (e dava) fastidio alla mafia cittadina.

Infatti, la costante condanna dell’agire mafioso,  le accuse di contiguità della classe politica cittadina e regionale con l’ambiente corrotto del malaffare, le omelie quasi sempre orientate a mettere in risalto la responsabilità del ceto dirigente per il degrado civile ed etico che stava attraversando in quegli anni la società palermitana, hanno rappresentato il motivo primario che ha causato la sua uccisione.

La squadra della morte era composta da sette uomini; coloro che si avvicinano a don Pino Puglisi alle ore 20.40 del 15 settembre 1993 sono Grigoli e Spatuzza. Chi gli spara un colpo alla nuca, dopo averlo chiamato con il suo nome, è Grigoli, che così ha raccontato un particolare dell’omicidio al pm Matassa: “Io non dimenticherò mai il sorriso sereno di don Pino Puglisi mentre il medico legale mi indicava il foro d’entrata della pallottola che lo uccise. Era il sorriso di colui il quale aveva scelto e abbracciato la sua fede e con rassegnazione aveva accettato il suo destino con l’estremo sacrificio”.

Il cardinale Pappalardo così – tra altre riflessioni – si  è espresso nell’omelia: “Padre Puglisi è stato ucciso per aver avuto fame e sete di giustizia divina e umana. (…) Come gli antichi profeti, don Giuseppe era una sentinella di Dio in una trincea avanzata (…)” – in Mario Lancisi, Don Puglisi – Il Vangelo contro la mafia – Edizioni Piemme, 2013, Mi -.

A cura della segreteria regionale

di Libera Molise

 

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