Fumetti… e dialetti
5 Gennaio 2026
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Fumetti… e dialetti

Tutti pronti, il prossimo 17 gennaio, a festeggiare anche nel 2026 la Giornata nazionale dei dialetti e delle lingue locali insieme a… “Topolino”? Il celebre giornalino a fumetti celebra infatti per la terza volta la ricchezza linguistica della nostra penisola.
La storia che apriva il numero 3608 del 17 gennaio 2025, Zio Paperone e il PDP 6000 (su un nuovo antifurto ideato da Archimede per proteggere dalle mire della Banda Bassotti il Money Bin, il Deposito più famoso del mondo), era stata scritta in quattro versioni alternative: catanese, fiorentino, milanese e napoletano, distribuite nelle edicole della zona regionale di competenza linguistica. Il pubblico nel resto della penisola, incluso quello del Molise, ha potuto leggere la storia in lingua italiana, con la possibilità di ordinare le versioni dialettali online oppure nelle fumetterie sparse sul territorio. Le disavventure di Paperone in dialetto hanno riscosso un tale successo che, complice anche un certo campanilismo regionale, i lettori hanno cominciato a chiedere storie in altri dialetti. Così, a distanza di qualche mese, un altro fumetto, Topolino e il ponte sull’oceano, è stato tradotto in barese, romanesco, torinese e veneziano nel numero 3619, e distribuito nelle regioni di riferimento il 2 aprile del 2025. Arriva ora l’attesa terza tranche: nel numero 3660 Topolino tornerà infatti a parlare nel dialetto di Calabria, Emilia Romagna, Liguria e Valle d’Aosta (l’uscita è prevista per il 14 gennaio 2026, ma i pre-order sono già aperti).
Anche quest’anno, come sopra accennato, l’iniziativa cade in concomitanza con la Giornata nazionale dei dialetti e delle lingue locali, istituita nel 2013 dall’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia), per sensibilizzare comunità e istituzioni all’importanza di tutelare questi beni immateriali, in linea con gli intenti di protezione UNESCO del patrimonio culturale. Ogni dialetto è infatti espressione identitaria di una comunità, scrigno di saperi da valorizzare per conoscere il passato e mantenere vive le nostre radici.
Per tradurre le storie di Paperone e Topolino, Panini Comics si è avvalsa della collaborazione di Riccardo Regis, Professore ordinario di Linguistica italiana dell’ Università degli Studi di Torino ed esperto di dialettologia italiana, che ha a sua volta coordinato un team di linguisti, ciascuno specializzato in un dialetto. Al progetto è stata dedicata anche una speciale cover tricolore realizzata da Andrea Freccero. Quasi a ricordarci che, al di là delle caratteristiche comuni a varietà diverse che identificano uno stesso tipo dialettale, è impossibile calcolare il numero dei dialetti che attraversano la nostra penisola. Ma poiché, a differenza di quanto avveniva un tempo, essi non vengono più insegnati con regolarità ai bambini, e il loro destino è quello di essere via via meno usati e compresi, i fumetti rappresentano una fondamentale attività di trasmissione intergenerazionale al pubblico dei più piccoli.
Il direttore di “Topolino”, Alex Bertani, si era solennemente impegnato lo scorso anno a ripetere l’esperimento, nel caso il progetto avesse raccolto il gradimento che lui si aspettava. In attesa che una storia venga presto tradotta anche in molisano, non si può intanto non rivolgergli, per questa encomiabile iniziativa, le parole di Paperone ad Archimede (e per non fare favoritismi, il dialetto sarà quello che è alla base della nostra lingua nazionale, ovvero il fiorentino): “Però, via: bisogna te lo dica: anche te tu mi dai una bella mano”!☺

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