giochi di potere
2 Marzo 2011
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giochi di potere

 

L’Italia di oggi è tornata indietro di qualche millennio: alla decadenza dell’Im- pero romano quando i  ducetti  del posto, arricchitisi rubando a destra e manca, erano dediti ai vizi e avevano perso ogni decoro e moralità.

Si vuol far passare la critica alla situazione di degrado morale e depravazione di chi sta al Governo come la campagna di alcuni puritani o di chi guarda dal buco della  serratura. Siamo coperti di vergogna a livello internazionale, perdiamo credibilità, non esiste alcuna azione di governo e il depravato “psiconano” lancia strali contro la magistratura, deride le Istituzioni, delle quali dovrebbe essere il massimo garante, manda in avanscoperta i suoi molteplici stipendiati che oggi fa pagare allo Stato in quanto con la legge elettorale in vigore i ducetti fanno eleggere chi vogliono.

Pensate che con una legge elettorale vera, restando in zona, la De Camillis sarebbe mai stata eletta deputata? Che il grande avvocato Ghedini avrebbe preso un voto da un elettore? Dovremmo prendere esempio dall’Egitto e scendere in piazza per cacciare dall’Italia un uomo che ha infangato il nome di tutti noi, abusato di tutto per arricchirsi, uno che in qualsiasi parte del mondo sarebbe in carcere a scontare le pene per i reati commessi.

Le Istituzioni democratiche reggono grazie ai puntuali e precisi interventi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che per stile, competenza, compostezza sembra essere di un altro pianeta, tanto è superiore alla pletora di personaggi che gira intorno al signorotto il quale, evidentemente, fa tanto uso di sostanze stupefacenti che ha cambiato totalmente i tratti somatici.

In una situazione del genere le opposizioni dovrebbero trovare terreno fertile per proporsi al governo del Paese. I sondaggi dicono che il popolo italiano sarebbe ancora disposto a votare Berlusconi in mancanza di un programma chiaro e di un leader che dia garanzie. I leader delle opposizioni continuano i loro piccoli tatticismi e non trovano il coraggio di mettersi intorno ad un tavolo e pensare veramente al bene dei cittadini e della nazione, elaborando un programma credibile ed attuabile, dando spazio alla legalità e alla giustizia. Trovino o, meglio, troviamo la forza di abbandonare gli egoismi e dando voce al popolo si individui il modo per scegliere un leader che ridìa in primis dignità alla nostra Nazione. La battaglia è quella di far vincere le forze sane con la speranza che ripartano azioni per le famiglie, per i giovani, per le piccole comunità, per il lavoro.

La fotografia delle realtà locali non cambia rispetto a quella nazionale: mancano idee e programmi e chi paga sono sempre gli stessi. La crisi economica sta falcidiando i più deboli, le famiglie monoreddito con figli, le piccole aziende. E dai provvedimenti  governativi e regionali non arrivano spiragli. La finanziaria regionale non prevede alcun intervento strutturato anzi, aggirando le norme, prevede solo la stabilizzazione di un certo numero di co.co.co.

In un momento di crisi generale il presidente del Consiglio regionale apre una sede di rappresentanza a Termoli e chiama nel ruolo di segretario la moglie del vicesindaco di Campobasso con la speranza di avere i voti nella prossima campagna elettorale. Pochi parlano dell’assessore ai trasporti e alle politiche della casa, ma è quello che ha fatto più danni di tutti in questi anni. Paghiamo fior di denaro alle ferrovie dello Stato per aver un servizio pessimo, con vetture che sono da terzo mondo e con il rischio concreto per i passeggeri di prendere anche qualche malattia. Sul piano ambientale stiamo adottando provvedimenti che faranno del Molise la pattumiera d’Italia; mentre a chiacchiere si vuole promuovere la filiera corta, la tutela delle tipicità, lo sviluppo delle piccole realtà. Per ora ha vinto la logica dei soldi e il Molise rischia di essere, nel futuro, uno spazio inquinato. Pochi parlano, molti osservano con la speranza che siano gli altri a risolvere il problema.

Per le elezioni regionali il centrosinistra sta pensando ad un’unica cosa: come dare certezza  a Danilo Leva e a Roberto Ruta di essere eletti. Che poi Iorio, in questa situazione, vinca con percentuali bulgare a loro non interessa affatto. L’importante è che riscuotano l’indennità mensile molto alta. A proposito di indennità: ma la proposta di legge di riduzione che fine ha fatto? Danilo Leva, promotore della proposta, perché insieme agli altri consiglieri non chiede la discussione della stessa? Così vediamo nel concreto chi sta da una parte e chi dall’altra. Ma forse è inutile attendere: oggi stanno tutti dalla parte dei loro interessi.

Mala tempora currunt… atque  peiora premunt. ☺

riformista85@libero.it

 

 

 

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