D’un tratto
14 Novembre 2022
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D’un tratto

Questa signora che dorme anche cent’anni,

pochi spiccioli, o nel seme, nelle storie gotiche,
t’ignora per lunghi tratti poi appare sul fianco.
D’improvviso scopri che è viva e vibra
e t’imbocca (latte e vertigini) fino alla porta

sacra ti sputa altrove e ti bacia e soffia sale
questa signora che scende scale come regina
– regina bianca – di cera, senza carne.
Spina che declina in petali di carta.
Questa signora di pietra

che bagna con mirra l’ultimo amore
immagina (forse) la chimica dei giorni
e della neve conosce solo il buio.
Ogni dove s’affaccia come secchio dal pozzo
e mentre slaccia calzari per chiedere l’ora
si china per toglierti il cuore dal petto.
Questa signora col cappellino a fiori
in tasca il revolver e una nuvola d’oppio.
È un attimo la resa e l’esatta collocazione
non sarà Sirio né il settimo sigillo di Bergman
ma il fruscio d’un getto di stagno sul legno.
– Nostra signora d’evoluzione orizzontale –

nell’eterno delirio nel materno rigetto.
D’un tratto. Strappandoti l’anima.

 

Come la sorte in un giorno di sole.

 

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