E luce fu
2 Gennaio 2014
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E luce fu

“La Regione, al fine di superare le criticità conseguenti agli eventi sismici del 31 ottobre 2002 e per consentire il progressivo ritorno alla normalità della vita delle popolazioni colpite, ed a seguito della sospensione dal gennaio dell’anno 2010 delle agevolazioni tariffarie concesse dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas a favore dei residenti nei villaggi provvisori, concede un contributo finanziario, a parziale copertura delle spese riferibili alla fornitura di energia elettrica, a coloro i quali alla data di approvazione della presente legge occupino ancora le strutture abitative dei villaggi provvisori”. Così recita l’art. 1(Finalità) della Legge regionale 23 novembre 2010 n. 19 intitolata “Misure a favore dei residenti negli alloggi provvisori realizzati a seguito del sisma del 31 ottobre 2002”. La “leggina” (5 articoli), voluta ed approvata dall’affollato “parlamentino” di allora, è stata applicata, quindi finanziata, una sola volta: per erogare il contributo previsto relativo all’anno 2010. Ad oggi nonostante le “nobili” finalità enunciate, i destinatari, per la maggior parte anziani e pensionati al minimo, attendono i rimborsi di tre annualità.

I beneficiari, terremotati e vittime del Modello ricostruttivo, oltre a sopportare i disagi connessi al vivere in casette “provvisorie”, ormai scadute, ed i ritardi burocratici, subiscono questa ulteriore presa in giro del contributo-rimborso. Riesce difficile, quasi impossibile, al terremotato che quotidianamente, da 10 anni, vive la precarietà comprendere la ragione di questa specie di pena accessoria somministrata da chi dovrebbe, se non risolvere, quanto meno alleggerire la tragica situazione.

Persino le ravvicinate (2011-2013) elezioni regionali, che solitamente scatenano campagne e propagande elettorali fatte di elargizioni e concessioni, si rivelano incapaci di far giungere a destinazione i sospirati e dovuti contributi.

Va osservato e considerato che, nonostante la drastica riduzione (da 30 a 20) dei consiglieri regionali e l’annunciata abrogazione del famigerato art. 7, permane la difficoltà di reperire fondi per finanziare una legge finalizzata ad alleviare una insostenibile situazione concreta; nel contempo si riesce invece con estrema facilità a stanziare fondi ed erogare somme per portaborse virtuali agli ignari rappresentanti regionali. L’importo mensile destinato ai portaborse fantasma, accreditato a 16 consiglieri, non solo supera i 39.000 euro – come risulta dall’atto mostrato dalle Iene – ma sicuramente supera abbondantemente i costi di un semestre dovuti per i consumi energetici dei malcapitati.

Spettatori inermi di questo agire, che sovverte ogni logica e punta a minare la natura delle cose, assistiamo alla rappresentazione che il privilegiato, inconsapevole e soprattutto senza alcuna giustificazione, riceve il superfluo da un lato e che lo sventurato dall’altro, dopo aver anticipato le somme e diligentemente prodotto le  varie “cartuccelle” richieste, attende – essendo stato anche buono – nella “propria” capanna l’arrivo della Befana.

Né le ripetute sollecitazioni, né la conversione in legge del cosiddetto decreto del Fare, che opera tagli sulla bolletta a vantaggio di tutti i consumatori, riescono a far percepire all’intelletto dei nostri amministratori l’insita priorità dell’erogazione dell’atteso contributo che, invecchiato, congelato e ben conservato nelle stanze della Politica, giungerà ai tenaci e speranzosi elettori, prossimamente a carnevale con una slitta trainata da Iene… mascherato da premio. ☺

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